Norman Atlantic: 11 vittime accertate, slitta il rimorchio a Bari

Slitta nuovamente il rimorchio del relitto a Bari.

Venerdì 13 febbraio 2015 - Secondo quanto riporta un tweet del TgLa7 le autorità portuali avrebbero deciso per un nuovo slittamento del rimorchio della Norman Atlantic al porto di Bari da quello di Brindisi: i soccorritori infatti avrebbero rinvenuto un altro corpo a bordo del relitto, facendo così salire a 11 il numero delle vittime accertate.

Lunedì 2 febbraio 2015

- Sul relitto della Norman Atlantic è stato trovato un corpo carbonizzato nella cabina di un tif sul ponte 4. Il Pm Cardinali è salito sul relitto a controllare dopo una segnalazione dei vigili del fuoco.
Il traghetto si trova ancora al porto di Brindisi.

Norman Altantic libera dal fumo

Aggiornamento 19 gennaio 2015, ore 16:05

. Stamattina pm e medici sono saliti nuovamente a bordo della Norman Atlantic, ormeggiata nel porto di Brindisi dopo l'incendio divampato sulla nave il 28 dicembre scorso e sulle cui cause si indaga ancora.

La Norman sarebbe finalmente libera dal fumo, al sopralluogo di oggi hanno partecipato i due pm di Bari titolari dell'inchiesta per naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni, il medico legale Francesco Introna e i colleghi dell’Istituto di medicina legale di Bari.

Questa è la prima ispezione a bordo della nave dopo diversi giorni nei quali hanno potuto operare solo i vigili del fuoco e i tecnici di una ditta specializzata che si sono occupati appunto di eliminare il fumo rimasto nei livelli inferiori del traghetto, nei ponti 1 e 2 nei quali, dove non si erano sviluppate le fiamme.

Ora si proverà ad accedere in quelle aree della nave, anche per continuare a cercare eventuali corpi di persone disperse o che non erano ufficialmente imbarcate sulla Norrman Atlantic. Finora le vittime accertate sono 11, ma appunto non c'è certezza sul numero dei dispersi. Alcuni passeggeri, secondo il racconto dei sopravvissuti, infatti viaggiavano nascosti nei garage della nave.

Norman Atlantic: le vittime forse attaccate dagli squali

12 gennaio 2015Ore 17:30

- Le vittime del naufragio del Norman Atlantic potrebbero essere state attaccate dagli squali. È quanto emerge dall'atto di affidamento dell'incarico per le autopsie. Gli inquirenti hanno questo sospetto a causa della presenza di ferite, in particolare su uno dei corpi, che sembrano essere provocate da squali. Per questo motivo agli accertamenti medico legali prenderà parte anche il biologo marino Lucio Rositano.

Ore 13:45 - I vigili del fuoco che sono riusciti a entrare nel relitto del Norman Atlantic dal portellone dl pilota hanno potuto verificare che le auto ai ponti 1 e 2 sono intatte e dunque l'incendio non è sicuramente partito dal garage, molto più probabile che invece sia divampato dai ponti 3 (che è quello di accesso ai mezzi) o 4.

Intanto oggi dovrebbero essere avviate le prime autopsie sui corpi delle vittime.

Lunedì 12 gennaio 2015 - Un giovane afgano di soli 17 anni, che era a bordo del Norman Atlantic il 28 dicembre scorso, ha raccontato al Corriere del Mezzogiorno di aver visto i suoi compagni di viaggio andare a fuoco. Era salito sul traghetto di nascosto ed era entrato in un tir, ha detto che, chi dentro e chi sotto i camion, in totale erano più di una decina di clandestini. Ha raccontato di essersi svegliato intorno alle 6, svegliato da un botto fortissimo, e di aver visto tanti altri clandestini che uscivano dai camion mentre la nave andava a fuoco, poi si è buttato in acqua ed è stato salvato dai soccorritori, ma ha visto molte persone annegare tra le onde.

Sul Norman Atlantic, intanto, la temperatura sul ponte 3 è scesa a 21 gradi, perciò i vigili del fuoco sono riusciti a entrare attraverso il portellone del pilota che si trova sulla murata sinistra del traghetto. All'interno c'è ancora fumo, ma non fiamme.
Per ora sono stati accontentanti i piani che prevedono di tagliare la lamiera sulla fiancata per aprire un varco e l'impiego di cannoni per sparare acqua nebulizzata ad alta pressione all'interno. Si procederà prima ad aspirare il fumo.

Spenti tutti gli incendi, si cercano ancora i dispersi

Sabato 10 gennaio 201520.10

- Tutti gli incendi a bordo della Norman Atlantic sono stati spenti. La conferma è arrivata in serata dopo il nuovo sopralluogo odierno dei vigili del fuoco. Con la fine degli ultimi focolai sono scese anche le temperature all’interno del traghetto, elevatissime nelle aree più centrali.

Questo significa che già a partire da domani sarà possibile entrare nel garage in cui si pensa abbia avuto origine il corto circuito che ha provocato la tragedia ed ispezionare i veicoli in esso contenuti.

Il nuovo sopralluogo comincerà già domani. Fumo permettendo - i compressori dei vigili del fuoco di Brindisi sono a lavoro per aspirarlo - si potrà proseguire con la ricerca dei dispersi. Si teme che qualcuno sia rimasto intrappolato nei veicoli parcheggiati nel garage e l’ispezione di domani fugherà ogni dubbio.

10 gennaio 2015 - Sono ripartiti questa mattina i sopralluoghi dei vigili del fuoco a bordo del Norman Atlantic. I vigili, è il Quotidiano di Puglia a confermarlo, sono riusciti ad aprire il portellone di accesso pilota, sul lato destro del traghetto, e a cominciare l’ispezione degli interni. La speranza è che da lì si riesca a raggiungere i punti sui quali sono ancora attivi alcuni focolai, così da riuscire a spegnerli e rendere più facili i successivi sopralluoghi.

