Charlie Hebdo, proteste contro il giornale a Kabul: 24 feriti

Charlie Hebdo: tutte le notizie in tempo reale. In Francia 5mila agenti a protezione delle scuole ebraiche. Ancora ricercata la compagna di Amedy Coulibaly che sarebbe in Siria. Arrestato un complice di Coulibaly.

1 febbraio - Circa cinquecento persone sono scese in piazza alla periferia di Kabul per protestare contro la rivista satirica Charlie Hebdo che ha riproposto sulle proprie pagine vignette satiriche di Maometto. La polizia ha risposto alle proteste e a un lancio di pietre con una sassaiola. Secondo le prime indiscrezioni ci sarebbero almeno 24 persone ferite.

Intanto la redazione della rivista ha annunciato una pausa a tempo indeterminato.

21 gennaio - Le autorità francesi hanno arrestato nella notte quattro persone sospettate di essere parte della cellula terroristica jihadista che ha aiutato e coperto Coulibaly: secondo gli inquirenti francesi, per quattro dei dodici fermati nella notte tra giovedì e venerdì per legami col terrorista che ha aiutato i fratelli Kouachi ci sono gli estremi per un’incriminazione.

Secondo quanto riportato da Internazionale il procuratore di Parigi, François Molins, ha dichiarato che le quattro persone sono state accusate ufficialmente di essere complici di Amedy Coulibaly.

Secondo notizie stampa delle ultime ore inoltre Amedy Coulibaly, insieme con la sua compagna Hayat Boumeddiene, sarebbe stato fermato dalla polizia per un controllo casuale il 30 dicembre scorso a Parigi: appena tre giorni dopo Boumeddiene sarebbe partita per la Siria mentre l’8 gennaio Coulibaly avrebbe ucciso la poliziotta Clarissa Jean-Philippe e, il 9, quattro persone nel supermercato. Gli agenti che avevano fermato i due giovani, nonostante Coulibaly fosse segnalato come personaggio pericoloso, li avrebbero lasciati tranquillamente andare dopo un breve controllo di routine.

16 gennaio - Il presunto complice di Amedy Coulibaly è stato arrestato insieme ad altre 11 persone nell'operazione anti-terrorismo portata a termine nelle periferie parigine. A parlarne sono alcuni canali della televisione francese, secondo la quale si tratterebbe della persona che avrebbe fornito "il più rilevante supporto logistico" e in particolare l'auto su cui viaggiava prima della sparatoria a Montrouge al terrorista francese. Oltre al cosiddetto "quarto uomo", tra i fermati ci sarebbe anche un'altra persona sospettata di aver in qualche modo aiutato Coulibaly.

Charlie Hebdo, il ministro della Giustizia francese: "Possiamo disegnare tutto, anche il Profeta"

Ore 17.00 - "La Francia è il Paese di Voltaire e dell'irriverenza, abbiamo il diritto di ironizzare su tutte le religioni"

. Queste le parole del ministro francese della Giustizia, Christiane Taubira, in difesa del settimanale satirico Charlie Hebdo. "Possiamo disegnare tutto, incluso il Profeta", ha detto ancora il ministro.
Oggi pomeriggio si sono svolti i funerali - in forma privata - dei vignettisti Wolinski e Tignous (le cui bare sono state ricoperte di scritte e disegni) e di altre tre vittime della strage.

Nel frattempo, secondo quanto riportato da Le Figaro, La Corte Suprema di Madrid  ha aperto un’inchiesta sul viaggio in Spagna di Amedy Coulibaly, presunto attentatore della sparatoria di Montrouge e di Porte de Vincennes in Francia. Secondo alcune fonti del quotidiano catalano La Vanguardia, un’indagine della polizia antiterrorismo spagnola avrebbe stabilito che Coulibaly insieme alla sua compagna hanno soggiornato a Madrid dal 30 dicembre al 2 gennaio.

15 gennaio 2015 - Il leader dei terroristi islamici nigeriani di Boko Haram ha elogiato in un video gli attentati di Parigi contro "Charlie Hebdo". Abubakar Shekau, in arabo, ha espresso "gioia per il tormento inflitto al popolo di Francia, il cui sangue è stato sparso nel suo stesso Paese". Il video è stato captato da Site, il sito americano di monitoraggio del web islamico.

17.00 - E’ la CNN, oggi, subito dopo la rivendicazione degli attentati di Parigi da parte di Nasser bin Ali al-Ansi, a rivelare che i due fratelli Kouachi erano stati addestrati da AQAP, il ramo yemenita-saudita di Al-Qaeda, e che Cherif Kouachi si era recato nuovamente in Yemen nel 2011 utilizzando il passaporto del fratello.

A confermarlo sarebbero due fonti di intelligence occidentali, secondo le quali Kouachi sarebbe tornato in Francia poco dopo portando con sé circa 20 mila dollari, soldi di Al-Qaeda da utilizzare per attacchi in Occidente.

16.40 - Arrivano dal Belgio gli ultimi retroscena sugli attentati di Parigi. Un noto trafficante di armi di Charleroi si è presentato dalle autorità cittadine per confessare di essere la persona che ha venduto le armi ad Amedi Coulibaly, le stesse armi usate dal giovane per l’assalto al supermercato kosher e dai fratelli Kouachi nel massacro alla sede di Charlie Hebdo.

Il trafficante, molto noto a Bruxelles, si è costituto ieri e la sua versione dei fatti è stata confermata dalla perquisizione fatta dagli agenti in casa sua: lì sono stati rinvenuti dei documenti che proverebbero le transazioni e i collegamenti con Coulibaly.

Secondo quanto riferisce la stampa locale, l’uomo avrebbe venduto a Coulibaly le mitragliatrici Skorpion, i lanciagranate e i Kalashnikov per una spesa totale di circa 5 mila euro, soldi che, è invece la stampa francese a rivelarlo, il terrorista aveva ottenuto grazie a un prestito di 6 mila euro ottenuto il 4 dicembre scorso dalla Cofidis.

I contatti tra Coulibaly e il trafficante sarebbero cominciati diversi mesi fa, quando il giovane lo cercò fingendo di voler acquistare un’automobile.

14.25 - Le Parisien rivela oggi che le autorità francesi sono certe di aver identificato un quarto uomo collegato agli attentati di Parigi, un complice di Amedy Coulibaly. A loro si è arrivati perquisendo l’appartamento dell’attentatore a Gentilly, nella Valle della Marna.

Lì, insieme ad armi ed esplosivi, sono stati trovate le chiavi di una moto riconducibile a un uomo di cui che risponde al soprannome di Doly. Secondo le fonti del quotidiano, l’uomo sarebbe originario di Senna-Saint-Denis, alle porte di Parigi, e sarebbe già noto alle forze dell’ordine.

Non si conosce la sua posizione, ma pare probabile che si trovi già in Siria da qualche giorno.

