Immigrazione, i dati di Frontex: “arrivi in Italia in aumento dell’823%”

Dal Parlamento UE arrivano pesanti accuse a Frontex, mosse dal vicepresidente Roberta Angelilli.

L’emergenza immigrazione, lo stiamo vedendo giorno dopo giorno, è in costante e preoccupante crescita e ora, a confermare le statistiche, ci hanno pensato i dati diffusi oggi da Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea, secondo la quale nei primi quattro mesi del 2014 si è registrato un impressionante aumento dell’823% rispetto allo stesso periodo nel 2013.

Da gennaio ad aprile di quest’anno, lo ha precisato il vice direttore Gil Arias Fernandez, sono stati registrati 25.650 arrivi in Sicilia e 660 tra Puglia e Calabria. E i dati non tengono conto degli sbarchi avvenuti in questi ultimi giorni.

Nelle stesse ore in cui Frontex snocciola queste statistiche, confermando l’aggravarsi dell’emergenza, dal Parlamento UE arrivano pesanti accuse per l’agenzia. Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento Ue, denuncia gli enormi costi necessari per mandare avanti Frontex e chiede, nemmeno troppo provocatoriamente, che l’agenzia venga trasferita a Lampedusa:

Il 40 per cento del budget annuale, salito dopo anni di discussioni a 89 milioni, serve a mantenere l'agenzia europea che ha sede a Varsavia, 3500 chilometri dal Mediterraneo. […] L'Ue dovrebbe avere un sistema di leggi che anticipino i fenomeni così che gli Stati membri possano affrontarli, al loro manifestarsi, con regole precise e uguali per tutti. Invece Frontex ha un budget di appena sei milioni. Soldi che andavano tutti per uffici, personale, carte. Praticamente è andato avanti per anni senza mezzi.

L’Italia ha chiesto il trasferimento della sede di Frontex a Lampedusa, nettamente più vicina all’emergenza rispetto alla lontanissima Varsavia, ma la Commissione Europea, lo riferisce Angelilli, non ha risposto:

Si è limitata a prendere atto. Io ho chiesto che questa di Frontex sia una priorità della prossima legislatura. […] L'Italia ha chiesto di ripartire l'onere di tutta l'emergenza. La Commissione fa orecchie da mercante, si è limitata a invitare i 28 Paesi membri a collaborare. Una scelta facoltativa. Il commissario Malmstrom ha detto che l'Italia, tra il 2007 e il 2013 ha avuto 478 milioni per gestire i flussi migratori e 136 in fondi speciali. In quel periodo, però, ha speso 1,7 miliardi per le stesse operazioni.

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