Strage bus in Irpinia, falsi i documenti di revisione del mezzo

Lo scoop de Il Mattino: violato il sistema informatico del ministero per far risultare immacolato il pullman della morte

L'incidente sul viadotto di Acqualonga, lungo l'autostrada A16, che ha portato alla morte di 40 persone, potrebbe essere tragicamente correlato ad un'indagine rivelata dal quotidiano napoletano Il Mattino di oggi: sarebbero infatti indagati due funzionari della Motorizzazione Civile di Napoli.

Secondo gli inquirenti i due avrebbero violato il sistema informatico del ministero per far risultare in regola la revisione del pullman precipitato nella scarpata sull'A16 a causa di un avaria all'impianto frenante: il mezzo affrontò senza freni un lungo tratto in discesa dell'A16 e all'altezza di Monteforte Irpino e dopo avere infranto le barriere di protezione precipitò nella scarpata.

Il pullman non era stato sottoposto ad alcuna revisione e il certificato che l'attestava era falso: secondo i documenti infatti la revisione era stata effettuata regolarmente il 26 marzo del 2013, cioè circa quattro mesi prima della tragedia, ma la realtà dei fatti, secondo la Procura di Avellino, sarebbe ben diversa: le carte sono state falsificate dopo la data dell'incidente e la revisione in realtà non sarebbe mai stata eseguita.

Un vero e proprio atto di depistaggio dunque, oltre che di falsificazione e truffa, che sarebbe stato messo in atto da un funzionario tecnico della Motorizzazione Civile di Napoli e da un'assistente amministrativa. I due, scrive Il Mattino, sarebbero ora indagati per falso, così come il titolare della ditta proprietaria del bus e cinque dirigenti della Società Autostrade sono tutti accusati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo.

(in aggiornamento)

monteforte

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