14 gennaio 2015 - Proprio nel giorno in cui Charlie Hebdo torna in edicola, è arrivata una rivendicazione dell'attentato di Parigi del 7 gennaio. In un video-discorso, diffuso su Youtube, Nasser bin Ali al-Ansi, membro yemenita di Al-Qaeda, ha detto chiaramente che l'ordine di far fuori tutta la redazione del giornale satirico è partito dalla sua organizzazione.

"Li avevamo incaricati noi" ha dichiarato riferendosi ai fratelli Kouachi, che in effetti avevano proclamato di essere membri di Al-Qaeda. L'esponente dell'organizzazione terroristica, inoltre, ha aggiunto che "l'operazione è una vendetta per le offese contro il profeta Maometto" e che è stata decisa dal suo leader Ayman al-Zawahiri.

Il filmato integrale dura circa 11 minuti. Mentre al-Ansi parla, alle sue spalle, scorrono le immagini dell'attacco contro Charlie Hebdo, i volti dei fratelli Kouachi e alcune sequenze della manifestazione di domenica a Parigi. Il dirigente di al-Qaeda ha concluso con nuove minacce all'Occidente: "Diffonderemo il terrore se non saranno rispettate le nostre richieste"

Martedì 13 gennaio


19.45 - Nel primo pomeriggio si sono svolti i funerali di Ahmed Merabet, il poliziotto freddato sul marciapiede prospiciente la redazione di Charlie Hebdo. L’uomo è stato sepolto nel cimitero musulmano di Bobigny. Agli agenti Ahmed Merabet, Franck Brinsolaro e Clarissa Jean-Philippe sono stati rimesse dal presidente François Hollande le insegne di cavaliere della Legione d'Onore, a titolo postumo. Sempre nel pomeriggio, a Gerusalemme, si sonbo svolti funerali dei quattro ebrei morti durante gli attentati messi a segno dai fratelli Kouachi e da Amedy Coulibaly.

19:30 - Secondo Rob Wainwright, direttore di Europol, sarebbero tra i 3000 e i 5000 i "fighters" europei che sono andati a combattere in Medio Oriente per la jihad e che potrebbero compiere attentati terroristici una volta tornati in patria. Il dato è emerso durante un'audizione al Parlamento britannico.

Intanto in Francia sono arrivate minacce a Le Canard Enchainé, un altro giornale satirico. "Adesso tocca a voi", è il messaggio ricevuto dal settimanale.

17.00 - La Procura di Roma ha aperto un'indagine su alcuni stranieri di fede islamica residenti in Italia sospettati di avere legami con la Jihad. Sarebbero una decina le persone iscritte, secondo quanto si è appreso, nel registro degli indagati per associazione sovversiva con finalità di terrorismo. L'ipotesi di reato è l'associazione sovversiva con finalità di terrorismo. Non si tratterebbe di una cellula, ma di "cani sciolti". L'inchiesta è partita dal monitoraggio di internet. L'attività di osservazione ha riguardato conversazioni via web tra i soggetti interessati ed i loro accessi a siti integralisti ed estremisti.

Intanto in Francia, il premier Valls ha riferito che il numero di francesi che ha aderito a gruppi jihadisti "ha superato ormai i 1.200 individui, per la sola filiera iracheno-siriana".

15.23 - Il 29enne Fritz-Joly Joachin è stato arrestato in Bulgaria, fermato mentre tentava di attraversare il confine diretto in Turchia. Secondo gli inquirenti Joachin sarebbe "stato diverse volte in contatto con uno" dei fratelli Kouachi. La polizia ha anche identificato l'uomo che ha aiutato Hayat Boumeddiene, la compagna di Amedy Coubilay, a entrare in Siria e che si intravede nel filmato registrato all'aeroporto di Istanbul: si tratta di Mehdi Belhoucine, francese di 23 anni, noto ai servizi per aver fatto parte di una cellula afgana.


 

15.03 - Arrivano le prime reazioni del mondo musulmano dopo l’anticipazione della copertina del nuovo numero di Charlie Hebdo in edicola domani. L’autorità egiziana che emette gli editti religiosi, la Dar el Iftaa del Cairo, che assieme all'Università di al-Azhar è uno dei principali interpreti egiziani della Sharia, prevede che la ri-pubblicazione delle vignette “causerà una nuova ondata di ostilità in seno alla società francese e occidentale” e “approfondirà i sentimenti di odio e razzismo tra musulmani e altri”.

Il comportamento della rivista “non aiuta la coesistenza né il dialogo fra le diverse civiltà” e rappresenta un “degrado pericoloso dei valori umani, le libertà e la tolleranza” oltre a essere “una provocazione non giustificabile dei sentimenti di 1,5 miliardi di musulmani nel mondo”. L'istituzione, presieduta dal Muftì d'Egitto, fra l'altro chiede a “governo, partiti e organizzazioni francesi di respingere questo comportamento razzista da parte della rivista che crea sedizione confessionale e demolisce gli sforzi profusi per rafforzare il dialogo interreligioso”.

12:00 - A Parigi sono in corso i funerali degli agenti uccisi negli attacchi terroristici. L'evento più sentito è quello legato al rito funebre di Ahmed Merabet, il poliziotto musulmano assassinato sul marciapiede davanti alla sede di Charlie Hebdo. Il presidente francese, Hollande, ha reso omaggio ai tre agenti uccisi. Promuovendoli cavalieri della legione d'onore, Hollande li ha ricordati,tracciando di ognuno un ritratto commosso. "La Francia non cede mai, non si piega mai, ma sa far fronte". Intanto anche a Gerusalemme sono in corso i funerali delle 4 vittime del supermercato kosher.

10:00 - La France Presse dà la notizia di un arresto effettuato in Bulgaria ai danni di un cittadino francese collegato agli attentati di Parigi. Pare stesse cercando di andare in Siria. Ancora non si hanno notizie più precise sull'uomo.

Martedì 13 gennaio - È confermata per domani l'uscita in edicola del nuovo numero di "Charlie Hebdo", con tiratura record di 3 milioni di copie. La rivista sarà in edicola anche in Italia, allegata al Fatto Quotidiano. Ieri pomeriggio è stata diffusa in rete l'immagine della copertina del nuovo numero, in cui come annunciato si torna a ironizzare sull'Islam.

La vignetta è firmata da Luz, una delle storiche firme della rivista: si è salvato dalla strage di mercoledì scorso solo perché era il suo compleanno ed era in ritardo per la riunione di redazione. Nella vignetta c'è il titolo "Tutto è perdonato" e sotto Maometto in lacrime che regge il cartello con su scritto "Je suis Charlie".


 

Lunedi 12 gennaio 2015

22.32

- Secondo la polizia francese, sarebbero ancora sei i terroristi della cellula jihadista di Buttes-Chaumont, legata agli attacchi di Parigi, tuttora in fuga. Uno di loro sarebbe stato avvistato alla guida di una Mini Cooper registrata a nome di Hayat Boumeddiene, la compagna del killer Coulibaly, nell'area di Parigi. Intanto arrivano nuove minacce da parte di Al Qaeda in Marocco, che parla di nuovi attacchi se continueranno le operazioni militare francesi nei teatri di guerra nel mondo arabo.

