Confiscati beni per 5 milioni di euro al boss Setola

Aziende, ville, beni di lusso: così Giuseppe Setola utilizzava i proventi delle attività criminali nel sodalizio con Francesco Bidognetti

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E' un vero e proprio colpo duro quello subito dai camorristi casalesi, messo a punto dalla Direzione Investivativa Antimafia di Napoli: con decreto emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sono stati confiscati al clan camorristico facente capo al boss Giuseppe Setola numerosi conti correnti, automobili, aziende ed esercizi commerciali per un valore complessivo di 5 milioni di euro.

Il provvedimento di confisca è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta del direttore della DIA di Napoli Arturo De Felice: gli inquirenti hanno notato il valore sproporzionato dei beni in virtù dei redditi dichiarati da Setola stesso e dai suoi parenti.

A Casal di Principe (Ce) la Dia ha sequestrato terreni e ville di lusso, finemente arredate con mobili, marmi lavorati a mano e bassorilievi.

I beni sarebbero i proventi delle attività criminali del clan Setola, durante il sodalizio con Francesco Bidognetti, detto Cicciotto e' mezzanotte: Setola, condannato a 3 ergastoli ed attualmente in regime di carcere duro, utilizzava il classico sistema di prestanome (come il fratello Pasquale, ma anche altri familiari e conoscenti) per gestire tutti quei beni. L'obiettivo era di eludere le sottrazioni da parte di magistratura e forze dell'ordine.

In questo video di RaiNews si mostrano le immagini del sequestro: come potete vedere il lusso sfrenato in cui viveva il boss e la sua famiglia fa a pugni con il degrado che si intravede fuori dalle finestre.

Alfonso Diana, Domenico Bidognetti e Gaetano Vassallo sono i collaboratori di giustizia grazie ai quali è stato possibile avviare l'indagine.

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