Norman Atlantic, gli incendi continuano. Preoccupazione per il carburante

Martedì 6 gennaio 2015

- Il Norman Atlantic è sempre ormeggiato al porto di Brindisi e continua a bruciare. Oggi, infatti, c'è stato un altro incendio sul ponte 4 e i vigili del fuoco e i militari della Capitaneria di porto si stanno occupando dello spegnimento cercando di evitare che arrivi alla pancia del relitto dove ci sono 1200 tonnellate di carburante.

Oggi il forte vento ha impedito di effettuare un'altra attenta ispezione e ce ne è stata soltanto una molto rapida volta soprattutto a controllare lo stato della combustione. Le temperature sono tenute sotto controllo e si cerca di evitare che il fuoco divampi nel bunker in cui è contenuto il gasolio che non può essere eliminato perché la nave è inclinata e non si può governare, quindi eliminando un peso potrebbero esserci degli spostamenti imprevedibili.

Domani saranno migliorati gli ormeggi, poi ci sarà un sopralluogo al quale parteciperà il pm di Bari Ettore Cardinali. Prima di spostare il relitto verso un altro porto si cercherà di concludere le operazioni di spegnimento dell'incendio.

Il Norman Atlantic non si sposta da Brindisi

Lunedì 5 gennaio 201520:15

- "Il Rina ci ha sconsigliato di trainare il relitto a Bari", queste le parole pronunciate dal procuratore di Bari Giuseppe Volpe in seguito alle ispezioni eggettuate nella giornata di oggi. Il procuratore ha aggiunto che non ci sono pericoli di sversamento in mare, ma che allo stesso tempo la posizione leggermente inclinata del traghetto renderebbe difficile e rischisio il suo spostamento in un altro porto. Nel pomeriggio si è tenuto un vertice a cui hanno partecipato lo stesso Volpe, il sostituto procuratore, i comandandi della Capitanerie di Porto di Bari e Brindisi, il comandante dei Vigili del Fuoco di Brindisi che con in suoi uomini, in collaborazione con Nucleo Investiagtivo Antincendi, sta provvedendo alla messa in sicurezza della Norman Atlantic.

Nei sopralluoghi effettuati oggi si è riuscito a guadagnare accesso alla sala di controllo dei motori che si trova a poppa del ponte 3, gli inquirenti sono riusciti a prelevare altri dati utili all'inchiesta. Il tempo a disposizione non è stato molto visto che le temperature sono ancora altissime (80 gradi sul ponte 3, fino a 200 in altre zone), lo scafo infatti continua a bruciare. Nei prossimi giorni si provvederà a iniziare le operazioni di svuotamento delle stive dove ancora sono presenti le carcasse bruciate di automobili e camion, ma anche derrate alimentari deperibili.

14:50 - La Norman Atlantic, ormeggiata nel porto di Brindisi, fuma ancora. Gli incendi a bordo oggi sono alimentati da un forte vento che soffia sulla città pugliese. A bordo della nave hanno lavorato i vigili del fuoco, sono stati aggiunti due cavi d'acciaio per rinforzare gli ormeggi. Il fuoco, il fumo e le altissime temperature potrebbero far saltare il sopralluogo previsto per oggi. Investigatori, tecnici e un ingegnere del Rina (Registro Italiano Navale), sarebbero dovuti salire oggi a bordo del relitto, ma il ponte 3 è ancora inaccessibile.

Lunedì 5 gennaio 2015 - Nella giornata di ieri le ispezioni a bordo della Norman Atlantic ormeggiata a Brindisi hanno portato al ritrovamento anche della seconda scatola nera. Ora la questione si sposta su quale porto dovrà ospitarla nei prossimi mesi. In questo momento è ormeggiata a Brindisi, soluzione scelta per la vicinanza al luogo dell'incidente, ma la sistemazione è provvisoria.

Lo dice chiaramente il sindaco Mimmo Consales che in nessun modo vuole che lo scafo resti a lungo nella città, provocherebbe un danno economico e d'immagine, e spinge per un trasferimento a Bari. Soluzione logica visto che l'inchiesta è di competenza della Procura del capoluogo:

Non esprimo valutazioni di carattere tecnico e non voglio intralciare il lavoro della magistratura ma ritengo che una volta terminati i sopralluoghi per i quali ci vorrà ancora qualche settimana la Norman Atlantic debba andare via da lì. Non comprendo perchè se la competenza territoriale dell'inchiesta è della Procura di Bari, la nave debba restare a Brindisi. Non è assolutamente vero che Bari non abbia banchine per ormeggiarla, in quanto mi risulta che il porto del capoluogo pugliese ospiti regolarmente almeno due o tre navi da crociera. Noi abbiamo una sola banchina per le navi da crociera ed è proprio quella a cui è attraccata la Norman Atlantic.

La banchina in questione è la Costa Morena Est-Testata Nord, spiega in un comunicato l'Autorità Portuale di Brindisi, solitamente destinata all'attracco delle navi da crociere, funzione che dovrà riprendere a partire dal prossimo Aprile. Nel frattempo la stessa authority valuta l'ipotesi di chiedere un risarcimento per i danni subiti.

La competenza territoriale nello svolgimento dell'inchiesta suggerisce quindi un trasferimento a Bari, che è anche il porto d'iscrizione della nave. Il sindaco del capoluogo Antonio Decaro ha manifestato la disponibilità a ospitare la Norman Atlantic: "Non c’è alcun problema. Accetteremo con tranquillità la decisione della magistratura". Toccherà al sostituto procuratore Ettore Cardinali prendere una decisione, dopo aver valutato le condizioni di navigabilità dello scafo e quelle meteorologiche, nonché la capacità tecnica del porto barese.

Norman Atlantic, conclusa la terza ispezione: trovata la seconda scatola nera

Domenica 4 gennaio 201523.30

- La seconda scatola nera della Norman Atlantic è stata recuperata oggi durante il terzo sopralluogo. La prima, copia di quella rinvenuta oggi, era stata recuperata due giorni fa in controplancia durante il primo sopralluogo da quando il relitto è arrivato nel porto di Brindisi.

18.30 - Il terzo sopralluogo si è concluso poco fa con un accesso parziale al garage del traghetto. I vigili del fuoco, come confermato dal comandante Michele Angiuli, sono riusciti ad ispezionare i ponti 6 e 4, oltre a parte del ponte 3.