18:45 - In Francia in queste ore sta facendo molto discutere la vicenda del comico Dieudonné M’bala M’bala contro il quale la Procura di Parigi ha aperto un'inchiesta per apologia del terrorismo perché ieri, dopo aver partecipato alla manifestazione, ha scritto su Facebook di sentirsi "Charlie Coulibaly", ossia ha unito il nome del giornale satirico Charlie Hebdo con quello di uno dei terroristi, colui che ha ucciso una poliziotta e poi ha fatto irruzione in un negozio kosher, Amedy Coulibaly.

Il comico ha detto di voler solo far ridere, ma è anche un personaggio politico, visto che di recente ha lanciato un partito con il saggista di estrema destra Alain Soral- Il ministro dell'interno francese Bernard Cazeneuve ha condannato le affermazioni del comico e ha minacciato di fargli causa. Dieudonné, tra l'altro, è già stato condannato in passato per antisemitismo.

17:00 - La ricercata Hayat Boumeddiene sarebbe transitata dalla Turchia per arrivare in Siria. In particolare, la ragazza si sarebbe trovata in Turchia già dal 2 gennaio, mentre sarebbe partita per la Siria l'otto gennaio, il giorno dopo l'attentato. Un video la mostra mentre fa il check in aeroporto a Istanbul in compagnia di Mehdi Sabri Belhoucine. Non ci sono però conferme ufficiali che si tratti davvero di lei.

15:41 - Mercoledì prossimo, 14 gennaio, sarà in edicola il prossimo numero di Charlie Hebdo, il giornale satirico che, nonostante la strage che ha subìto, non vuole arrendersi. Quel che è rimasto dei redattori e disegnatori sta lavorando presso la redazione di Libération e ha gatto sapere che nel nuovo numero ci saranno "ovviamente" vignette su Maometto, la politica e le religioni. Dandone notizia a France Info, il legale della rivista, Malka, ha detto che lo slogan ormai diffusosi in tutto il mondo "Je suis Charlie" significa anche difendere il "diritto alla blasfemia".

Lunedì 12 gennaio 2015 - Un lancio della Associated Press annuncia che secondo il ministero degli Esteri turco Hayat Boumeddiene sarebbe partita dalla Turchia per la Siria giovedì 8 gennaio, dunque il giorno dopo l'attacco alla redazione di Charlie Hebdo.
Il ministro Mevlüt Çavuşoğlu ha spiegato che Hayat Boumeddiene è arrivata in Turchia da Madrid il 2 gennaio ed è partita per la Siria l'8.


 

Intanto il Premier francese Manuel Valls ha detto che Amedy Coulibaly, autore del massacro nel negozio kosher di Vincennes e omicida della poliziotta, aveva senza dubbio un complice. Il suo primo obiettivo era un asilo ebraico, ma l'agente che ha ucciso ha rovinato il suo piano. Il governo francese ha ora deciso di impiegare cinquemila agenti a protezione delle scuole ebraiche.

Giovedì prossimo, 15 gennaio, il Segretario di Stato americano John Kerry sarà a Parigi per alcune riunioni su come contrastare il terrorismo. Negli Usa l'amministrazione Obama è stata fortemente criticata per non aver preso parte alla manifestazione di ieri a Parigi, dove è stato inviato soltanto Eric Holder.

Charlie Hebdo, la manifestazione a Parigi


Domenica 11 gennaio 2015

ore 14.52 - La moglie di Cherif Kouachi ha condannato l’azione di suo marito, secondo quanto affermato all’AFP da uno dei suoi avvocati, Christian Saint-Palais. La giovane donna è stata liberata dopo 72 ore di fermo. Questa mattina, intanto, è stato pèostato su Internet un video postumo di un uomo che è stato identificato come Amedy Coulibaly e che ha rivendicato la propria appartenenza all’Is. Amedy Coulibaly è stato ucciso nel drammatico blitz compiuto dalle forze speciali al negozio kosher di Parigi e costato la vita a quattro ostaggi.

11 gennaio 2015, ore 10.48 – Oggi è il giorno della grande manifestazione a Parigi, dove sono attesi capi di stato da tutta Europa e non solo.

Una rappresentazione di cordoglio globale.

Intanto, la tensione continua. Anche se non c'è modo di collegare i fatti, per il momento, le correlazioni giornalistiche vengono facili.

Ad Amburgo, incendio alla redazione dell'Hamburger Morgenpost, giornale tedesco che, in passato, aveva pubblicato le vignette del Charlie Hebdo.

Charlie Hebdo, 10 gennaio 2015


18.00 - I media francesi riferiscono, citando non ben chiare fonti dei servizi segreti, che Hayat Boumeddiene avrebbe già lasciato la Francia. È la radio Europe 1 a riferire che la 26enne, compagna di Amedy Coulibaly, si troverebbe in Siria da diversi giorni. La giovane non sarebbe stata al fianco di Coulibaly durante l’uccisione della poliziotta, come affermato in precedenza, ma avrebbe lasciato la Francia il 2 gennaio scorso insieme a un cittadino francese noto ai servizi di sicurezza.

Boumeddiene si sarebbe poi recata in Turchia e da lì in Siria, dove sarebbe stata vista attraversare la frontiera l’8 gennaio scorso. I servizi segreti sono al lavoro per verificare queste indiscrezioni, mentre le ricerche proseguono in tutta la Francia.


 

Hayat Boumeddiene ancora in fuga

14.00

- Il clima di alta tensione che si sta respirando in Francia si vede anche e soprattutto dai tanti falsi allarmi che arrivano da una parte all’altra dell’area di Parigi. Hayat Boumeddiene è ancora in libertà, ricercata dalle forze dell’ordine e presumibilmente armata e pericolosa, e in una situazione così tesa è comprensibile anche il minimo allarme venga trattato con la massima considerazione.

Questa mattina un hotel di Disneyland, alle porte di Parigi, è stata evacuato per quello che si è rivelato poco dopo un falso allarme. A far scattare il panico, lo conferma la stampa locale, sarebbe stata una donna che si è affacciata da una stanza dell’Hotel Sequoia Lodge gridando di essere Hayat Boumeddiene, la donna attualmente più ricercata della Francia.


 

Una mitomane, forse in vena di uno scherzo di cattivo gusto, che è stata prontamente fermata e condotta in caserma per essere interrogata. Dopo i primi momenti di panico la situazione nel parco giochi ha cominciato lentamente a tornare alla normalità.

Poco dopo un altro allarme è stato lanciato dal centro di Parigi. Si segnalavano colpi d’arma da fuoco nei pressi della sinagoga di rue Clovis. Si è trattato anche in questo caso di un falso allarme, segno di come la tensione sia alle stelle in tutta la città. Oggi, intanto, il governo ha annunciato che per le strade di Parigi arriveranno 500 agenti in più.

