Grumpy Cat: dieci cose che non sapete di Share, il programma di Radio2, che vi stupirà, condotto da Gianluca Neri

Cronaca e Attualità ha intervistato Gianluca Neri, conduttore di Share, il nuovo programma di Radio2, per capire come nascono le notizie, che vita hanno e come diventano virali. Il titolo è un esperimento: funzionerà?

Da domani su Radio2 andrà in onda Share, il nuovo programma di Gianluca Neri, fondatore del blog Macchianera, e dell’autrice tv Daniela Collu: il programma partirà da una notizia, individuata in rete e data prima degli altri, per capire come nasce una news su Internet, in che modo si “sviluppa” viralmente e che futuro potrà avere. Il tutto avverrà sia con il giudizio di esperti dei settori di cui si parla, ma soprattutto con quello degli ascoltatori/utenti, che a loro volta avranno modo di dare il proprio contributo all’analisi. Cronaca e Attualità ha approfittato della disponibilità di Gianluca Neri per parlare non solo del programma, ma anche dell’informazione che nasce sulla rete, spesso protagonista anche sulle nostre pagine.

Share sarà un programma che parlerà di notizie, di come si sviluppano, di come si diffondono e non solo. Puoi aggiungere qualcosa?

Noi useremo pesantemente internet proprio per questo: per verificare delle notizie che ci arrivano, sapendo che poi molte sono originate sempre dagli stessi cinque o sei siti con grosse community, e verificare come sono nate, perché sono nate, perché una certa notizia è stata virale, rispetto ad un’altra simile che poi non lo è stata; per verificare se una notizia nell’arrivare a noi è stata modificata, magari tradotta male, se ha cambiato il senso, se è stata riportata in modo corretto, se è vera e non è una bufala;  per verificare dopo quanto tempo è arrivata da noi e che vie ha intrapreso. Questo ci dà la possibilità di fare un approfondimento su certe notizie che potrebbero essere vere o false e di andare a raccontare tutta la storia che c’è dietro.

Come nasce una notizia in rete?

A parte quelle grosse che arrivano dai siti di informazione e che poi vengono riprese e molto spesso solo tradotte, ci sono delle community molto potenti contro le quali Facebook sta tentando di tutelarsi e che in effetti continuano ad essere le più condivise tra tutti – Tipo Buzzfeed, Reddit, e in parte 4chan che è un po’ folle – dove nascono tutti i meme che girano da noi. Tutti i video che vediamo ripresi dai nostri quotidiani che compaiono nella colonnina di destra quattro giorni prima erano su questi siti ed erano dei semplici video. Non c’è una strategia per far diventare una notizia virale.

Perché una notizia diventa virale?

Una notizia diventa virale per caso o perché una community è divertita da questa notizia. Noi andremo a cercare di anticiparle, ma quando non potremo andremo a vedere dove è nata e perché e soprattutto che caratteristiche ha e perché ha solleticato così tanto la curiosità della gente.

Tu hai una idea sul perché alcune notizie attraggono di più le community rispetto ad altre?

Pensavo di averla, poi ho deciso che non c’è un motivo particolare. In realtà ci sono delle cose che se devi spiegare, tipo alcuni meme che utilizzano delle immagini particolari, hanno tutte delle storie che se tu vai a raccontare ad un giornalista, non riusciresti a spiegare perché quella cosa lì è diventata così famosa. Probabilmente sono cose che fanno parte delle comunità. Molto spesso vediamo diventare virali cose profondamente sceme che in una comunità hanno senso e fuori no. Poi magari i giornali si sentono in dovere di riprenderle e allora c’è quel momento un po’ di straniamento del lettore che dice: “Questa non è una cosa così notevole di cui parlare”.

Scusami, ma allora forse una delle caratteristiche principali è proprio il fatto che per essere virali le notizie devono essere abbastanza sceme o particolari o incredibili…

Quello assolutamente: se guardi ormai tre quarti dei video che ci arrivano sono o molto divertenti oppure sono cose sceme che richiamano ai bassi istinti come gente che cade o cose simili.

Perché invece piacciono così tanto i filmati e le foto dei cani e dei gatti?

I gatti soprattutto! I Gattini sono tra i più condivisi in assoluto! Non lo so: bisognerebbe chiedere agli amanti dei cani come prendono questa cosa che i gattini sono gli animali preferiti della rete. C’è quel livello che noi chiamiamo di “pucciosità” delle foto dei gattini per cui sono carini, ma danno l’impressione di farsi i fatti loro: rispecchiano un po’ come si sentono quelli che utilizzano la rete. Si immedesimano molto nella figura del gatto, quindi è diventata sostanzialmente una delle cose preferite. E poi ricordiamoci che i meme dei gatti sono partiti dal primo meme dove i gatti parlavano uno slang un po’ sgrammaticato. Anche in quel caso il tutto è nato su una community e la gente l’ha adottato senza sapere perché veniva fuori questa cosa.

Gianluca, io ho quattro gatti: se volessi far diventare i miei quattro gatti delle star, come quei gatti americani che ormai hanno sostituito nell’immaginario collettivo il posto di alcune celebrità, che cosa dovrei fare?

Grumpy cat, che è uno di quelli famosi, ha soltanto quella faccia lì, non fa cose particolari. Anch’io ho due gatti: basta riprenderli per dodici ore al giorno e un minuto di una caxxata che fa il gatto la si trova tranquillamente. C’è molta gente che sta lì a riprendere i propri gatti per ore.