Gli incendi ancora in corso hanno impedito l’accesso completo al garage, da dove si pensa possa essersi originato l’incendio, ma i militari sono riusciti comunque ad entrare e individuare i mezzi andati a fuoco. Impossibile, proprio a causa degli incendi, capire se a bordo dei mezzi ci sono dei cadaveri.

Angiuli ha precisato che la combustione è lenta e che ci vorrà del tempo prima che sarà possibile farsi strada nel garage ed ispezionare i singoli mezzi.

ITALY-GREECE-FERRY-ACCIDENT


16.30 - L’ispezione iniziata questa mattina è ancora in corso e al momento non è chiaro se l’obiettivo di oggi sia stato rispettato. Quello che è certo è che domani si procederà con una quarta ispezione alla quale prenderà parte anche un ingegnere del Rina, il Registro Italiano Navale, che avrà il compito di valutare le condizioni di sicurezza del traghetto al fine di un eventuale trasporto a un altro porto, molto probabilmente quello di Bari.

12.10 - È cominciato questa mattina il terzo sopralluogo sulla Norman Atlantic, con gli inquirenti saliti a bordo del traghetto insieme ai vigili del fuoco ancora impegnati, da terra e via mare, a spegnere i piccoli incendi divampati in seguito all’ingresso dell’ossigeno dopo l’apertura di alcuni locali finora mai ispezionati.

Oggi si cercherà di accedere ad alcune cabine e alle stive, passaggio obbligato per raggiungere il garage e verificare se davvero a provocare l’incendio sia stato un corto circuito come ipotizzato nelle ultime ore.

Ieri l’ingresso nel garage è stato reso impossibile dalle alte temperature di quell’area.

Domenica 4 gennaio 2015 - A poche ore dalla conclusione della seconda ispezione del relitto del Norman Atlantic cominciano a trapelare nuove indiscrezioni sulle cause dell’incendio che ha dato il via alla tragedia. TgCom24 questa mattina scrive che tra le ipotesi più plausibili, al momento, ci sarebbe quella del corto circuito provocato dai troppi camion-frigorifero collegati alla cabina elettrica del traghetto. Saranno le nuove ispezioni, in programma nei prossimi giorni, ad avvalorare o meno questa ipotesi.

Norman Atlantic, conclusa la seconda ispezione, non sono stati trovati altri corpi


Sabato 3 gennaio 2015

Marietta Barretta rimorchia il Norman Atlantic

17:40 - La seconda ispezione del relitto del Norman Atlantic, cominciata oggi nella tarda mattinata, si è conclusa e il pm di Bari Ettore Cardinali ha detto che non sono stati trovati altri corpi, ma sono state ispezionate solo una parte delle stive e una piccola porzione del deposito mezzi.
L'ispezione è durata cinque ore ed è stata condotta da un gruppo di investigatori affiancati dai vigili del fuoco (ricordiamo che c'è ancora fumo a bordo del traghetto). All'interno la temperatura è ancora molto alta, superando in alcuni punti addirittura i 180°.

Nei prossimi giorni si valuterà la possibilità di spostare il relitto da Brindisi a Bari, dove ha sede l'autorità giudiziaria che sta conducendo l'indagine.

Sabato 3 gennaio 2015 - Il giorno dopo il recupero della scatola nera del Norman Atlantic ci si interroga ancora sul numero esatto di dispersi e si attendono i risultati delle autopsie sui corpi ritrovati, che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni. Secondo il procuratore di Bari Giuseppe Volpe i dispersi dovrebbero essere "al massimo 10-15 unità".

Norman Atlantic, 2 gennaio

ore 19.43

- La scatola nera dal Norman Atlantic, da questo pomeriggio ormeggiato a Brindisi, è stata recuperata. La scatola nera rappresenta il primo elemento fondamentale per accertare cause dell'incendio e la dinamica dei fatti. "Al momento - ha detto il pm Ettore Cardinali, salito sul traghetto con un pool di investigatori - nella parte interna non è possibile entrare per questioni di sicurezza e verificare il contenuto ed eventuali altri corpi che non si esclude ci siano".

ore 15.44 - Il traghetto Norman Atlantic, rimorchiato dal Marietta Barretta e scortato da altri due rimorchiatori, è entrato nel porto esterno di Brindisi dopo aver superato la diga di Punta Riso ed ha quindi attraccato alla banchina di costa Morena Nord. Prima di autorizzare l'ingresso dell'imbarcazione sono state fatte della valutazioni da parte degli esperti: constatato che da una parte della nave si vede ancora uscire del fumo, il comandante della Capitaneria di porto, Mario Valente, ha stabilito che qualsiasi manovra dovrà avvenire in assoluta sicurezza, dal momento che nella città pugliese ci sono diversi stabilimenti industriali, tra cui un petrolchimico.

Intanto, in mattinata la procura di Bari ha formalmente iscritto nel registro degli indagati altre 4 persone, oltre al comandante e all'armatore. Tra loro ci sono il legale rappresentante della società noleggiatrice della nave, la greca Anek Lines, e Pavlos Fantakis, dipendente della stessa ditta. Tra gli indagati ci sono poi i due membri dell'equipaggio della Norman Atlantic: Luigi Iovine, 45enne napoletano, primo ufficiale di coperta, e Francesco Romano, 56enne siciliano, secondo ufficiale di macchina.

ore 12.20 Sulla Norman Atlantic non sono state rispettate le regole di evacuazione, ma “una cosa è la colpa nautica, un'altra quella commerciale”, questo è quanto avrebbe detto ai pm il comandante, secondo cui il sovraccarico avrebbe influito sul disastro e dalla Grecia non avrebbero risposto alla richiesta di aiuto. Giacomazzi ha poi spiegato come vi siano state irregolarità nella gestione delle scialuppe: “Io do disposizioni, ma non posso far nulla se non si rispettano” ha dichiarato il comandante che ha poi concluso: “Sono riuscito a non far affondare la nave, ma mi ha fatto molto male che ci siano state vittime”.

