Dino Boffo, l'ex direttore dell'Avvenire, rimosso da Tv2000

Nel 2009 si era dimesso dal quotidiano dei vescovi per le rivelazioni del Giornale

È terminata l'esperienza di Dino Boffo alla guida di Tv2000, l'emittente della CEI. Con una scarna nota, la rete televisiva ha annunciato la fine del rapporto di lavoro con il 61enne giornalista, che era direttore dal 2010. La diffusione della notizia è stata accompagnata dalle voci più disparate, tanto da costringere il Cda della rete a intervenire con un comunicato in cui spiegava che si trattava di un "normale avvicendamento".

L'avvicendamento di un direttore è un fatto fisiologico all'interno di qualsiasi realtà oggi, tanto più in una fase di repentini cambiamenti nella società e nella stessa Chiesa. Al dottor Dino Boffo va la gratitudine sincera per quanto fatto con professionalità e dedizione per lunghi anni, anche dopo la tormentata vicenda del 2009, con l'augurio di valorizzare al meglio quanto compiuto.

L'ipotesi che però non si sarebbe trattato di un avvicendamento programmato è confermata dal fatto che non è ancora stato nominato un nuovo direttore. La direzione ad interim è stata affidata all'ottantenne monsigor Francesco Ceriotti. Negli ambienti vaticani si parla di "resa dei conti" tra le fazioni della Cei dopo che l'influenza di Bagnasco è decisamente scemata.

Dino Boffo è salito agli onori delle cronache nel 2009 quando, a seguito di un suo editoriale molto critico nei confronti di Berlusconi e dei suoi comportamenti privati, era stato oggetto di una dura campagna di stampa del Giornale che ne aveva rivelato una condanna per molestie e una presunta informativa della polizia (poi rivelatasi falsa) in cui era definito "attenzionato" in quanto omosessuale. Nacque così l'espressione "metodo Boffo", e il giornalista fu costretto a lasciare la direzione dell'Avvenire, che occupava dal 1994.

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