Costa Concordia, il processo a Schettino: i manager chiedevano agli ufficiali di usare sim pulite

Si temevano intercettazioni dei mass media vista l'attenzione nei loro confronti dopo il naufragio.

Proseguono le audizioni di testimoni nel processo per il naufragio della Costa Concordia che si sta tenendo a Grosseto. E salta fuori anche qualche particolare decisamente curioso: i manager di Costa Crociere avrebbero chiesto, secondo quanto raccontato da un teste, di usare sim pulite, per evitare intercettazioni: "Dissi di usare schede telefoniche pulite agli ufficiali di Costa Concordia, perché si temevano intercettazioni da parte dei mass media dal momento che l'argomento era delicato e in quei giorni dopo il naufragio i verbali volavano su Internet. Non c'era nessun doppio fine nel dare questa indicazione".

Non solo, la Costa ha fatto anche uno screening del comandante Schettino, raccogliendo informazioni sul suo conto, dopo essere balzato sulle prime pagine di tutta Italia in seguito alla tragedia della Concordia. Tutto questo è stato raccontato da Andrea tonini, dipendente dell'azienda che sovrintendeva al coordinamento del personale di bordo delle navi e partecipava alle operazioni di composizione degli equipaggi.

Controlli per verificare cosa? Questo esattamente non si sa, ma potrebbe essere che questi controlli riguardassero la vita privata del comandante, che però - come ha ricordato l'avvocato difensore Domenico Pepe - si è sempre prodigato per far rispettare la disciplina a bordo ed è stato sottoposto a un test antidroga rivelatosi negativo: "Schettino nel 2009 fece sbarcare una decina di membri dell'equipaggio perché usavano stupefacenti del tipo shaboo, nello stesso periodo a Miami fu fatto scendere il commissario della direzione dei servizi in stato di ebbrezza. E ancora in Norvegia vennero fatti sbarcare il capo pompiere insieme a membri dell'animazione della nave dopo la scoperta della presenza di droga in cabina". Questi e altri esempi portati dalla difesa dimostrerebbero che "Schettino manteneva la disciplina a bordo".

Altri testimoni si sono invece concentrati sulla frequenza con cui queste navi passano vicino alla costa: "Sono abituata al fatto che, qualsiasi nave dove fosse imbarcato mio figlio Antonello Tievoli e che passasse davanti al Giglio, mi contentavo di vederla dalla finestra di casa, sapendo che lui era a bordo. A volte queste navi passavano o più vicino o più lontano. Con Antonello ci sentivamo prima col cellulare e mi avvisava", queste le parole per esempio di Mamiliana Rossi, madre del maitre di bordo, Antonello Tievoli, che chiese a Schettino di fare un passaggio ravvicinato per salutare la famiglia che vive in una casa sul mare a Giglio Porto.

Ma a che distanza passavano le navi? "Passavano a 700-800 metri, una distanza così, non so. Quella sera del naufragio, vidi le luci della nave che si spensero, una cosa diversa dal solito. Antonello al telefono mi disse: passo anche questa volta al Giglio, poi dopo non l'ho sentito più ed era successo quello che è successo".

Smantellamento Costa Concordia

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