Norman Atlantic, 2 gennaio 2015, ore 8.35 – Il traghetto è in navigazione verso Brindisi, trainato dal rimorchiatore italiano che era già intervenuto in sede di soccorso, il Marietta Barretta, e scortato da altri due rimorchiatori (il tragitto si può seguire grazie al tracciamento geolocalizzato di vesselfinder). Al momento l'ingresso nel porto non è ancora previsto, perché vanno definite le operazioni per l'attracco del Norman Atlantic, che, come noto, è sottoposto a sequestro.

Secondo le agenzie di stampa, oggi verranno iscritte altre persone nel registro degli indagati, oltre al comandante e all'armatore: gli inquirenti sono al lavoro per verificare responsabilità in fase di carico e in fase di attivazione dei congegni di emergenza.

Il bilancio delle vittime è ancora un buco nero: sempre 11 i morti accertati (9 salme recuperate e due no), cui si aggiungono i 2 soccorritori. Nessuna certezza sul numero dei dispersi, che ora – scrive l'Ansa – secondo le autorità greche sarebbero non più di 18 (comunque un numero impressionante, come è impressionante l'incertezza in merito. A Lettera43, Gregorio De Falco (il Capitano reso celebre dalla telefonata con Schettino nel corso dell'emergenza Concordia), intervistato, ha chiarito un concetto che sembra sfuggire a molti: si parla impropriamente di overbooking:

«L'overbooking sulle navi non esiste. Il numero dei passeggeri è ballerino perché purtroppo si basa sulle prenotazioni. Quello che erroneamente è definito overbooking sono i passeggeri che acquistano il biglietto all'ultimo minuto».

Norman Atlantic, 1 gennaio 2015

ITALY-GREECE-FERRY-RESCUE

ore 19.27 - Il traghetto Norman Atlantic ha lasciato la baia di Valona e ha iniziato la navigazione verso Brindisi agganciato dal rimorchiatore Marietta Barretta e scortati da due altri rimorchiatori, il Tenax e l’Asmara. Il relitto della nave dovrebbe raggiungere il porto pugliese nella tarda mattinata di domani.

Norman Atlantic, 1 gennaio 2014, 10.30 – Il passare dei giorni non cambia la situazione. E se da un lato la procura indaga per capire non solo le cause dell'incendio ma anche se siano state rispettate tutte le procedure nell'evacuazione dei passeggeri, dall'altro continua l'incredibile incertezza sulla lista degli imbarcati:

«le autorità italiane e greche hanno confermato che ci sono significative discrepanze tra la lista di passeggeri fornita dalla compagnia ellenica Anek Lines e quella delle persone salvate»

si legge suil Sole 24 OreHuffington Post riporta un virgolettato del comandante della nave:

«Nella prima ora, tra le tre e mezzo e le quattro del mattino (del 28 dicembre, ndr), abbiamo cercato di controllare l’incendio ma il vento forte ce lo ha impedito. Le porte tagliafuoco della nave hanno tenuto, sono 160, altrimenti, proprio per il vento, le fiamme si sarebbero mangiate tutto il traghetto in poco tempo»

La posizione di Giacomazzi resta delicata perché, qualora dovessero essere rilevate altre responsabilità (per esempio in violazione di norme di sicurezza), i capi di imputazione – al momento il comandante della nave è iscritto nel registro degli indagati insieme all'armatore per reati colposi, e l'atto appare l'unico possibile – potrebbero passare da colposi a dolosi.

Quanto al numero dei dispersi, continua questo incredibile mistero che sconfessa, ogni ora che passa, gli entusiasmi sbandierati in sedi istituzionali, rendendoli non solo inopportuni ma anche inspiegabili (non sarà mai troppo, ripetere che se non si hanno certezze non si devono sciorinare i numeri né costruire strategie comunicative dei medesimi).

Nel frattempo, la "notizia" scivola lentamente nei tagli bassi delle homepage dei quotidiani online.

Norman Atlantic, 31 dicembre 2014

Norman Atlantic - Un passeggero salvato

18.00 - Il traghetto Norman Atlantic resterà nel porto di Valona fino a quando le condizioni meteo consentiranno di trainarlo fino a Brindisi.

14.15 - Il procuratore di Bari, Volpe, ha dichiarato che non si hanno più notizie di 98 naufraghi che ieri sono salite su un mercantile che è intervenuto nei soccorsi. Solo 80 persone sono arrivate in Grecia con un altro mercantile e un elicottero.

Inoltre, il procuratore ha detto che a causa del maltempo il traghetto si sta muovendo verso l'Albania, nella baia di Valona.

13.58 - Il Norman Atlantic è stato agganciato dai rimorchiatori della ditta brindisina Barrtta, ma il traino non comincerà prima di domani. La nave è stata messa in sicurezza con uno speciale cavo, ma attualmente le condizioni del mare non consentono di spostarla, le operazioni cominceranno molto probabilmente domani, in ogni caso sarà necessaria la luce del giorno e adesso ormai il tramonto è vicino. Non si sa quanto potrebbe durare il traino.

Norman Atlantic, 31 dicembre 2014 – Il rientro della nave in Italia è atteso oggi a Brindisi. Difficile fare il punto della situazione dopo la conferenza stampa di ieri del Procuratore di Bari: i numeri sono incerti.

Si sa soltanto, a questo punto, che siano 11 i morti sulla nave, cui vanno aggiunti due soccorritori. Nessuna certezza sul numero dei salvati (dopo la frase di Giuseppe Volpe: «Non si hanno notizie di 179 persone». Molti di questi «dovrebbero essere» stati portati su mercantili greci).

Rimangono tantissime domande. Quanti erano i passeggeri a bordo? Quanti salvati dalla Marina Italiana? Quanti sono i dispersi? Come si è generato l'incendio?

Sono domande che dovranno trovare risposta per forza di cose nei prossimi giorni.

Quanto alla situazione di emergenza, il comandante del traghetto, Argilio Giacomazzi, ha spiegato al pm Ettore Cardinali, come scrive Repubblica, che

«le procedure di sicurezza sono stare rispettate».

Ma sono state rispettate anche al momento del carico?