In queste ore, invece, Le Figaro dà conto di un particolare relativo alle motivazioni che hanno spinto Amedy Coulibaly, l’uomo che ha ucciso una poliziotta a Montrouge e si è barricato in un supermercato kosher: RTL aveva provato a chiamare il supermercato in quei concitati momenti, Coulibaly ha alzato il telefono e ha riposto la cornetta nel tentativo di chiudere la conversazione, lasciandola però sollevata e facendo così ascoltare quello che stava dicendo agli ostaggi.

L’uomo ha spiegato alle persone che in quel momento stava tenendo prigioniere che la colpa del governo

è stata quella di farvi credere che i musulmani sono dei terroristi. Io sono nato in Francia. Se non fosse stato così, ora non sarei qui. […] Penso a quelli che hanno Bachar el-Assad in Siria. Torturano i cittadini, nessuno è intervenuto per anni […] In Siria e in Mali c’è stato un colpo di stato nello stesso momento […] Siete voi che permettete ai vostri governi di intervenire, finanziandoli con le vostre tasse. Pagate le tasse e siete d’accordo.


A uno degli ostaggi che ha provato a ribattere dicendo che tutti dobbiamo pagare le tasse, Coulibaly ha risposto:

Io non pago le tasse.


Poi il terrorista ha tirato in ballo Allah e la legge del taglione:

Da noi c’è la legge del taglione, la conoscete bene. Allah ci ha detto: “Se si toccano i nostri figli, le nostre mogli o i nostri combattenti si attaccano quelli che ci stanno combattendo”. Allah è con noi.
12.30

- Mentre la caccia all’uomo prosegue, il Governo francese ha deciso questa mattina di confermare per tutto il fine settimana e per i prossimi giorni il massimo livello di allerta antiterrorismo in tutta la regione di Parigi, specie in vista della marcia dell’unità in programma domani nella capitale francese. Alla riunione di oggi hanno preso parte, oltre al presidente Hollande, anche i ministri della Difesa, dell’Interno e della Giustizia.

Sabato 10 gennaio 2015 - A poche ore dai blitz che hanno portato alla morte di Amedy Coulibaly e dei due fratelli responsabili dell’attacco alla sede di Charlie Hebdo - e di quattro ostaggi - le autorità francesi sono ancora alla ricerca di Hayat Boumeddiene, compagna di Coulibaly, quasi certamente insieme al compagno al momento dell’uccisione della poliziotta a Montrouge.

La 26enne, compagna dell’uomo dal 2010, è da considerarsi armata e pericolosa. Nel corso delle ultime ore sono emersi nuovi particolari su di lei, a cominciare da quelle oltre 500 telefonate fatte con la compagna di uno dei due fratelli Kouachi nel corso del 2014.

Secondo il quotidiano Le Monde, la giovane si era allenata a lungo con la balestra e aveva incontrato più volte Djamel Beghal, una figura chiave dell’estremismo radicale islamico, vicino ad Abu Hamza.

Questa mattina, intanto, i membri del governo francese si riuniranno per decidere nuove misure che serviranno ad evitare il ripetersi di attentati.

Uccisi i fratelli Kouachi e Coulibaly, quattro ostaggi morti a Parigi

18.29

: i fratelli Kouachi non sapevano di avere un ostaggio. Lilian, un grafico di 27 anni, si era nascosto al primo piano dell'edificio posto d'assedio e ha mandato un messaggio al padre per raccontare cosa stava accadendo: "Mi sono nascosto al primo piano, credo abbiano ucciso tutti, dite alla polizia di intervenire".

18.25: alle 20 parlerà alla nazione il presidente François Hollande.

18.10: ecco il video del blitz di Parigi.

18.04: oltre all'attentatore ci sarebbero altre quattro vittime al termine del blitz nel supermercato di Porte de Vincennes. Ci sono ancora dubbi circa la presenza di un secondo sequestratore.

17.56: l'identità delle tre vittime dei due blitz, a Dammartin e a Parigi, vengono confermate. Sono stati uccisi i fratelli Chérif et Saïd Kouachi, protagonisti dell'attacco omicida alla redazione di Charlie Hebdo, è morto anche Amedy Coulibaly, ieri aveva ucciso una poliziotta a Montrouge, a sud della capitale.
Tra gli agenti ci sono alcuni feriti, non si conosce la gravità, mentre potrebbero esserci delle vittime nel supermercato di Porte de Vincennes.

17.53: la gallery con le fotografie scattate subito dopo il blitz al market di Porte de Vincennes, con gli ostaggi che lasciano il negozio accompagnati dai poliziotti. Tra le persone rimaste diverse ore sotto sequestro, anche dei bambini. Foto Getty Images

Le foto del blitz a Porte de Vincennes

17.47: nel blitz al market di Porte de Vincennes il sequestratore sarebbe stato ucciso. Molti ostaggi sono stati liberati, compreso un bambino piccolo che viene portato fuori da un uomo, due agenti sarebbero rimasti feriti. Non si hanno ancora notizie precise sulla sorte di tutti gli ostaggi rinchiusi nel supermercato.


 

17.45: le ultime notizie che arrivano da Dammartin confermano la morte dei due autori dell'assalto a Charlie Hebdo. L'ostaggio, un ventiseienne, sarebbe illeso mentre un agente del GIGN (le teste di cuoio francesi) avrebbe riportato una leggera ferita.

17.40: non ci sono ancora comunicazioni ufficiali riguardo alle condizioni di salute degli ostaggi, mentre dovrebbero essere tutti e tre morti i tre uomini a cui la polizia dava la caccia.

17.29: a far precipitare la situazione a Dammartin, come racconta France Press, sarebbero stati i due terroristi che sono usciti dall'edificio in cui erano rinchiusi aprendo il fuoco sulle teste di cuoio.

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17.26: secondo Le Monde, che cita fonti vicine alla polizia, è stato ucciso anche Coulibaly che da ore era barricato nel supermercato kosher a Parigi.


 

17.24: alcuni ostaggi sarebbero già stati liberati a Porte de Vincennes, il blitz è ancora in corso.

17.21: l'uomo tenuto in ostaggio nella tipografia a Dammartin sarebbe illeso. Si attendono ovviamente delle conferme, la situazione in questo momento è molto confusa.

17.17: secondo France Presse i fratelli Kouachi sono rimasti uccisi durante il blitz. Ancora non c'è niente di ufficiale.

17.14: sembra essere iniziato anche il blitz al supermercato di Porte de Vincennes, alcuni testimoni riferiscono di quattro grosse esplosioni. Stanno trasportando fuori delle persone, ci sono pronte le ambulanze.


 

17.10: ecco un video che testimonia l'inizio del blitz a Dammartin-en-Goële.

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16.56: pare sia iniziato il blitz a Dammartin-en-Goële. Si sentono numerosi colpi di arma da fuoco. Dall'edificio dove sono asserragliati i due terroristi esce del fumo.

