Elezioni europee 2014: il tema dell’immigrazione secondo il Ppe

Il Partito dei Popolari europei chiede maggiore coordinamento tra le polizie dei Paesi dell'Unione Europea per evitare che i migranti corrano inutili rischi.

Il Partito Popolare europeo (Ppe) come si pone di fronte al problema dell'immigrazione in vista delle prossime elezioni europee? Semplicemente, i popolari sono convinti che

"la criminalità e il terrorismo non si fermino alle frontiere. Per assicurare la sicurezza degli europei, le nostre forze di polizia hanno bisogno di più coordinamento a livello europeo".

E' però necessaria

"una più efficace gestione dei flussi migratori e della cooperazione alle frontiere dell'Unione, in modo che i migranti non debbano correre inutili rischi e che non si abusi dei nostri sistemi d'asilo".

Il Ppe fa un caposaldo del suo impegno europeo nella "protezione" di tutte le persone, "ovunque vivano e svolgano attività economiche in Europa".

Simbolo Ppe

Non agita lo spauracchio 'immigrati' il Ppe; anzi. Semmai, il vero pericolo è la privacy. Ecco perché i popolari si battono pure per la riservatezza dei dati:

"Vogliamo offrire ai cittadini una protezione completa, garantendo nel contempo che il rispetto della legge non perda incisività. L'accesso alla giustizia è un principio fomdamentale delle nostre democrazie".

L'immigrazione andrebbe dunque gestita "attraverso una maggiore cooperazione dei Paesi Ue". Questa è la ricetta 'popolare' per evitare tragedie come quella di Lampedusa. Il candidato alla carica della presidenza della commissione Ue del Ppe è Jean Claude Juncker, ex numero uno dell'Eurogruppo. Il Ppe, in Italia, ha ottenuto il sostegno di Forza Italia, Nuovo Centrodestra e Udc.

Juncker

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