E poi, per continuare con la serie di domande: perché la comunicazione ufficiale nella situazione di crisi è stata così deficitaria?

Perché Matteo Renzi ha avuto fretta, nella sua conferenza di fine anno, di archiviare l'evento annunciando cinque vittime e basta e dichiarando con sicurezza che era stata evitata un'ecatombe?

«Il mio pensiero va alle famiglie delle vittime, ma è stata evitata un'ecatombe, un intervento così ricco di passione e tenacia ha consentito di evitare una vera e propria ecatombe»

Il Presidente del Consiglio sapeva che il numero delle persone a bordo non era certo? Ha scelto di non dirlo e di glissare puntando tutto sui successi? O è stato male informato? E in ogni caso, nel dubbio, non sarebbe meglio tenere un basso profilo, invece di ostentare spavalderia e immotivata soddisfazione?
Chi coordinava le operazioni di comunicazione ad opera della Marina Militare e della Guardia Costiera? Perché – cosa che ha fatto anche il Ministro Lupi – scrivere con precisione il "conto alla rovescia" dei salvati e delle persone a bordo basandosi sulla lista d'imbarco, se non si aveva alcun riscontro effettivo della medesima e non si conosceva il reale numero delle persone "a bordo", quante persone fossero finite in mare, quante fossero salite su scialuppe e via discorrendo?

Sono tante le domande che restano sulla Norman Atlantic. Qualcuna, lo sappiamo per certo, troverà risposta. Altre no. E quelli che le avranno fatte saranno raccontati come "gufi". Pazienza.

Norman Atlantic, 30 dicembre 2014

15.35

– La nave San Giorgio recupera un'altra salma. Il computo delle vittime ufficialmente comunicate sale a 11, più i 2 soccorritori di oggi.

13.14

- La Nave San Giorgio della Marina Militare arriverà questo pomeriggio nel porto di Brindisi con tutti i passeggeri soccorsi della Norman Atlantic.

12.45

- Il procuratore di Bari Giuseppe Volpe: "A bordo potevano esserci fino a 499 persone, tra cui 3 clandestini e 18 persone in overbooking".

12.40 - Il procuratore di Bari Giuseppe Volpe, in conferenza stampa, ha aggiornato la situazione rispetto ai (confusi) numeri sulle persone a bordo: parla di 499 imbarcati e diversi clandestini, che potrebbero essere rimasti intrappolati nelle stive della nave. Volpe ha aggiunto di essere in attesa, da parte delle autorità greche, del numero di persone salvate e già imbarcate sui mercantili verso la Grecia. Insomma, regna ancora la confusione e mancano numeri precisi.

"Una delle priorità sarà recuperare il relitto anche per verificare la presenza di altre salme", ha aggiunto il procuratore Volpe.

Il numero delle vittime è accertate è di 10, di cui 3 italiani. A loro si aggiungono altre 2 vittime, soccorritori albanesi deceduti durante le operazioni di recupero del traghetto.

11.45

- Sarebbero stati riconosciuti dai parenti due degli autotrasportatori italiani dati per dispersi.

Nel frattempo, si attende la conferenza stampa del procuratore di Bari Giuseppe Volpe, dalla Capitaneria di Porto di Bari, prevista per le 12.

Norman Atlantic

ore 11.11 - Due marinai di un rimorchiatore albanese Illiria sono morti durante le manovre per l'aggancio del traghetto Norman Atlantic, al largo di Valona: la conferma è arrivata da fonti del ministero albanese della Difesa. I due uomini sono stati colpiti da un cavo che si è spezzato durante le manovre di aggancio: uno è morto sul colpo, l'altro mentre il soccorso medico tentava disperatamente il salvataggio.

E intanto, il relitto è attualmente rimorchiato proprio da un mezzo navale albanese verso Valona. Al seguito del traghetto ci sono anche i rimorchiatori italiani della famiglia brindisina Barretta. Quest'ultima è stata delegata dalla Procura di Bari, in qualità di ausiliario di polizia giudiziaria, di eseguire il sequestro della nave e di occuparsi della custodia giudiziale della imbarcazione.

Norman Atlantic, 30 dicembre 2014, ore 09.33 – Fare un bilancio effettivo della situazione è davvero complesso. Se anche i "big" dell'informazione hanno cominciato a parlare di Giuseppe Mancuso, camionista messinese di cui non si hanno tracce, fra i medesimi big circola un'altra "notizia": sarebbero quattro, in tutto, i camionisti italiani che risulterebbero dispersi. Oltre a Mancuso, tre autotrasportatori napoletani non darebbero loro notizie da domenica. Cerchiamo di rispondere a un po' di domande con i dati che abbiamo a disposizione.

Qual è il bilancio ufficiale dopo le operazioni di soccorso sulla Norman Atlantic?
427 persone salvate, 10 vittime.

Quanti sono i dispersi?
Se prendiamo per buono il dato delle 478 persone a bordo, sarebbero 41. Alcuni media greci dicono 38. Ma ci sarebbero state a bordo anche persone non in lista. Quindi, al momento è impossibile dirlo.

Quante persone c'erano a bordo della Norman Atlantic?
Impossibile saperlo. La lista pubblicata da La Stampa e Huffington Post diceva 478.

Quanti italiani c'erano a bordo della Norman Atlantic?
Impossibile sapere anche questo. E come si concilia la notizia dei quattro autotrasportatori dispersi con il fatto che la lista delle persone a bordo individuava 44 italiani fra equipaggio (22) e passeggeri (22) e che questo aveva indotto tantissimi a gioire, se non altro, per le sorti dei connazionali?

La lista dei passeggeri della Norman Atlantic pubblicata era "falsa", come scrivono già in molti?
Chi può dirlo? Forse era semplicemente sbagliata? Non era ufficiale? Forse c'è un'altra lista nello scalo che avrebbe fatto il traghetto, come detto ieri nella conferenza stampa Lupi-Pinotti-ammiragli? Impossibile saperlo.

Quali sono le cause dell'incendio sulla Norman Atlantic?
L'incendio, secondo quanto si è appreso, sarebbe partito nel garage. La versione che circola più insistentemente riguarda il fatto che il garage fosse stracarico, che ci fossero troppi camion a bordo con olii infiammabili.

