Intimità in tribunale, a Genova il vetro smerigliato rivela l'alcova

Due impiegati del Tribunale di Genova potrebbero essere sanzionati per aver fatto l'amore nel palazzo di Giustizia del capoluogo ligure

Si erano appartati dietro ad un vetro smerigliato per rubare alla giornata lavorativa qualche attimo di amore ed intimità: protagonisti del "fattaccio" due impiegati del Tribunale di Genova, che ora rischiano una sanzione per essersi appartati per consumare in orario di lavoro.

A raccontare la storia è il quotidiano laRepubblica di Genova: il 28 aprile scorso i due, in preda all'inebriante follia amorosa, si sono appartati in un'aula del palazzo di Giustizia genovese ardenti di libido e desiderosi di consumare del "sesso proibito" in orario di lavoro: peccato che la stanza scelta per la romantica copula era confinante con l'aula della Corte d'Assise di Genova nella quale si stava celebrando il processo per l'omicidio di Yassin Mahmod, marocchino di 40 anni conosciuto come Nanà.

I due, incuranti del dibattimento e delle mura sottili, hanno dato sfogo a mugolii, gemiti, risate e nudità che, galeotto fu il vetro smerigliato che divide nella parte superiore del camminamento l'aula dell'Assise con la stanza/alcova dei due amanti sfortunati, sono state distintamente sentite da tutti i presenti al dibattimento.

La passione amorosa che ha travolto i due ha costretto il giudice Anna Ivaldi a sospendere l'udienza: durante le fasi finali del dibattimento infatti il pm Sabrina Monteverde è stata interrotta dagli inconfondibili rumori di un rapporto sessuale, proprio mentre questi stava per formulare la richiesta di pena per gli imputati dell'omicidio del clochard.

Tutti i presenti hanno cominciato a guardarsi attorno e, notate le nudità dei due in trasparenza dal vetro smerigliato, hanno "rovinato" la festa degli amanti, che si ritrovano oggi a doversi difendere nel corso di un procedimento disciplinare.

I due, si dice a Genova, pensavano che sarebbe stato semplice farla franca, complici anche i giorni "di buona" che, tra un ponte del 25 aprile ed uno del 1 maggio, avevano svuotato il Palazzo di Giustizia ligure. Galeotto, c'è da dirlo, fu un vetro smerigliato.

Via | laRepubblica Genova

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