Marò, no della Corte indiana alla libertà provvisoria. India: "Studiamo proposta italiana"

Respinte le richieste di Latorre e Girone

19 dicembre, ore 10:00 – Per la prima volta dall'inizio della vicenda, il governo di New Dehli ammette di avere "allo studio" una proposta italiana per la soluzione del caso dei due marò. "La questione è attualmente all'esame della Corte Suprema indiana mentre la proposta del governo italiano è attualmente all'esame del governo", si legge in una risposta scritta inviata ieri al Parlamento dal ministro degli Esteri, Swara, dopo che due esponenti del Partito comunista indiani avevano presentato un'interrogazione.

15.00 - Anche i senatori del PD Vito Vattuone e Carlo Pegorer, rispettivamente capogruppo in Commissione Difesa e membro della stessa commissione a Palazzo Madama, sono intervenuti sugli ultimi sviluppi del caso Marò per precisare dare il proprio supporto:

Condividiamo pienamente la reazione ferma del governo nei confronti dell'India per l'ennesima incomprensibile decisione sui nostri militari Latorre e Girone. Quanto rappresentato in audizione dai ministri Gentiloni e Pinotti rispecchia l'opinione di tutto il Parlamento.

Di tutt’altra opinione sembra essere il Movimento 5 Stelle, che dopo le parole di Pinotti e Gentiloni, attacca il Governo senza mezzi termini:

Siamo di fronte ad un governo di impostori che ha ingannato i nostri due marò. L'arbitrato internazionale non esiste; nonostante infatti le rassicurazioni dell'allora ministro degli Esteri Federica Mogherini (14 aprile), la procedura non é mai stata attivata. Lo ha candidamente ammesso oggi il ministro Gentiloni, parlando di opzione sul tavolo.

17 dicembre 2014 - A 24 ore dalla decisione della Corte Suprema Indiana, non si placano le polemiche in Italia e le reazioni di sdegno continuano ad arrivare da una parte all’altra della politica italiana e non solo. Dopo le dichiarazioni di Giorgio Napolitano e del ministro Pinotti, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è intervenuto pubblicamente sulla questione riferendo alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato:

Di fronte a un atteggiamento così grave delle autorità indiane il governo si riserva i passi necessari a partire dall'urgente richiamo per consultazioni dell'ambasciatore italiano a Nuova Delhi anche se non si tratta di rottura delle relazioni diplomatiche.

Aggiornamento ore 17:00 - Non tardano ad arrivare le reazioni delle istituzioni italiane alla mancata concessione della libertà provvisoria per i due marò. Il presidente Napolitano ha fatto sapere di essere "contrariato" per la decisione delle autorità indiane, mentre il ministro della Difesa Pinotti l'ha definita "una decisione grave che non ci aspettavamo. Siamo vicini ai nostri militari e come Italia pensiamo a come rispondere". Pare inoltre sia in arrivo una nota ufficiale del governo al riguardo.

16 dicembre, ore 8:00 - La Corte suprema indiana ha respinto le istanze dei due marò italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Girone aveva chiesto di poter tornare in Italia in vista del Natale per un periodo di 3 mesi. Latorre,che si trova in patria dal 13 settembre per curarsi dopo l'ictus che lo ha colpito a New Delhi,aveva chiesto di poter prolungare di 4 mesi il suo percorso terapeutico in Italia. Secondo il dispositivo, Latorre dovrebbe tornare in India il prossimo 13 gennaio.

15 dicembre, ore 11.40 - Secondo quanto riferisce l'Ansa, citando "fonti legali" i due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone avrebbero presentato 2 istanze alla Corte Suprema indiana: Girone chiede il rientro in Italia per un periodo di tre mesi in vista del Natale e Latorre un prolungamento del percorso terapeutico in Italia di 4 mesi.

Marò, martedì l’udienza sulla libertà provvisoria dei due militari italiani

E’ stata fissata per martedì 16 dicembre l’udienza della Corte Suprema Indiana per discutere delle condizioni di libertà provvisoria dei due Marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ancora in attesa di processo per la sparatoria del 15 febbraio 2012 in cui persero la vita due pescatori indiani.

Martedì il presidente della Corte, H.L. Dattu, ascolterà insieme ad altri due giudici il pubblico ministero e gli avvocati della difesa a proposito delle possibile richieste presentate per conto dei due militari italiani.

In quelle stesse ore, presso la Cancelleria della Corte, si terrà invece l’udienza per verificare se la polizia antiterrorismo (NIA) o i ministeri competenti abbiano risposto alla richiesta di parere sull’istante presentata dall’Italia per escludere la stessa Nia dal processo, motivo per cui nel settembre scorso il processo ai due Marò fu nuovamente rimandato.

Mentre Italia e India lavorano a una soluzione, Salvatore Girone si trova ancora in India, dove sta prestando servizio presso gli uffici dell’addetto militare italiano in India con l’obbligo di presentarsi tutti i mercoledì al commissariato di polizia di Chanakyapuri.

Il collega Latorre, invece, si trova ancora in Italia e sta beneficiando del permesso di quattro mesi che gli è stato concesso dall’India in seguito all’ictus che l’ha colpito mentre si trovava a New Dehli. Il permesso terapeutico scadrà a gennaio.

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