Metodo Stamina, Davide Vannoni patteggia 1 anno e 10 mesi

Davide Vannoni era indagato per somministrazione di farmaci imperfetti, esercizio abusivo della professione medica e violazione della legge sulla privacy.

18 marzo 2015 - Il tribunale di Torino, un anno dopo la chiusura delle indagini sul metodo Stamina, ha deciso di accogliere la richiesta di patteggiamento presentata da alcuni degli indagati, a cominciare da quella dell’inventore di Stamina, Davide Vannoni, che ha patteggiato 1 un anno e 10 mesi con sospensione condizionale.

Con Vannoni hanno patteggiato altre sei persone, tra le quali spiccano Marino Andolina, vice di Vannoni (1 anno e 9 mesi) ed Erica Molino (un anno e 7 mesi). Quattro medici degli Spedali Civili di Brescia hanno preferito scegliere il rito ordinario e sono stati quindi rinviati a giudizio. Il processo per loro si aprirà nel 2016.

Due persone, invece, avevano scelto il giudizio abbreviato e per loro oggi è arrivata la condanna: 2 anni per il direttore dell’Ires Piemonte Marcello La Rosa e 6 mesi per Carlo Tomino, ex dirigente dell’Aifa.

I legali di Davide Vannoni, gli avvocati Liborio Cataliotti e Pasquale Scrivo, hanno così commentato la decisione dei giudici di Torino:

La giustizia ha fatto il suo corso, ma la scienza ancora no. Ci sono studi in corso sulla medicina rigenerativa: il professor Vannoni confida in questi per avere un riscontro scientifico che dica che la terapia funzionava e funziona. Se ciò fosse non escludiamo un ricorso per ottenere una revisione di questo processo.

Metodo Stamina, 20 persone indagate dalla Procura di Torino

15.40: nell’atto di chiusura delle indagini, il procuratore Raffaele Guariniello, scrive che Vannoni, padre del metodo Stamina, avrebbe operato su 101 pazienti

senza eseguire o far eseguire i test necessari prima dell’impiego del prodotto sull’uomo, così indebitamente trasformato in cavia e in assenza di qualsivoglia pubblicazione scientifica atta a identificare le caratteristiche del cosiddetto metodo Stamina e a renderlo consolidato e riconoscibile.

E, ancora,

Le predette terapie con cellule staminali risultano non autorizzate dall Aifa, non segnalate ne iscritte nell’apposita banca dati, presso l’Istituto superiore di Sanità.

Davide Vannoni, a poche ore dall’annuncio di chiusura delle indagini, si dice fiducioso sul suo futuro e sull’eventuale processo in cui sarà imputato:

Non ho mai minacciato nessuno; la chiusura indagini non è rinvio a giudizio e abbiamo una marea di documenti per smentire le accuse.


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La Procura di Torino ha ufficialmente chiuso le indagini sulla Stamina Foundation e le 20 persone indagate stanno ricevendo in queste ore gli avvisi di chiusura, ultimo passo prima della richiesta di rinvio a giudizio.

Tra i 20 indagati, che includono persone vicine agli Spedali Civili di Brescia e alla Regione Lombardia, c’è anche l’inventore del metodo Stamina, Davide Vannoni, al quale vengono contestate le accuse di somministrazione di farmaci imperfetti, esercizio abusivo della professione medica e violazione della legge sulla privacy.

Tra gli altri figurano anche il vice di Vannoni, Marino Andolina, insieme a neurologi, biologi e otto medici degli Spedali di Brescia, oltre a un membro dell’Aifa, l'agenzia per il farmaco.

Il commento di Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, non ha tardato ad arrivare:

Non sono molto stupita, vedremo l'esito del processo. E' una vicenda che ha tenuto l'Italia con il fiato sospeso, e me, con molte preoccupazioni e ansie. L'importante è che ne esca chiarezza, perchè qui le vittime sono le migliaia di persone che hanno creduto di poter avere una cura.

L’inchiesta, lo ricordiamo, si era già formalmente conclusa nel 2012, ma gli accertamenti erano proseguiti e avevano coinvolto anche gli Spedali Civili di Brescia, struttura in cui queste cosiddette “terapie compassionevoli” venivano portate avanti.

Ora i 20 indagati hanno i canonici 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogati e per presentare eventuali memoriali difensivi prima che venga formulata la richiesta di rinvio a giudizio.

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