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16.50: sono almeno sei gli ostaggi nel market cocher a Porte de Vincennes, lo riferisce l'emittente televisiva israeliana Canale 2 che ha citato una testimone. Secondo la donna sua nipote Sarah e il figlio Noah, di appena sei mesi, sono all'interno insieme ad altre persone adulte. Pare che siano state confermate le richieste di Coulbaly che ha minacciato di uccidere tutti gli ostaggi in caso di cattura dei fratelli Kouachi, assediati a Dammartin-en-Goële.

16.42: secondo iTELE i servizi segreti algerini avevano avvisato i colleghi francesi, con una nota lo scorso 6 gennaio, della possibilità di alcuni attentati imminenti.

16.00: da questa mattina la Francia è sprofondata in un vero e proprio incubo, la forze speciali sono impegnate su due fronti in entrambi i casi c'è la presenza di ostaggi. Nel frattempo all'Eliseo François Hollande e i suoi ministri sono impegnati in una nuova riunione di crisi.

A Dammartin-en-Goële i fratelli Chérif et Saïd Kouachi sono tenuti d'assedio, in mattinata hanno fatto irruzione in una piccola azienda, dopo essere sfuggiti ad un inseguimento e ad uno scontro a fuoco. Con loro ci sono degli ostaggi, anche se non c'è chiarezza sul numero di persone prigioniere.

All'una è arrivata la notizia di uno scontro a fuoco a Parigi, a Porte de Vincennes. Un uomo si è barricato all'interno di un supermercato kosher, anche in questo caso ci sarebbero degli ostaggi, si era parlato di due vittime ma la notizia è stata smentita. L'uomo in questione è Amedy Coulibaly, molto probabilmente il responsabile dell'uccisione della poliziotta ieri a Montrouge. Insieme a lui è ricercata anche la compagna Hayat Boumedienne, non è chiaro però se anche la donna sia all'interno del supermercato.


 

15.43 - La polizia sta evacuando alcune abitazioni nella zona di Porte de Vincennes, dove Amedy Coulibaly sta tenendo ostaggio alcune persone all'interno di un supermercato. Alcuni persone sono riuscite a fuggire e hanno raccontato ai media quello che hanno visto, in particolare un ragazzo ha spiegato a Europe 1 che un uomo armato era inseguito dalla polizia quando si è rifugiato proprio in quel supermercato. Sono ovviamente racconti che vanno verificati.

Chi sono Hayat Boumedienne e Amedy Coulibaly?

15.30

: l'evacuazione di piazza Trocadero è stata causata da un falso allarme, la metro ha ripreso a circolare regolarmente.

15:15: vista la situazione di emergenza la prefettura ha ordinato la chiusura di tutti i negozi di Rue de Rosiers, centro del quartiere ebraico parigino. Viene intanto confermata l'evacuazione di piazza Trocadero e il blocco della metro.


 

15.05: alcuni testimoni raccontano che la polizia sta evacuando Piazza Trocadero, non se ne conosce il motivo, ma nella zona sono arrivati numerosi agenti. Potrebbe trattarsi di un falso allarme, in questo momento a Parigi regna il caos.

14.31: la polizia ha diffuso i nomi e i volti di due persone ricercate. Si tratta di una donna di 26 anni, Hayat Boumedienne, e di Amedy Coulibaly, 32 anni. Quest'ultimo sarebbe il responsabile dell'uccisione della poliziotta a Montrouge e in questo momento sta tenendo in ostaggio almeno 5 persone in un supermercato kosher di Parigi a Porte de Vincennes. Secondo alcune fonti Hayat Boumedienne potrebbe essere la compagna di Amedy Coulibaly.


 

14.21: arrivano notizie di almeno due morti a Parigi, dove un uomo armato ha fatto irruzione in un supermercato e tiene con se alcuni ostaggi. Le forze dell'ordine hanno circondato la zona e si preparano a combattere su questo secondo fronte.

14.06: ecco un punto della situazione di quello che sta accadendo in queste ore in Francia.

A Dammartin-en-Goële i due fratelli Kouachi sono asserragliati in una piccola azienda, una tipografia, dalle prime ore di questa mattina. Sono arrivati nel piccolo villaggio a nord di Parigi dopo un inseguimento e uno scontro a fuoco con la polizia. Non si sa se con loro ci sono ostaggi, l'area è circondata dalle squadre speciali e si sta provando a stabilire un contatto con i due. Nel frattempo tutti gli abitanti della cittadina sono chiusi in casa, alcune scuole sono state evacuate, in alcune però ci sono ancora degli studenti per l'impossibilità di farli uscire in sicurezza.

Contemporaneamente a Parigi c'è stata una sparatoria nei pressi di Porte de Vincennes, un uomo armato è entrato in un supermercato kosher e ha fatto almeno cinque ostaggi. Si tratta della stessa persona che ieri ha ucciso la poliziotta a Montrouge, era stato identificato questa mattina e sarebbe in collegamento con i due terroristi che hanno assaltato la redazione di Charlie Hebdo. Amedy C, questo il suo nome.

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13.58: sarebbero almeno cinque gli ostaggi in mano all'uomo che ha assaltato il supermercato kosher a Porte de Vincennes. Si tratta con buon probabilità dello stesso uomo coinvolto nello scontro a fuoco di ieri che è costato la vita ad una poliziotta. L'uomo, si chiama Amedy C., avrebbe urlato ai poliziotti: "Sapete benissimo chi sono".

13.31: c'è stata una sparatoria a Parigi in una drogheria kosher, nei pressi di Porte de Vincennes. Le prime notizie parlano di un uomo armato di kalashnikov che avrebbe con se degli ostaggi. Secondo alcuni potrebbe trattarsi dello stesso uomo che ha ucciso la poliziotta a Montrouge.

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13.30: ecco dove si trova l'azienda dove sono rinchiusi i due terroristi a Dammartin-en-Goële.

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13.22: France Info ha raccolto la testimonianza di un agente commerciale, Didier, che racconta di aver stretto la mano a uno dei due fratelli Kouachi, anche la polizia lo ha ascoltato:

Avevo un appuntamento con il titolare della CTD, quando sono arrivato il mio cliente è uscito con una persona armata che ha detto di essere un poliziotto. Il mio cliente mi ha chiesto di andare via e io sono andato via. La persona armata mi ha detto: "Vai via, noi non uccidiamo i civili".


L'uomo, sospettando di trovarsi di fronte a uno dei terroristi, si è recato subito alla polizia.

13.09: i parenti dei dipendenti dell'azienda Création Tendance Découverte manifestano la loro preoccupazione sui social network.


 

13.08: le autorità presenti sul posto hanno fatto sapere che è quasi certo che i due uomini chiusi nella tipografia siano i fratelli Kouachi. Non è possibile invece confermare se ci sono ostaggi e quanti sono. Le squadre presenti sul posto cercheranno di stabilire un contatto, l'operazione potrebbe durare ore.