Grumpy Cat adesso diventerà il protagonista del film di Natale di Lifetime, quindi se tanto mi dà tanto, magari riesco a far diventare uno dei miei gatti il protagonista di una fiction di Canale 5…

Guarda che addirittura stanno venendo fuori i primi manager di animali su internet.

Cerchiamo di parlare di cose più serie e di abbandonare gli argomenti faceti. Parliamo di Antibufala: noi di Cronaca e Attualità abbiamo una categoria dedicata alle bufale e a come i giornali spesso ci caschino non controllando l’attendibilità delle notizie. Perché esistono le bufale? Perché spesso in Italia non controlliamo la veridicità delle notizie? E’ fatto apposta?

E’ uno dei miei argomenti preferiti: io quando voglio svagarmi vado sui siti dei complottisti – anche in trasmissione avremo degli esperti, come Attivissimo, che chiameremo spesso – il problema è che prima avevamo i giornali per informarci e i giornali facevano una sorta di selezione delle cose che arrivavano. Dal momento in cui è arrivato Internet è come se i giornali avessero deciso di pubblicare tutte le lettere che arrivavano al direttore. C’è anche chi, davanti ad un mezzo che ha una simile potenzialità, si è detto: “Per diventare esperto di qualcosa a questo punto basta che mi guardo tre o quattro pagine e Wikipedia e lo divento”. Sostanzialmente si è aperto a tutti. Queste persone c’erano anche prima, ma a loro non veniva data voce – adesso un sito te lo puoi aprire senza problemi – E in più la teoria del complottismo è bella. Per alcuni si ferma a il “guardo X Files e fine”, per altri deve essere applicata anche alla vita reale e così nasce il problema. I giornali credo che abbiano imparato a discernere bufale dalle non bufale. C’è tutta una parte di social network, Facebook in particolare, dove vedi bufale di venti anni fa ricicciate e gente che ci casca ancora.

Ma è così veramente? Perché spesso, mi viene in mente il caso di Paolo Villaggio che muore ogni anno, i giornali riprendono queste notizie. Gli stessi quotidiani a volte lanciano la notizia dell’uomo più vecchio del mondo che è morto, ma non è vero perché è un altro…

Quello accade perché anche nelle redazioni c’è un po’ troppo fiducia nella rete e quando una cosa diventa virale si dà per assodato che sia vera. Io molto spesso vedo citare delle testate, che poi se vai a vedere sono dei finti blog fatti apposta per crearle queste bufale. Comunque anche nelle redazioni c’è una buona dose di ingenuità, perché c’è molta volontà di dare spazio a Internet e poco tempo per verificare le notizie. Il risultato è che vedi uscire cose che normalmente non sarebbero passate nel desk.

Concludiamo parlando del tuo programma. Quando andrà in onda? Come si svilupperà?

Il programma inizia domani. Andrà in onda tutti i sabati e le domeniche dalle 17 alle 18 su Radio2. Una delle cose che ci siamo messi in testa di fare è che alla fine dei due mesi di questa trasmissione sia i conduttori che gli ascoltatori abbiano imparato una cosa. Per questo ci assegneremo dei compiti, un compito a testa, sia noi che gli ascoltatori e alcuni li seguiremo nelle varie vicissitudini per imparare questa cosa che può essere da “Mi iscrivo al corso di tango” a “Imparo a programmare”, a “Imparo a guidare” o “Voglio diventare uno chef” e vedremo come faranno a diventare esperti di questa cosa. Allo stesso modo avremo delle rubriche, una delle quali mutuata da Reddit, che è per esempio “Spiegamelo come se fossi un bambino di cinque anni” in cui ci saranno degli esperti che, nel giro di cinque minuti, dovranno spiegare cose molto difficili in modo che se uno vuole poi può approfondirle. Poi avremo per gli ospiti importanti, che potranno essere cantanti, scrittori ecc. ecc., una parte di trasmissione che si chiamerà “Mi auto intervisto”: visto che tutti si lamentano che nelle interviste gli fanno sempre le stesse domande, noi le facciamo fare a loro – da un microfono la domanda, da un altro la risposta – In questo modo potranno parlare delle cose che più gli interessano.

Io volevo intitolare la nostra intervista/chiacchierata: “Share, Gianluca Neri ci presenta il programma di Radio2”, ma è evidente che non avrebbe l’appeal di un titolo che tu mi suggerirai adesso … come posso intitolare questo momento di chiacchiericcio tra di noi? Cerchiamo di far diventare questa conversazione virale…

Se devi far diventare virale una cosa adesso sono due le cose che funzionano: una è trovare la possibilità di metterci un gattino nel titolo, ma la vedo dura; la seconda è intitolarla: “Dieci cose che non sapete di un programma che sta per andare in onda su Radio2 che vi stupirà”.

Grazie! Allora proverò con “Grumpy Cat: dieci cose che non sapete di Share, il programma di Radio2, che vi stupirà, condotto da Gianluca Neri”

Oppure: “Pensavate che non si potesse parlare di Grumpy Cat alla radio? Ecco dieci modi per farlo!” e poi non dare la notizia e rimandi tutti all’ascolto del programma!

Perfetto, proviamoci. Buona serata!

Ciao!

L'appuntamento che Share è fissato, a partire dal 5 luglio, ogni sabato e ogni domenica dalle 17 alle 18 su Radio2.

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