Chi è indagato per quanto avvenuto sulla Norman Atlantic?
Al momento, sono indagati l'armatore Carlo Visentini e il comandante della nave, Argilio Giacomazzi. I reati ipotizzati sono naufragio, omicidio colposo plurimo e omicidio colposo.

Cosa si può dire dei soccorsi alla Norman Atlantic?
Questo è l'estratto del comunicato pubblicato sul Governo.

L'attività di soccorso al traghetto Norman Atlantic, si è svolta a 33 Miglia a Nord Est da Otranto e 12 Miglia da Valona. In assistenza diverse navi mercantili.

Salvate 427 persone, 10 le vittime.
I mezzi impiegati

2 motovette (1 albanese)
10 aeromobili (1 greco)
9 navi mercantili (attive fino al termine delle operazioni)

Sul posto anche 5 rimorchiatori. La nave anfibia San Giorgio, partita da Brindisi, giunta sul posto, ha partecipato alle operazioni.

Non faremo, qui, alcun tipo di commento "a sensazione". Sembra si possa dire che la macchina dei soccorsi abbia funzionato, anche se, come accade sempre in questo tipo di situazioni, c'è anche polemica su presunti ritardi (ma per parlare di ritardi, bisognerebbe conoscere troppe condizioni al contorno).

Altro dato: i soccorsi sono avvenuti in situazioni climatiche complesse e difficili.

Perché molti enfatizzano il fatto che il comandante abbia lasciato la nave per ultimo?
Argilio Giacomazzi, comandante della Norman Atlantic, ha abbandonato la nave per ultimo. La cosa è stata riportata da tutti i media come una "notizia" cui dare risalto e enfasi.

Questo perchè è evidente il raffronto con quanto occorso alla Costa Concordia e alla vicenda del Comandante Schettino. Non si tratta, tuttavia, di un atto eroico ma di un dovere disposto per legge dal Codice della navigazione (Approvato con R.D. 30 marzo 1942, n. 327 e successivamente aggiornato fino al D.L. 12 settembre 2014). Il codice, all'articolo 303, recita:

    Art. 303 - Abbandono della nave in pericolo

    Il comandante non può ordinare l’abbandono della nave in pericolo se non dopo esperimento senza risultato dei mezzi suggeriti dall’arte nautica per salvarla, sentito il parere degli uFficiali di coperta o, in mancanza, di due almenO fra i più provetti componenti dell’equipaGgio.

    Il comandante deve abbandonare la nave per ultimo, provvedendo in quanto possibile a salvare le carte e i libri di bordo, e gli oggetti di valore affidati alla sua custodia.

Pur comprendendo, dunque, l'enfasi e la soddisfazione per un gesto umanamente corretto, non si può dimenticare che si tratti, altresì, di un gesto doveroso.

Quali sono stati gli errori di comunicazione durante la situazione di crisi della Norman Atlantic?
Gli errori sono stati moltissimi. L'ultimo emerso, il più evidente, a questo punto, è il fatto che non si dovesse in alcun modo comunicare ufficialmente il numero delle persone a bordo se non si aveva certezza dello stesso. Un approfondimento qui.

Norman Atlantic, 29 dicembre 2014

22.24

- Potrebbe esserci anche un italiano fra i dispersi. Si tratta di un autotrasportatore, Giuseppe Mancuso, di Messina. La famiglia dice di non aver sue notizie. Bernadette Grasso, deputato regionale di Forza Italia e sindaco del paese d'origine di Mancuso, Caprileone, dichiara a La Sicilia:

«Giuseppe Mancuso, non è tra i morti, ma si ritiene sia tra i 38 dispersi. La famiglia è veramente stremata - aggiunge Grasso - per non aver avuto notizie da ieri. Ritengono che Giuseppe se fosse tra quelli già a terra avrebbe chiamato, forse è su una nave e deve ancora sbarcare. È scandaloso che ancora non ci sia una lista dei feriti, delle persone decedute e di quelle tratte in salvo. Dalle ultime notizie sembra che Mancuso potrebbe essere nel gruppo fatto salire a bordo di mercantili per essere portati in salvo, ma anche di questo ancora non c'è certezza. Abbiamo anche saputo che non ci sarebbero fino ad ora italiani morti e questo ci ha un po' rassicurato».

Lo scrive anche il Corriere del Mezzogiorno.

Durante la conferenza stampa di oggi, però, il computo degli italiani era di 44, cosa che aveva fatto titolare molti con la certezza del salvataggio per tutti i connazionali.

21.40 - Secondo le autorità greche sono 36 i dispersi, a cui vanno aggiunte le 10 persone ritrovate morte e le 432 tratte in salve. C'è comunque un bel po' di confusione sui numeri, dal momento che secondo il ministro della Difesa Pinotti i passeggeri totali sarebbero 458, di cui 427 tratti in salvo e quindi il numero di dispersi non potrebbe superare i 21. La discrepanza, stando alle parole del ministro Lupi, starebbe nella possibilità che la lista dei passeggeri stilata dalle autorità greche non rifletta con precisione le persone effettivamente a bordo della nave.

20.13 - Altri due corpi recuperati, il computo totale sale così a dieci.

18.05

: la conferenza stampa finisce così, senza che venga chiarito nulla nei numeri. E nelle persone che mancherebbero all'appello. Sfugge dunque il senso di celebrare un successo se non si può trarre un bilancio definitivo.

17.50: viene detto in conferenza stampa dall'Amm.G.Pettorino che

«Fra le persone recuperate ci sono nomi che non erano nella lista»

Il che rende il computo finale sempre più complesso e fa ballare ulteriormente le cifre.

17.45: Lupi: «non ci pronunciamo sui dispersi». I 427 salvati (cui vanno aggiunte le 8 vittime, di cui 7 ancora non identificate) vanno confrontati con la lista d'imbarco. Spetta al porto d'imbarco verificare se la lista d'imbarco fosse solo una lista di prenotazione o meno. Quindi non c'era alcuna certezza a proposito dei 478 imbarcati di cui si è parlato tutto il tempo. Il che sconfessa il lavoro di comunicazione della Marina Militare, che ha continuato a scrivere su Twitter il numero dei salvati e quello delle persone ancora a bordo.