12:50: non ci sono notizie certe sul numero degli ostaggi in mano ai due terroristi. La piccola tipografia nella quale si sono asserragliati questa mattina contava cinque dipendenti. Secondo Europe 1 la famiglia del titolare, Michel Catalano, non ha notizie dell'uomo.

12.34: i giornalisti di Charlie Hebdo saranno ospiti della redazione di Libération per mettere in piedi lo speciale numero di otto pagine che sarà in edicola la prossima settimana, prevista una tiratura di un milione di copie. Con i tanti giornalisti presenti ha parlato il legale della rivisita satirica Richard Malka:

Dobbiamo creare un numero nelle condizioni che conoscete. Abbiamo bisogno di riunirci in una certa intimità. Quello che abbiamo da dire lo diremo in quelle otto pagine. La forza e il cuore che ci restano li metteremo in quelle otto pagine. L'urgenza ora è il prossimo numero.
12.30

: il sindaco di Dammartin-en-Goële attraverso il sito ufficiale del comune ha chiesto a tutti i cittadini di restare in casa. I ragazzi delle scuole vengono evacuati in questi minuti e saranno condotti presso una palestra dove i genitori potranno andare a prenderli.

Screenshot from 2015-01-09 12:27:44

12.18: l'emittente televisiva RTL ha raccolto la testimonianza dell'uomo a cui mercoledì sera è stata rubata la Clio grigia poi utilizzata perla fuga:

Erano in tenuta paramilitare e impegnavano le loro armi, erano molto calmi, molto sereni, molto professionali, per niente nervosi. Non avevano fretta e non hanno mai alzato la voce, non erano sudati. Davano l'idea che stessero conducendo un'operazione. La sola cosa che mi hanno detto partendo è stata: "Se i media te lo chiedono, devi rispondere soltanto che siamo di Al Qaeda Yemen", è l'ultima cosa che mi hanno detto.
12.07

: le ultime notizie, manca sempre ogni forma di ufficialità, parlano di un ostaggio in mano ai presunti killer, autori dell'attacco a Charlie Hebdo. Secondo alcune testimonianze raccolte da Le Figaro potrebbe essere un uomo del posto di 27 anni. La sua famiglia non riesce a contattarlo telefonicamente e riferisce che sarebbe dovuto essere presso l'azienda Création Tendance Découverte proprio nel momento in cui i fratelli Kouachi hanno fatto irruzione.

11.41: è stato identificato l'uomo che ha ucciso ieri la poliziotta a Montrouge, tutt'ora in fuga. Si pensava che l'evento fosse slegato dall'attentato alla redazione di Charlie Hebdo, ma il killer di Montrouge e i fratelli Kouachi erano in contatto e fanno parte dello stesso gruppo jihadista di Buttes-Chaumont, diciannovesimo arrondissement.

11.32: Il presidente François Hollande ha appena concluso il suo intervento, ha parlato di Francia sotto choc ma ha rassicurato i cittadini sugli sforzi che lo stato farà per garantire la loro sicurezza:

Che si tratti di polizia nazionale o municipale, la Francia è sotto choc per quanto sta accadendo mentre gli autori di questi atti non sono ancora stati fermati. In questo momento c'è un'operazione in corso. (...) Abbiamo sventato dei tentativi di attentato, altri però possono essere messi in atto. Noi dobbiamo fare di tutto per proteggere i cittadini. Domenica ci sarà una manifestazione, tutti sono invitati a partecipare, non ci saranno controlli, il nostro compito è quello di garantire la sicurezza.


Le ultime parole a proposito della sicurezza in occasione della manifestazione di domenica sono una risposta alle polemiche ancora in corso sulla presenza o meno di Front National, il partito di Marine Le Pen.

11.19: arriva una buona notizia riguardo ai feriti nell'attacco alla redazione di Charlie Hebdo di mercoledì. Le quattro persone ferite gravemente sono fuori pericolo di vita, pur restando serie le loro condizioni. Sono stati invece tutti dimessi coloro che avevano riportato ferite lievi.

11.08: ha parlato il ministro degli interni Bernard Cazeneuve confermando l'inseguimento e lo scontro a fuoco di questa mattina, non ci sono state vittime né feriti. Non si conosce il numero di persone tenute in ostaggio dai fratelli Kouachi, il ministro non ha potuto confermare la trattativa in corso ma ha detto che in situazioni del genere è molto probabile come circostanza, in ogni caso le forze speciali non sono ancora intervenute.

11.00: da quasi due ore i due presunti killer sono asserragliati all'interno di una piccola azienda, una stamperia, di Dammartin-en-Goële (nord est di Parigi). Si è parlato di ostaggi, ma non ci sono ancora conferme ufficiali. Una o più persone potrebbero essere nelle mani dei fratelli Kouachi che in questo momento sono stati circondati dalle forze dei reparti speciali. Nel cielo volano numerosi elicotteri, la zona è stata completamente circondata e le operazioni in corso stanno interferendo anche sulle attività del vicino aeroporto Charles De Gaulle.

Prima di giungere a questa fase c'era stato un inseguimento e una sparatoria, anche in questo caso si era parlato di vittime e feriti, ma si aspettano conferme ufficiali.

10.27: due piste su quattro chiuse all'aeroporto Roissy-Charles de Gaulle, che dista una dozzina di chilometri dal luogo in cui sono stati presi gli ostaggi. Parecchi voli in ritardo o deviati verso altre destinazioni.

I giornalisti sono tutti in zona sicura, lontana dalla fabbrica.


 

10.17: a giudicare dalle mappe e dalla localizzazione del posto, non c'è via d'uscita da quell'area. Le forze dell'ordine francesi stanno provvedendo progressivamente a bloccare le strade.


 

La sensazione è che in un modo o nell'altro questa vicenda è destinata a giungere al termine nelle prossime ore.

10.05: grande incertezza e confusione sul bilancio della sparatoria. Secondo Reuters ci sarebbero diversi feriti e una vittima. Non ci sono morti, invece, nella fabbrica dove sono stati presi gli ostaggi (la fonte di LeMonde è definita ufficiale).

10.03: secondo Sky News, sarebbe in corso la negoziazione con i ricercati barricati nella stamperia. L'ostaggio sarebbe uno solo.


 

10.00: il bilancio della sparatoria di questa mattina sarebbe molto più grave del previsto. Secondo Le Figaro sarebbe di due morti e 20 feriti.


 

Charlie Hebdo - Ostaggi

9.55 - Tramite Google Maps, ecco le immagini della posizione in cui si trovano gli uomini ricercati dalla polizia e gli ostaggi.

È la Création Tendance Découverte a Dammartin-en-Goële (Seine-et-Marne). Il piccolo comune francese (8.000 abitanti) si trova a una quarantina di chilometri da Parigi, a Nord est della capitale.

Questo l'edificio dall'esterno.

Non si conoscono i nomi degli ostaggi. Dopo la sparatoria precedente, ci sarebbero almeno due feriti gravi (secondo SKY NEWS).

