Elezioni europee 2014: il tema dell’immigrazione secondo L’Altra Europa con Tsipras

Ecco come la lista L’Altra Europa con Tsipras affronta il tema dell'immigrazione e quali proposte avanza in vista delle imminenti Elezioni Europee 2014.

Il problema dell’immigrazione, in continua e costante crescita nel nostro Paese, rappresenta una delle tre priorità della lista italiana L’Altra Europa con Tsipras per le elezioni europee 2014 che si terranno il prossimo 25 maggio.

Il tema è affrontato brevemente già nel documento di Tsipras:

riformare le politiche europee dell’immigrazione, rifiutando il concetto di “Fortezza Europa” che alimenta forme di discriminazione, e garantendo invece i diritti umani, l’integrazione, il diritto d’asilo e le misure per la salvaguardia dei migranti, costretti ad affrontare viaggi in cui è a rischio la loro stessa vita.

ma è nel programma completo che il concetto viene esplicitato e approfondito:

L'Europa che vogliamo deve diventare uno spazio culturale aperto, con un'identità plurale e dinamica, capace di fondare le relazioni tra gli stati membri e con i paesi terzi sul reciproco rispetto, sul riconoscimento delle specifiche diversità culturali, sulla promozione delle libertà e dei diritti fondamentali, sul mantenimento della pace tra i popoli, sulla garanzia del principio di eguaglianza, sul rifiuto di ogni forma di discriminazione, sul ripudio della xenofobia e del razzismo. Il contrario della concezione ora dominante dell’Europa come una “Fortezza”. In questo quadro la questione dei diritti dei migranti assume un ruolo fondamentale nel nostro programma.

La lista Tsipras si dimostra ben consapevole della realtà entità del problema dell’immigrazione e snocciola statistiche allarmanti - i 32,9 milioni di migranti che risiedono nei paesi dell'Unione Europea rappresentano il 7% della popolazione (pari a 503 milioni) - e nel criticare l’Europa per la politica adottato finora, la prevenzione e il controllo dei flussi migratori, propone soluzioni concrete che tengono conto della crisi economica e sociale in cui ci troviamo:

è importante che l'Unione Europea rafforzi il proprio impegno nella lotta a tutte le forme di xenofobia e di razzismo combattendo ogni forma di discriminazione legata all'origine nazionale, ai tratti somatici, alla lingua, alla religione, alle diversità culturali reali o presunte. La crescita di movimenti nazionalisti, populisti e xenofobi che utilizzano strumentalmente il tema delle migrazioni per accrescere il proprio consenso presso l'opinione pubblica rappresenta un pericolo per la costruzione di un'Europa democratica, solidale, coesa e di pace.

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Quali sono, in concreto, le misure che L’Altra Europa si impegna a proporre per cambiare la situazione ed evitare tragedia come quella che lo scorso ottobre ha portato alla morte di 366 persone? Basta spulciare il programma completo per scoprirlo.

In primo luogo, spiega la lista Tsipras, occorre abbandonare il programma Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea, e incoraggiare invece la nascita di accordi coi Paesi confinanti con l’Unione Europea e abbracciare le dieci richieste formulate a tutti i candidati al Parlamento europeo dalla campagna L’Europa sono anch’io, di cui trovate un video in apertura, e che sono diventate parte integrante del programma della lista.


  1. Ratifica della Convenzione dell'ONU del 18/12/1990 "sui diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie”.
    A distanza di 23 anni dal varo della Carta da parte dell'Assemblea delle Nazioni Unite, essa non è stata ancora ratificata da parte di nessun paese europeo. Chiediamo che l'Unione Europea ratifichi la Convenzione al fine di assicurare un quadro di riferimento omogeneo ed universale a livello comunitario per la garanzia dei diritti umani dei migranti e dei loro familiari.

  2. Garanzia del diritto di voto amministrativo ed europeo.
    Una parte significativa dei cittadini che vivono in Europa è esclusa dalla possibilità di partecipare attivamente alla vita della comunità in cui risiede. È urgente un'azione dell'Unione Europea finalizzata ad armonizzare le legislazioni nazionali al fine di riconoscere ai cittadini stranieri non comunitari il diritto di voto alle elezioni amministrative ed europee, al fine di colmare una grave discriminazione nell'esercizio del più elementare diritto alla partecipazione democratica.