17.40

: Lupi fornisce numeri: 427 persone salvate, di cui 56 membri dell'equipaggio (22 italiani, 34 greci) e 371 passeggeri (fra di essi, 234 greci, 54 turchi, 22 albanesi, 22 italiani, 18 tedeschi, 10 svizzeri). Rispetto alla lista delle persone a bordo che era stata pubblicata ieri, mancano all'appello alcune decine di persone. Lupi per il momento glissa sulla questione e si concentra sui 427 salvati.

17.30: conferenza stampa del Ministro Pinotti e del Ministro Lupi in diretta. Prima notizia: i morti accertati sono otto.

Norman Atlantic - Pinotti conferenza stampa

La diretta streaming della conferenza stampa è sul sito del Governo.

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17.09 - Stando a quanto scrive il quotidiano greco Tovima potrebbero esserci ancora 38 dispersi, che si aggiungerebbero ai sette corpi già trovati e al resto dei passeggeri tratti in salvo. Nella sua versione online, il giornale parla in effetti di "7 morti e 38 persone scomparse", un computo basato sul fatto che, in effetti, i conti non tornano rispetto ai dati forniti. E che le operazioni non siano concluse lo dimostra anche questo tweet della Marina Militare:

15.40

- Il numero delle vittime sale a sette dopo che la Guardia Costiera ha reso noto il ritrovamento di altri due corpi.

15.27 - Anche il comandante Argilio Giacomazzi ha lasciato, per ultimo, il traghetto Norman Atlantic.

14.10

- A bordo della Norman Atlantic è rimasto solo Argilio Giacomazzi, il 62enne comandante del traghetto, assieme a quattro ufficiali della Marina Militare. Le operazioni di salvataggio sono quindi del tutto concluse, mentre continuano le operazioni per permettere al traghetto di essere rimorchiato.

13.50 - Si sono concluse le operazioni di salvataggio, a comunicarlo la Guardia Costiera. A bordo della Norman Atlantic rimangono nove persone dell'equipaggio "per ispezionare la nave".

13.15

- Nuovo aggiornamento dalla Marina Militare: 5 vittime, 414 persone in salvo. A bordo dovrebbero esserci ancora 15 persone.

13.10

– Il premier Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa di fine anno, ha aggiornato il bilancio: cinque le vittime, 407 persone in salvo e 22 persone ancora a bordo, si tratterebbe dei membri dell'equipaggio. Si stanno dunque per concludere le operazioni di recupero.

12.25Le persone morte sono cinque. A comunicarlo sia il governo greco che Matteo Renzi durante la conferenza stampa di fine anno. Dunque alla vittima di ieri si aggiungono altre quattro vittime, per ora non si conosce la loro nazionalità.

L'account Twitter della Marina Militare, nel suo ultimo aggiornamento (ore 11.15), riferisce di 363 persone recuperate e 115 a bordo. La Guardia Costiera parla di 379 persone recuperate, dunque a bordo dovrebbero essere rimaste 99 persone.

10.30

– Nuovo aggiornamento. Al lavoro anche gli elicotteri della nave De La Penne. 351 le persone in salvo, ancora 127 a bordo.

10.00

– nuovo aggiornamento: 340 le persone in salvo, 138 ancora a bordo.

9.30

: gli aggiornamenti della Marina Militare proseguono oggi con più ordine e regolarità, come ovvio.

Al momento il bilancio alle 9.25 è di 329 persone tratte in salvo e 149 ancora sul traghetto.

8.30: nuovo aggiornamento da parte della Marina Militare. Sono 310 i passeggeri tratti in salvo, 168 quelli ancora a bordo.

Norman Atlantic

Norman Atlantic, 29 dicembre 2014, ore 00.38 – Proseguono ininterrottamente le operazioni di soccorso per mettere in salvo i passeggeri e membri dell'equipaggio del traghetto, che ha preso fuoco ieri notte mentre si trovava sulla sua rotta da Igoumenitsa (Grecia) ad Ancona. La fonte di informazione diretta al momento più attendibile rimane, per forza di cose, il profilo Twitter della Marina Militare Italiana che, in due Tweet successivi, annuncia altri sei salvataggi.

I primi cinque portati a Galatina.

Uno trasferito sulla San Giorgio.

Il computo, dunque, facendo riferimento alla precedente comunicazione della Marina, sarebbe al momento di 196 persone tratte in salvo e di 281 ancora a bordo della Norman Atlantic. C'è, come noto, anche una vittima, un uomo che, secondo le ricostruzioni offerte nel corso della giornata, aveva tentato di mettersi in salvo gettandosi in mare attraverso uno scivolo.

Le operazioni, dovendo avvenire attraverso gli elicottri, non possono che andare a rilento e sarà una lunga notte per chi rimande ancora sulla nave.

Questo anche se tre ore fa la Guardia Costiera comunicava che, se non altro, le fiamme sarebbero state domate.

Ci vorrà tempo perché il salvataggio sia concluso. E ci vorrà tempo anche per conoscere le cause dell'incendio. Si parla di camion-cisterna contenenti olio.

Un Tweet della Guardia costiera rivede lievemente al ribasso il computo delle persone tratte in salvo: 183 quelle accertate.

È stato istituito un numero d'emergenza per ricevere informazioni: è lo 06.59083425.

Norman Atlantic, 28 dicembre 2014

23.41

: tre minuti fa, nuovo Tweet del Ministro Pinotti che ringrazia tutti coloro che si prodigano per gli aiuti.

22.45

- Continuano le operazioni di salvataggio, ecco una fase dei soccorsi in un video diffuso dalla Marina Militare.

22.00 - Sono ancora 287 le persone a bordo della Norman Atlantic.

21.15

- La San Giorgio ha assunto il coordinamento delle azioni di soccorso in mare.

19.40 - La Marina Militare ha annunciato l'arrivo della San Giorgio sul posto.

Nel frattempo, l'armatore ha parlato, in una nota, del fatto che la nave fosse abilitata alla navigazione.