Charlie Hebdo - Stamperia ostaggi

ore 09.33 - Secondo più fonti è in atto uno scontro a fuoco nei pressi della cittadina Dammartin-en-Goële, sempre a nord est di Parigi. Gli abitanti si sono barricati nelle loro case, mentre gli elicotteri sorvolano la zona. Secondo alcune fonti i due fuggitivi avrebbero preso alcuni ostaggi e si sono barricati in una stamperia, prima era stato segnalato un furto d'auto con inseguimento nei pressi dell'aeroporto di Roissy.


 

strage parigi

Venerdì 9 gennaio 2015 - Nonostante il grande dispiegamento di forze messo in campo i due killer sono ancora in fuga. Le ricerche sono proseguite anche nella notte con l'uso di elicotteri, la zona passata al setaccio è sempre quella del dipartimento dell'Aisne, in particolare i boschi tra le cittadine di Longpont e Corcy, a nord est di Parigi. Intanto la radio dell'ISIS ha definito eroi i fratelli Chérif et Saïd Kouachi per aver ucciso dodici giornalisti. Domenica ci sarà una nuova grande manifestazione in Francia, secondo le stime parteciperanno più di un milione di persone.

Charlie Hebdo, attacco terroristico. Prosegue la caccia ai due sospettati

22:30

. È fallito il blitz nella foresta di Retz, alle porte di Longpont, riferiscono i media francesi. Le forze di polizia stanno abbandonando le zone battute al setaccio nel corso della giornata, ma la caccia all'uomo proseguirà per tutta la notte nella zona di Aisne, anche con l'utilizzo di elicotteri.

18:30. La caccia all'uomo si sta svolgendo in Piccardia, una regione della Francia settentrionale, e in particolare tra le cittadine di Longpont e Corcy (vedi mappa), che si trovano circa a metà strada tra Parigi e Reims, a 90 km dalla capitale, da cui è collegata tramite la strada statale N2.

Schermata 2015-01-08 alle 18.31.13

18:20. Continuano le ricerche nei paesi e nelle campagne nel dipartimento dell'Aisne, in Piccardia. In particolare la cittadina di Longpont è stata "passata al setaccio" casa per casa, e i 300 abitanti sono rintanati nelle proprie abitazioni. Risulta quindi falsa la notizia secondo cui i due sospettati fossero barricati in una casa. Al momento Longpont sembra una città fantasma. Ricerche in corso anche nella città di Corcy, dove le forze dell'ordine sono schierate in gran numero.

17:00. È ancora caccia all'uomo nei confronti dei due fratelli sospettati della strage di ieri. La strada D17 è stata bloccata in direzione Longpont, e le ricerche sono concentrate ora nella città di Corcy. Testimoni parlano di diversi raid della polizia, con agenti in assetto da guerra. I due sospettati sarebbero stati riconosciuti dal dipendente di una stazione di servizio, che ha dato l'allarme insospettito dalla Clio piena di armi.

Intanto il primo ministro Valls ha deciso di estendere l'allerta attentati anche alla regione della Piccardia, dove si trovano i due sospetti.

15:45. Mentre continuano le operazioni per catturare i due fratelli sospetti autori della strage alla sede di Charlie Hebdo, che si sarebbero barricati in una casa a 70 chilometri da Parigi, a Crepy-en-Valois in Picardia, a Le Mans, nell'est del Paese, sarebbero state esplose diverse granate nel cortile della Moschea des Sablons, una delle quali sarebbe esplosa per fortuna senza nessun feriti secondo quanto riporta Ouest-France.

14.08: Secondo quanto scrive France 3 i due sospetti autori dell'attentato contro Charlie Hebdo si sarebbero nascosti in un alloggio di Crépy-en-Valois nel dipartimento dell'Oise, in Picardia, regione che è praticamente sotto assedio da parte delle forze dell'ordine e delle teste di cuoio francesi. Due elicotteri da trasporto truppe stanno sorvolando la città dove si troverebbero i killer che sono armati con fucili da guerra. Le unità d'elite di polizia e gendarmeria sono posizionate nella zona tra Villers-Cotterets e Crépy-en-Valois, dove è stata abbandonata l'auto dei sospetti "identificati da un testimone" ha detto all'agenzia stampa AFP una fonte della polizia.

13:45. Provocazione del miliardario statunitense Donald Trump, che su Twitter dichiara che la strage di Parigi è avvenuta (anche) perché in Francia non c'è la libera circolazione delle armi: "Se le persone aggredite fossero state armate, avrebbero avuto la possibilità di lottare" è la sua posizione. E aggiunge: "Non è interessante che questa tragedia sia successa in uno dei paesi con le leggi più restrittive sul controllo delle armi?" e "Ricordate, quando le armi sono fuorilegge, solo i fuorilegge hanno le armi".
Immediate e critiche le reazioni sul social network.


 


 

13:30. È di una poliziotta morta e di un altro agente ferito il bilancio della sparatoria avvenuta stamattina a Montrouge, a sud di Parigi, sparatoria che le autorità scollegano in ogni modo dalla strage compiuta ieri presso la sede di Charlie Hebdo. Gli investigatori propendono per il gesto di uno squilibrato che sarebbe ancora in fuga. L'uomo sarebbe scappato a bordo di una Clio con un giubbotto anti-proiettile addosso. Il 52enne arrestato questa mattina invece non sarebbe l'uomo che ha sparato contro i poliziotti secondo quanto riferito dal ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve.

12:05. Sono stati localizzati nei pressi di Villers-Cotterets, città della Picardia 85 chilometri a nordest di Parigi, i due fratelli ricercati per l'attacco a Charlie Hebdo. Lo riporta il sito di Le Parisien. Secondo quanto riportato, i due erano su un'auto con la targa nascosta sulla strada nazionale RN2, in viaggio in direzione Parigi, e avevano delle armi.

11:20. L'esplosione di stamattina a Villefranche sur Saône è avvenuta verso le 6 vicino a un ristorante di kebab nei pressi di una moschea, nella regione di Lione. Il quotidiano locale Le Progres scrive che non ci sono vittime. La polizia indaga per capire se si tratti di una sorta di ritorsione per la strage di ieri contro la redazione parigina di Charlie Hebdo.


 

10:50: Sparatoria alle porte di Parigi questa mattina. Due poliziotti stavano intervenendo per un incidente stradale in cui sembra coinvolta una Clio bianca, un’auto simile a quella su cui i due attentatori del Charlie Hebdo. A un certo punto un uomo con addosso uno zaino si è avvicinato, ha tirato fuori un fucile d’assalto e ha aperto il fuoco contro i due poliziotti per poi fuggire. Uno dei due agenti è morto dopo il trasporto in ospedale. È stato arrestato un sospetto, un africano di 52 anni con precedenti, che andava in giro armato di fucile mitragliatore e indossando un giubbotto antiproiettile.

