Francesco Schettino al Giglio, il ritorno sulla Costa Concordia (FOTO e VIDEO). Nervoso con i giornalisti: "C'è chi non capisce un ca**o"

Il comandante Schettino torna per la prima volta sul relitto della Costa Concordia

14.23 Finito il sopralluogo sulla nave, Schettino torna sul molo e parla per qualche minuto con i cronisti. Parla di "aggressione", riferendosi al suo arrivo al Giglio di questa mattina braccato dai giornalisti. Poi entra nel merito del sopralluogo: "Ho dato il mio contributo tecnico da Comandante sulla nave, ai miei consulenti tecnici. Penso che serviranno per l'esito delle perizie che determineranno le varie responsabilità". Sulle emozioni vissute al ritorno sulla Concordia: "Le mie sensazioni non possono essere oggetto di investigazioni giornalistiche, qui non si fa Novella 2000". Schettino risponde nervosamente ai giornalisti, evitando di rispondere a domande come "Lei rifarebbe l'inchino?": "Sono domande superflue, io rispondo al processo". Ad un giornalista: "Se parla ancora di abbandono nave, vuol dire che non ha capito un ca**o".

"Mi auguro col cuore che questa nave vada via presto e il Giglio possa ricominciare le sue attività turistiche", dice.

Aggiornamento 13.00 - In alto il video con il ritorno di Schettino sulla Costa Concordia, qui sotto la gallery. Schettino, sulla nave, era l'unico senza caschetto di sicurezza.

Foto Schettino, ritorno sulla Concordia

Foto Schettino, ritorno sulla Concordia

Foto Schettino, ritorno sulla Concordia
Foto Schettino, ritorno sulla Concordia
Foto Schettino, ritorno sulla Concordia
Foto Schettino, ritorno sulla Concordia
Foto Schettino, ritorno sulla Concordia

Aggiornamento 11.32 - La motovedetta con a bordo il comandante Francesco Schettino è salpata dal porto del Giglio verso le 10.30, direzione relitto della Costa Concordia. Schettino è stato il primo del suo gruppo a salire per il secondo sopralluogo sulla Concordia per esaminare il generatore d'emergenza che non funzionò la sera del naufragio.

Il sopralluogo di Francesco Schettino sulla Costa Concordia, in compagnia di alcuni tecnici di parte e del Tribunale, sarebbe dovuto cominciare alle 10 di questa mattina, ma è partito con un lieve ritardo.

Il sopralluogo sarà dedicato a due apparecchiature ritenute fondamentali per capire la dinamica del dopo naufragio, il generatore diesel e gli ascensori.

Francesco Schettino al Giglio

Si è commosso il comandante Francesco Schettino; si è commosso quando, per la prima volta dopo oltre due anni, ha gettato lo sguardo sul relitto della Costa Concordia: autorizzato dal Tribunale di Grosseto a salire sul relitto della nave assieme al gruppo di tecnici che oggi effettueranno l'ennesimo sopralluogo (a Schettino è stata interdetta qualsivoglia domanda o osservazione ai tecnici, dovrà quindi rassegnarsi ad un ruolo di "turista silenzioso").

Durante la traversata da porto Santo Stefano al Giglio effettuata martedì Schettino ha spesso telefonato e, secondo quanto appreso, si sarebbe commosso quando il traghetto è passato davanti al relitto della Concordia.

"Più che i due giorni di Schettino al Giglio,oggi è importante non perché si accendono i riflettori sull'isola, ma perché si accende di nuovo il dolore per quanto accaduto"

ha dichiarato questa mattina il sindaco dell'Isola del Giglio, Sergio Ortelli.

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Il sopralluogo di Schettino era stato richiesto dai suoi legali, motivando la richiesta alla cancelleria del Tribunale come un diritto dell'imputato:

"Sono venuto per cercare la verità e per aiutare i miei consulenti tecnici a trovarla. [...] Stanno cambiando lo scenario: vogliono farmi passare come l'unico colpevole, non ci sto. Ho fatto degli errori, ma non sono solo. La causa vera dei 32 morti è stato il guasto al generatore d'emergenza. Quella notte la corrente elettrica sulla nave è andata via: gli ascensori hanno smesso di funzionare e così i timoni, i bracci d'nmmaino delle scialuppe, le pompe di sentina. Vorrei sapere perché il generatore non ha funzionato, ma se qualcuno altera l'area sequestrata non lo sapremo mai."

ha dichiarato ieri Schettino, secondo quanto riporta il quotidiano laRepubblica. Un uomo determinato, lo descrivono in molti, a trovare la verità: non nomina mai il suo ex datore di lavoro, quella Costa Crociere che lo ha licenziato in tronco dopo il dramma del gennaio 2012, ma si mostra sicuro, battagliero:

"Io non sono un debole e neppure un vigliacco, ho chiesto di risalire a bordo perché voglio dare indicazioni precise ai miei tecnici sugli impianti da controllare, a partire dal generatore d'emergenza."

dice Schettino.

(in aggiornamento)

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