18.55 - Il Fatto Quotidiano ha diffuso un video realizzato all'interno del traghetto in fiamme da uno dei passeggeri, ora ricoverato per controlli all'ospedale di Scorrano (Lecce).

18.11 - Il Capitano di Fregata Riccardo Rizzotto della Marina Militare italiana conferma la vittima e aggiorna i numeri in collegamento con RaiNews, a venti minuti fa: 165 persone in salvo, a bordo ancora in 312. Si attende l'arrivo della nave San Giorgio, che aumenterà le capacità dei soccorritori e si approntano le operazioni di recupero anche con elicotteri con capacità di volo in notturna. I cavi del rimorchiatore, secondo il Capitano, sono "in possesso dell'equipaggio del Norman Atlantic", ma non ci sono aggiornamenti effettivi e ufficiali sull'avvenuto aggancio.

Norman Atlantic - Soccorsi

18.00 - Il Marietta Barretta, un rimorchiatore, sarebbe riuscito ad agganciare il traghetto con una cima passata dal rimorchiatore alla nave con un elicottero dell'aeronautica militare.

17.36 - Le operazioni di soccorso si estenderanno alla notte: lo ha comunicato il ministro della Difesa Roberta Pinotti su Twitter. Finora sono state soccorse e messe in sicurezza 161 persone, mentre 317 sono ancora a bordo del traghetto.

17.21

- C’è una vittima fra i passeggeri della Norman Atlantic. Ad annunciarlo è stato l'ammiraglio Giovanni Pettorino, capo reparto operativo della Guardia Costiera. L’uomo sarebbe morto nel tentativo di abbandonare la nave buttandosi in mare. Il corpo della vittima del rogo scoppiato stamane si trova a bordo di una motovedetta che sta rientrando a Brindisi. Un altro passeggero risulta ferito, mentre un militare impegnato nel salvataggio si è infortunato.

Intanto il premier Matteo Renzi è rientrato dalla Toscana a Palazzo Chigi per seguire l’evoluzione della situazione e i soccorsi messi in campo per mettere in sicurezza i passeggeri della nave.

17.19

- Secondo il database dell’organizzazione internazionale Paris Mou, l’ultimo controllo della Norman Atlantic è avvenuto solamente dieci giorni fa. Il 19 dicembre la nave è stata controllata a Patrasso, in Grecia, e non sono stati rilevati problemi, eccezion fatta per le porte taglia fuoco che sono risultate essere malfunzionanti. Non è ancora chiaro se i difetti riscontrati abbiano avuto un ruolo nell’incendio, ma secondo le indiscrezioni le fiamme sarebbero scaturite nel garage 5, un piano superiore ai 4 garage chiusi proprio dalle porte tagliafuoco. Problemi di conformità delle porte tagliafuoco e delle vie di fuga in caso d’incendio erano stati riscontrati anche nella precedente ispezione del 19 luglio 2014. Secondo quanto riferito dalla capitaneria di Ancona, la Norman Atlantic sostituiva quest’oggi il traghetto Ellenic Spirit, attualmente in rimessaggio.

Traghetto italiano grecia fiamme

15.32 - La televisione greca Ekai ha raccontato in diretta le operazioni di soccorso della Norman Atlantic. Ecco il video integrale (in greco).

14.35 - Con la Norman Atlantic ancora alla deriva, continuano con qualche difficoltà le operazioni di salvataggio. Sono state tratte in salvo fino ad ora 111 persone, alcune delle quali recuperate dagli elicotteri della Marina militare, della Capitaneria di porto e dell'Aeronautica militare. Rimangono a bordo circa 350 persone.

Sono giunti in elicottero a Galatina (Lecce) tre bambini tra i 2 e i 5 anni, con le loro mamme. Sono stati trasferiti in ospedale e sono in buone condizioni.

11.50 - Dall'ufficio stampa della Marina Militare confermano che sono diversi i mercantili italiani che hanno raggiunto la Norman Atlantic per difenderla dalle onde (fino a 6 metri). Impegnati nei soccorsi tre motovedette della Guardia costiera, due elicotteri della Marina militare e due elicotteri della Guardia costiera Il traghetto è alla deriva tra i confini marini albanesi e greci, le operazioni di salvataggio sono coordinate dalla Marina militare.

11.30 - Sono ancora in corso le operazioni di salvataggio, rese più difficili dalle difficili condizioni del mare. Sarebbero oltre 300 le persone ancora a bordo del traghetto Norman Atlantic. Al momento non risultano dispersi né feriti. L'incendio sarebbe attivo ma limitato a una zona ristretta della nave, le fiamme sarebbero sotto controllo.

10.00 - La testimonianza di un passeggero tratto in salvo alla televisione greca Mega:

«Le nostre scarpe avevano iniziato a fondersi mentre eravamo nella zona della reception»

Al momento sarebbero 195 le persone tratte in salvo. Le altre attendono sui ponti superiori.

9.42 - Matteo Renzi ha appena twittato sul tema

28 dicembre 2014, 9.00

– Un traghetto di servizio fra la Grecia e l'Italia ha preso fuoco al largo dell'isola di Corfù.
411 passeggeri, 55 membri dell'equipaggio a bordo. È il Norman Atlantic.

Al momento risultano 170 persone tratte in salvo. I soccorsi sono coordinati fra autorità italiane e greche, tutte le navi mercantili in zona sono state dirottate verso il traghetto incendiato. Dal tracciamento in tempo reale si può verificare la posizione della nave e il sopraggiungere dei soccorsi.

Norman Atlantic

Il Ministro della Difesa greco Nikos Dendias ha dichiarato:

«Le condizioni del mare non sono buone, si lavora con difficoltà, speriamo che tutto vada bene»

Gli ha fatto eco il ministro della Marina Mercantile, Miltiadis Varvitsiotis:

«le autorità greche sono in contatto con quelle italiane in quanto la nave si trova a 22 miglia nautiche dalle coste italiane»

Stando a quanto si è appreso, l'incendio sarebbe scoppiato durante la notte (intorno alle 4.30) nel garage del traghetto. Le condizioni meteorologiche sono molto difficili.

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