Invalsi 2014: oggi Italiano e Matematica per la seconda superiore, ma monta la protesta

Invalsi 2014, oggi la prova di Italiano e di Matematica per gli studenti del secondo anno delle superiori. Ma fioccano polemiche, proteste e boicottaggi.

Invalsi 2014< : oggi gli studenti della seconda superiore si sono trovati alle prese con le prove di Italiano e di Matematica. E non sono mancate le proteste e i tentativi di boicottare le prove, con una sorta di chiamata alle armi sui social network. Che si sono affiancate a quelle già in programma da parte dei Cobas della scuola. Il calendario, per il 19 giugno, ha poi in programma l'Invalsi anche per gli alunni di terza media, all'interno dell'esame per la licenza media.

Poco meno di un ragazzo su tre reputa utili le rilevazioni nazionali; c'è chi le considera importanti per capire la differenza tra Italia ed estero (il 16%), chi apprezza il carattere oggettivo del test (10%), chi le invoca come giusto contrappasso per giudicare i professori (4%). Fra i contrari, il 20% crede che la tipologia a quiz non sia il mezzo migliore per la valutazione. Il 25%, poi, crede che un'unica prova nazionale non possa tener conto dei diversi contesti sociali e scolastici.

Collettivi studenteschi di sinistra e militanti antagonisti ieri hanno occupato il teatro Lirico di via Larga, a Milano, per protestare contro il test Invalsi, con lo slogan: "Boycott Invalsi Space Occupato" che campeggia sulla facciata dello stabile. La Rete della Conoscenza ha reso noto che in molte scuole italiane gli studenti hanno boicottato le prove con scioperi bianchi, presidi, flash mob e assemblee.

A Roma, Milano, Siena, Pisa, L'Aquila, Genova, Napoli, Salerno, Bari, Torino, Catania e Cagliarti si legge lo slogan: "Valutati, non schedati!". Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell'Unione degli studenti, ha dichiarato all'Ansa:

"Abbiamo deciso di disobbedire, di rifiutarci di sottoporci a un meccanismo di valutazione escludente e ingiusto che mira a rendere la scuola pubblica sempre più a servizio delle logiche manageriali. Valutare non può significare schedare, mettere in classifica, favorire la competizione tra scuole e studenti, indirizzare e svilire la didattica rendendola un semplice bagaglio di nozioni da digerire per affrontare i test".

E ancora:

"Siamo l'unico Paese in Europa che somministra agli studenti in maniera censuaria e non campionaria dei test assolutamente inutili, che non tengono conto delle condizioni sociali ed economiche degli studenti e che aprono pericolosamente le porte a dei criteri premiali per le scuole che eccellono. A fronte di tutto ciò riteniamo veramente inaccettabile che si spendano 16 milioni di euro per finanziare questo strumento di valutazione dannoso e inutile".

Per chiudere così:

"Nel nuovo Def 2014 si inseriscono i test Invalsi alla base della revisione dei nuovi contratti per gli insegnanti e per i sistemi di reclutamento di docenti e dirigenti scolastici. Il 4 maggio inoltre la presidente dell'Invalsi ha sollecitato gli insegnati a somministrare i test, convincendoli della bontà di questo strumento".

Invalsi 2014

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