Alluvione Genova, 10 ottobre 2014: ultime notizie. Chiusa la A7

Alluvione Genova, ultime notizie. Le colpe, i ritardi e 40 anni passati invano. E intanto l'allerta è stato prorogato fino a mezzanotte.

20.27 - L’Autostrada A7 Genova-Milano è stata chiusa per una frana in direzione Milano. La frana è avvenuta nel tratto tra Bolzaneto e Busalla, dove è finita sulla carreggiata una cascata di acqua e fango. Sempre nei pressi di Bolzaneto un altro smottamento ha causato la chiusura della corsia, sempre in direzione Milano.

L'alluvione di Genova non è ancora un capitolo chiuso, visto che sulla città il maltempo continua, ma già sono partiti gli attacchi incrociati nel tentativo di trovare il responsabile di quanto avvenuto (che probabilmente va cercato nella generale incuria nei confronti del territorio del nostro paese): "Il giorno dei funerali della vittima sarà lutto cittadino", ha detto il sindaco Marco Doria, che poi ha attaccato le lungaggini burocratiche che hanno impedito la partenza dei lavori sul torrente Bisagno e sul suo affluente Fereggiano.

Lo stesso sindaco ha anche chiesto per Genova lo stato di calamità: "Chiedo lo stato di calamità per la città di Genova, che la Regione inoltri subito la mia richiesta al governo". La pioggia intanto continua a cadere su Genova, la stessa pioggia che da alcuni era stata prevista, ma le cui segnalazioni non sono state ascoltate. Al momento però Doria non sembra interessato a guardarsi indietro, ma più che altro a capire come impedire che la cosa possa ripetersi nel futuro (come già tanti hanno detto prima di lui): "Ci vogliono i lavori sulla copertura del Bisagno, lo scolmatore del Fereggiano: noi le abbiamo varate queste opere, ma sono bloccate dalla burocrazia e dai ricorsi. Senza di esse, nulla potrà evitare il disastro".

La situazione meteo a Genova è ancora critica, tanto da far scattare l'allerta massima fino a mezzanotte. La pioggia ha fatto tracimare il Torbella, il torrente che attraversa il quartiere di Rivarolo. Strade e scantinati allagati e acqua che sta raggiungendo i primi piani. Livelli di guardia anche per il torrente Polcevera che attraversa la zona industriale di Cornigliano.

"Non dirò mai ai cittadini 'state tranquilli', perché mentirei. Genova è una città malata e fragile, ha un corpo malato che non si può curare con l'aspirina". Residenti e negozianti intanto sono alle prese con le pale e il fango, approfittando dei lavori anche per scattare foto dei danni subiti. Questo è stato infatti l'invito di Oscar Cattaneo, vicepresidente di Ascom, l'associazione di Confcommercio: "Invitiamo tutti i commercianti genovesi a documentare i danni subiti, anche con il supporto di fotografie. Questa volta non c’è stata neppure l’allerta, quindi qualcuno dovrà pagare".

Gli stessi commercianti hanno istituito una sorta di unità di crisi, si può contattarli a confcommercio@ascom.ge.it e 01055201, è stato anche attivato il numero 3356348420 o 3403385704. Anche Confesercenti ha istituito uno sportello telefonico, al 010.252838 / 010.2485120. Il consiglio generale è però di fotografare i danni subiti da attività e macchinari per poi fornire documentazione alla Camera di Commercio entro 30 giorni dall'evento. Si cerca di evitare che si ripeta quanto si è visto dopo le scorse alluvioni, con le banche che rifiutavano prestiti ai commercianti e i soldi pubblici arrivavano dopo anni.

La burocrazia fa paura per chi deve pensare a come recuperare quanto è stato perduto in questa alluvione, ma la burocrazia è dietro anche ad alcuni lavori che avrebbero potuto impedire il disastro e che invece non sono mai iniziati. Di questi, lo scolmatore di Fereggiano è un po' il simbolo: si tratta di un canale sotterraneo di sei chilometri che porterebbe a finire in mare le acque di quel torrente. E già questo sarebbe un bel passo avanti visto che, come scriveva Repubblica già nel 2011, il Fereggiano "quando si gonfia diventa una bomba, lontano dal Bisagno dove invece confluisce a cento metri dallo stadio Ferraris. E con le acque del Fereggiano lo scolmatore prenderebbe anche quelle del rio Noce, del Casaregis e altri, quelli che quando saltano allagano l’intera zona di Brignole e della Foce, com’è successo ancora".

Lo scolmatore, però, non c'è. Se e quando i lavori inizieranno, ci vorranno almeno sei-sette anni per portarlo a termine. E intanto fanno in tempo a esserci altre alluvioni. Ma com'è possibile che i lavori di una scolmatore di cui si parla dagli anni '80 non siano mai iniziati? Il problema è che di mezzo si mise Tangentopoli, con un processo che bloccò il cantiere iniziato e decine di miliardi spariti nel nulla. In seguito, ci furono numerosi altri problemi che fecero sì che dello scolmatore non se ne seppe più nulla, gli riepiloga Il Giornale in questo articolo del 2012.

Ma volendo andare indietro nel tempo, si può fare andare anche più in là, visto che i torrenti che hanno causato l'alluvione di Genova di oggi sono gli stessi torrenti che provocarono la famosa alluvione di Genova del 1970. 44 anni fa. Anche in quella vicenda tornano i nomi del torrente Bisagno e del Fereggiano e degli altri. Un bell'articolo di Marco Benedetto su Blitz ripercorre tutta la vicenda da allora a oggi, quali sono le colpe e i 100 morti che l'incuria e la mancanza di lungimiranza hanno causato.

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