  3. Riconoscimento della cittadinanza europea.
    È urgente un'azione dell'Unione Europea finalizzata ad armonizzare le legislazioni nazionali al fine di favorire l'acquisizione della cittadinanza del paese di residenza da parte dei cittadini stranieri stabilmente residenti e da parte dei "figli dell'immigrazione" nati in Europa o qui trasferitisi in tenera età e che frequentano le nostre scuole. Si tratta, anche in questo caso, di promuovere un principio di uguaglianza e di inclusione sociale.

  4. Garanzia del diritto di arrivare legalmente in Europa.
    È urgente l'adozione da parte dell'Unione Europea di politiche migratorie che rendano effettivamente possibile alle donne, agli uomini e ai bambini di altri continenti di raggiungere legalmente il territorio europeo senza mettere a rischio la propria vita. In particolare, è necessario: a) ampliare e armonizzare le norme che regolano l’ingresso nell’Unione Europea per motivi di lavoro; b) riformare il Regolamento Dublino III, abolendo l’obbligo di presentare richiesta di asilo nel primo paese di arrivo; c) aprire canali di ingresso protetto per le persone bisognose di protezione internazionale.

  5. Politiche migratorie aperte all'inserimento degli stranieri nel mercato del lavoro.
    Una gestione corretta e positiva delle politiche migratorie, oltre che a rispondere alle necessità del mercato del lavoro consentendo agli immigrati pari opportunità ed un permesso di soggiorno per ricerca occupazione, cosa che non avviene con le norme irrazionali in vigore, deve anche facilitare l'inserimento lavorativo per i richiedenti asilo e per i titolari di protezione internazionale che sino ad oggi sono anch'essi penalizzati dalle norme restrittive ed anch'essi in balia del lavoro nero e del supersfruttamento.

  6. Garanzia della libertà personale e chiusura dei centri di detenzione.
    In tutti i paesi europei sono presenti centri di detenzione nei quali sono detenuti i migranti colpiti da provvedimenti di espulsione. Si tratta di strutture chiuse e presidiate dalle forze dell’ordine in cui viene limitata la libertà personale delle persone detenute. Tali centri espongono i migranti a trattamenti inumani e degradanti e non garantiscono l'effettività dei provvedimenti di espulsione auspicata dai legislatori nazionali. La chiusura delle strutture di detenzione in tutti i paesi dell’Unione è necessaria e urgente.

  7. Diritto a un’accoglienza dignitosa.
    I sistemi di accoglienza dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati dei diversi stati membri sono fortemente differenziati e caratterizzati da standard di accoglienza diversificati. La standardizzazione e l’armonizzazione dei sistemi di accoglienza sono indispensabili anche al fine di riequilibrare la presenza dei migranti e dei richiedenti asilo nel territorio dell’Unione e favorire il loro inserimento sociale e lavorativo nella società di residenza.

  8. Garanzia della parità di accesso ai sistemi di welfare.
    L’accesso dei migranti all’istruzione, ai servizi sanitari, alle prestazioni sociali e previdenziali deve essere garantito in tutti i paesi dell’Unione Europea. Sollecitiamo l’Unione Europea ad intraprendere iniziative volte a rafforzare la prevenzione e la tutela contro le discriminazioni istituzionali che diano luogo a disparità di trattamento in questi ambiti.

  9. Liberare il dibattito pubblico dalla xenofobia e dal razzismo.
    Sollecitiamo un maggiore impegno delle istituzioni comunitarie finalizzato a rafforzare la prevenzione, il monitoraggio e il contrasto di tutte le forme di stigmatizzazione e di istigazione alle discriminazioni e al razzismo nei confronti dei migranti e delle minoranze da parte di rappresentanti del mondo politico, istituzionale e dell'informazione.

  10. Tutela dei diritti dei minori.
    Tutti i paesi dell’Unione Europea devono proteggere i diritti dei minori stranieri sulla base di una parità di trattamento con i cittadini dei paesi di residenza e di transito. I minori stranieri non possono essere espulsi e in nessun caso può essere limitata la loro libertà personale.

In Italia, lo ricordiamo, si vota il 25 maggio prossimo per eleggere i 73 membri italiani del Parlamento europeo. Tra i candidati della lista L'altra Europa con Tsipras ci sono la giornalista e scrittrice Barbara Spinelli, l’ex leader no global Luca Casarini, gli attivisti Carlo Salmaso e Stefano Lugli, lo storico Adriano Prosperi, il giuslavorista Piergiovanni Alleva, l’economista Mauro Gallegati, la giurista alla Corte penale internazionale Silvana Arbia, il filosofo che dirige l’Università della Pace Roberto Mancini e i politici Marco Furfaro (Sel), Fabio Amato (Prc) ed Eleonora Forenza (Prc).

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Foto | Facebook

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