Legge pro - omofobia: Arizona la blocca per paura di boicottaggio economico

La governatrice conservatrice costretta a porre il veto dalle aziende. La National Football League era pronta a togliere allo Stato la finale del Super Bowl.

Era già sul tavolo pronta a essere firmata, ma all'ultimo momento la governatrice dell'Arizona ha deciso di bloccarla. E così la legge che avrebbe reso legittimo discriminare i gay non è entrata in vigore. In nome della tolleranza, forse, ma soprattutto per paura di un boicottaggio economico. La norma SB1062 avrebbe permesso a qualsiasi negozio, imprenditore e ufficio di negare i servizi a un cliente sulla base di "ferme convinzioni religiose".

Sarebbe diventato difficile, per esempio, affittare un appartamento per una coppia omosessuale perché il loro stile di vita avrebbe potuto essere in contrasto con "le ferme convinzioni religiose" del proprietario. Stessa sorte sarebbe potuta costare a coppie non sposate, divorziati o ragazze madre, naturalmente. Jan Brewer ha dunque posto il veto, nonostante la base del suo partito abbia fatto sapere di disapprovare fortemente questa scelta.

D'altronde, nessuno si sarebbe aspettato il veto da parte di una donna che ha un curriculum fortemente conservatore. E' famosa la foto di lei che punta il dito accusatore a due centimetri dal volto del presidente Barack Obama per criticarlo in merito alla sua politica tollerante in materia di immigrazione. Anche sui gay, finora, era stata intransigente: appena eletta, aveva abolito una legge con cui si garantivano alcuni diritti alle coppie di fatto.

La paura di ricaduta negative sull'economia ha perso avuto la meglio. I sostenitori della legge bloccata assicurano che i provvedimenti erano pensati "proprio per difendere la libertà di tutti". Dall'altra parte, i difensori dei diritti civili hanno replicato che la legge camuffava i pregiudizi sotto il conveniente mantello delle convinzioni religiose. Due ex candidati repubblicani alla presidenza, John McCain e Mitt Romney, hanno scritto a Brewer chiedendole di porre il veto. Perfino tre dei senatori statali che avevano detto sì alla legge hanno fatto marcia indietro, sostenendo di non aver capito che la sua portata era così vasta e che dietro le "ferme convinzioni religiose" si potevano nascondere gravi discriminazioni.

Un moto istituzionale, insomma. Contrario. Con la National Football League che ha fatto capire che avrebbe tolto all'Arizona la finale del Superbowl del primo febbraio 2015 se la norma fosse passata. Il danno economico sarebbe stato enorme. Le aziende, informate della possibilità di perdere un simile vantaggioso evento, hanno scritto alla governatrice per bloccare la legge anti-gay. Tra queste la Apple, che sta per aprire nello Stato una fabbrica che dovrebbe dare lavoro a 2 mila persone. La American Airlines, che si è fusa con la U.S. Airways, con sede in Arizona.

"La nostra economia è servita meglio quando le porte del commercio sono aperte per tutti, senza distinzioni" ha dichiarato la linea aerea. Parole ripetute dalla Delta Airlines e dalla catena di alberghi Marriott.
Parole ripetute quasi letteralmente anche dalla rivale, la Delta Airlines, e dalla catena di alberghi Marriott. E ancora: i "millennials", ossia la fascia di consumatori che va dai 18 ai 33 anni, è a favore del diritto dei gay di sposarsi (il 57% secondo un sondaggio). Ecco perché la governatrice conservatrice ha dovuto bloccare la legge.

Governatore dell'Arizona

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