Snai compra una pagina sul Corriere della Sera e si appella ad Agnese Renzi

Appello alla moglie del premier da parte di Snai: "Faccia leggere il nostro appello a suo marito". Snai chiede una stretta sulla "rete di gioco parallela"

Questa mattina i lettori del Corriere della Sera sono rimasti tutti parecchio sorpresi nel trovare un'intera pagina del giornale milanese contenente un appello ad Agnese Renzi: l'appello, firmato da Maurizio Ughi, amministratore di Snai Servizi, pubblicato a pagamento tra le pagine del giornale di via Solferino chiede alla moglie del Primo Ministro italiano di sottoporgli, domattina a colazione, l'annosa questione Snai.

Qualche giorno fa, era il 23 luglio, proprio Maurizio Ughi aveva firmato un più articolato appello, rivolto sempre a Matteo Renzi e pubblicato su molti quotidiani nazionali e locali come Il Giornale, Il Sole24Ore, La Nazione e Il Tirreno.

Un appello che sottoponeva al premier l'annosa questione del gioco d'azzardo in Italia, un tema che divide molto sia l'opinione pubblica che, almeno a parole, quella politica, spaccate tra turboliberali e iperprotezionisti:

"Presidente Renzi, lo sa che lo Stato Italiano detiene il monopolio dei giochi e delle scommesse? Lo sa che la rete dei negozi di scommesse è autorizzata dallo Stato? e che esiste un’altra rete “parallela”, priva di autorizzazioni in Italia, che non versa alcuna imposta sul gioco? Lo sa che il business di questa rete “parallela” provoca un mancato introito fiscale stimato in 500 milioni di euro e che questa rete “parallela” non è obbligata a rispettare i regolamenti di gioco imposti dallo Stato? Lo sa che questa rete “parallela”, presente sul territorio italiano da oltre dieci anni, conta più negozi di quella autorizzata dallo Stato? Ora che lo sa, presidente, raccolga il nostro appello e ponga fine a questa pericolosa discriminazione. [...]
Presidente, ci aiuti a continuare a lavorare per lo Stato, a essere ancora la rete dello Stato che garantisce i consumatori. Ci aiuti a credere che se ne occuperà personalmente. [...] Snai Servizi srl nel 1998, in proprio e con società all'epoca da essa controllate, è stata a fianco dello Stato Italiano per immettere nella rete di raccolta ufficiale le scommesse sportive, rendendole legali, sottraendole così alla malavita e al gioco clandestino. Oggi, dopo quasi vent'anni, Snai Servizi vuole essere ancora a fianco dello Stato Italiano affinché la rete di raccolta torni nuovamente sotto il totale controllo dello Stato come garanzia nei confronti del cittadino."

Insomma, una questione di mero business: SNAI SpA è una società per azioni italiana che si occupa, in regime di monopolio, della gestione di scommesse e di concorsi a pronostici. Proprio ieri mattina i legali di Snai Servizi hanno depositato al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio un ricorso contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato e quindi anche al Ministero dell'Economia e delle Finanze: il ricorso contesta il silenzio-rifiuto proprio dell’AdM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), che non ha fornito alcuna risposta alla richiesta di autorizzazione alla raccolta di scommesse, pur in assenza di concessione.

Di fatto Snai lamenta un vero e proprio "sdoppiamento" del mercato italiano del gioco d'azzardo: da una parte il mercato regolamentato dei concessionari, dall'altro il “free market” degli operatori transfrontalieri in cui si opera senza vincoli, senza controlli, senza oneri tributari. Una "discriminazione" lamentata dal monopolista italiano del gioco.

snai

L'appello di oggi ad Agnese Renzi c'entra in pieno il muro del cattivo gusto:

"Lo sa che due settimane fa abbiamo inviato a suo marito il presidente Renzi un nostro appello? Lo sa che siamo convinti che il presidente non sia riuscito ancora a leggere il nostro appello? Ora che lo sa domani mattina a colazione davanti alle vostre tazzine di caffè, per cortesia, metta in vista il nostro appello al presidente. Signora Agnese ci siamo permessi di rivolgerci a lei, invadendo un momento di intimità familiare, perché riteniamo necessario che il Presidente sia personalmente a conoscenza di quanto esposto nel nostro appello."

Certamente nella logica del "bene o male, l'importante è che si parli di noi" la mossa di Snai Servizi e del suo amministratore sarà certamente vincente, ma sinceramente: ce n'era davvero bisogno?

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