Narcotraffico: Stati Uniti chiederanno estradizione di "el Chapo" Guzman

Lo ha detto il procuratore distrettuale di New York. Il re sudamericano della droga deve rispondere di diversi delitti anche in Usa.

"Abbiamo intenzione di chiedere l'estradizione di Joaquin Guzman". Lo ha detto Robert Nardoza, portavoce del procuratore distrettuale di New York, a proposito di "el Chapo, il capo del cartello di Sinaloa, arrestato sabato scorso in Messico dopo 13 anni di latitanza. Guzman, che deve rispondere di diversi capi d'imputazione in Messico, è ugualmente accusato di numerosi delitti in diverse circoscrizioni degli Stati Uniti.

"Al momento non abbiamo ancora deciso come procedere" ha proseguito Nardoza. El Chapo era considerato, fino a sabato scorso, l'uomo più ricercato del pianeta. Latitante dal 2001, quando era riuscito a scappare da una prigione di massima sicurezza. Per la sua cattura, il Messico aveva assicurato una taglia di 3,2 milioni di dollari. Gli Stati Uniti ne avevano stanziati addirittura cinque.

Guzman era il capo del cartello che gestiva l'esportazione di cocaina e marijuana negli Stati Uniti, ma anche in Asia e in Europa. Il vero re dei narcos, insomma. Da quando gli Stati Uniti di Reagan diedero un duro colpo ai produttori ed esportatori della Colombia, che si rese conto come sarebbe stato meglio affidare questo sporco compito ai messicani, fino a quel momento soltanto trasportatori di droga.

Su Repubblica, El Chapo viene descritto così: "Nel mondo internazionale del narcotraffico possiede l’autorità mistica del Papa, ottenuta con una campagna di consenso sociale che l’ha reso autorevole come Obama, e ha una genialità nel vedere nuovi spazi di mercato che lo trasforma nello Steve Jobs della coca. Iperboli che servono a mostrare la particolarità del personaggio".

Joaquin Guzman

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