9.47: Su Le Monde si legge di un'esplosione a Villefranche sur Saône, segnalata da molti lettori. Il giornale francese conferma l'esplosione, ma al momento nulla si può dire circa le sue origini e tantomeno si può pensare di collegarla ai fatti di ieri. La fobia, in Francia, è comprensibilmente a livelli altissimi.

9.26: Testimoni alla tv francese BFMTV dopo la nuova sparatoria a Parigi, hanno detto di aver visto un uomo rasato vestito di nero con un giubbotto antiproiettile che secondo il sito di Le Figaro sarebbe stato fermato poco dopo la sparatoria a Porte de Chatillon. La autorità non confermano ancora. Intanto i media francesi rilanciano la notizia che un 18enne, Hamyd Mourad, ritenuto l’autista dei killer, si sarebbe consegnato alla polizia mentre i due fratelli algerini reduci dalla Siria, Said e Cherif Kouachi, presunti autori della strage (nella foto in alto) non sono tra i 7 arrestati per la strage a Charlie Hebdo e sono tuttora ricercati.
Mourad avrebbe letto il suo nome diffuso su internet e avrebbe deciso di consegnarsi. Secondo le prime ricostruzioni avrebbe un alibi.

9:12. Poco fa ci sarebbe stata una sparatoria a Porte de Chatillon, a sud di Parigi in cui sono rimasti feriti almeno due poliziotti, di cui uno in modo grave. La sparatoria non avrebbe nessun legame con l'attacco terroristico di ieri al settimanale satirico Charlie Hebdo.

Aggiornamento 8:47: Le Monde stamattina scrive di 7 arresti eseguiti nella notte per l'attacco a Charlie Hebdo. Il quotidiano cita fonti della procura parigina. Il premier Valls ha parlato di "diversi" fermi e interrogatori. Gli arresti sarebbero stati eseguiti a Charleville-Mézières, Gennevilliers et a Reims.

Aggiornamento 8 gennaio 2015 - 8:30. I killer della strage presso la sede di Charlie Hebdo a Parigi (12 morti) sarebbero stati identificati. Le voci di arresti si rincorrevano dalla tarda serata di ieri, l'autista dei terroristi secondo Le Parisien si era addirittura "consegnato alla polizia" in tarda serata a Charleville-Mezières. L'uomo, di 19 anni, secondo il giornale francese era "il meno implicato" nell'attacco terroristico di matrice islamista.

Le teste di cuoio francesi del RAID ieri si sono concentrate con un blitz nell'area di Reims, capoluogo della regione Champagne, a nord di Parigi. Il quotidiano Liberation, che aveva dato la notizia degli arresti, in seguito smentiti dal ministero dell'Interno, ha poi scritto che due fratelli di 34 e 32 anni più un terzo uomo appena maggiorenne, sono stati identificati e localizzati dalle autorità.

L'americana Nbc nella notte dava la notizia di due fratelli arrestati e che un terzo attentatore era stato ucciso. Notizia subito smentita da Le Monde secondo cui la caccia ai terroristi sarebbe ancora in corso. Secondo altre testate transalpine a Reims sarebbero state eseguite solo perquisizioni così come a Charleville-Mezieres, nella regione della Champagne-Ardenne. La versione online del magazine israeliano JSS News pubblica le foto della carta di identità dei tre presunti attentatori: i ricercati sarebbero Said Kouachi, 34 anni, suo fratello Cherif, di 32, franco-algerini reduci dalla Siria, e Hamid Mourad, di 19 anni.

(Renato Marino)

Charlie Hebdo, attacco terroristico: notizie di arresti, i francesi smentiscono

1.53

: continuano a circolare con insistenza notizie che parlano di arresti. Ma dalla Francia smentiscono ancora. Le Monde annuncia che la polizia ha diramato un mandato di ricerca nazionale contro i tre uonini ritenuti responsabili dell'attacco alla sede del giornale. Il quotidiano francese continua a non rivelare i nomi dei sospettati, che pure sono stati ampiamente diffusi da altre fonti transalpine, ma a indicare solamente i dati di cui è in possesso: due fratelli di 32 e 34 anni e un terzo uomo di 18 anni. La caccia all'uomo continua.

Comunicato, nel frattempo, l'elenco con i nomi di tutte le vittime.

La CNN non mostrerà immagini tratte dalla rivista che possano essere ritenute offensive dai Musulmani. La raccomandazione è contenuta in un messaggi inviato da Richard Griffiths (direttore editoriale senior) a tutti i membri dello staff dell'emittente.

Tribute To Victims Killed During Attack At Satirical Magazine Charlie Hebdo At Place De LA Republique In Paris

00.55: tutti i media francesi concordi. Le operazioni a Reims sono state solamente una perquisizione. Nessun arresto.

8 gennaio 2015, 00.39: secondo Le Monde, le voci circolate nell'ultima ora a proposito di interrogatori di sospetti effettuati a Reims sono false. Le forze dell'ordine confermano che non è stato ancora effettuato nessun arresto.

23.46 – LeMonde scrive: «Siamo in grado di confermare che è in corso un'operazione di polizia a Reims. Tuttavia, le fonti vicine alla polizia che abbiamo contattato, non ci permettono di affermare con sicurezza che i sospettati siano sul posto».

22.42 - Il più giovane dei due fratelli, Cherif Kouachi, fu condannato a tre anni di carcere nel 2008 per fiancheggiamento nel reclutamento di combattenti volontari da mandare in Iraq. Lui stesso fu fermato dalla polizia mentre era in procinto di partire. Copriva la sua attività con l'insospettabile lavoro di consegna di pizze a domicilio.

22.30 - L'identificazione dei terroristi sarebbe avvenuta, incredibilmente, grazie al ritrovamento della una carta di identità di un membro del commando. Il documento è stato perso in una delle automobili usate per la fuga.

carta-identità-terrorista-charlie-hebdo

22.26 - Sempre secondo gli organi di informazione francesi, sarebbe in corso un'operazione delle teste di cuoi a Reims, dove sono stati localizzati i tre autori della strage.

ore 22.06 - Sarebbero stati identificati i tre autori dell'attacco alla redazione di "Charlie Hebdo", lo riferisce il quotidiano Libération. Si tratterebbe di tre uomini tutti originari di Gennevilliers (Hauts-de-Seine), alle porte della capitale. Due di loro sono fratelli, Saïd e Cherif K di 34 e 32 anni, appena diciottenne il terzo, definito senza fissa dimora; sarebbero stati individuati nei pressi di Reims. Tuttavia il ministro degli interni Bernard Cazeneuve ha chiesto cautela ai media, per evitare che le informazioni diffuse possano essere d'intralcio alle operazioni in corso.

Nel frattempo si apprende che tra le vittime figura anche un quinto vignettista, si tratta di Philippe Honoré (Honoré), settantunenne francese, collaboratore di numerose riviste e quotidiani.

ore 20.04 - Quattro minuti. Breve e conciso il discorso di Hollande. Un messaggio di condanna - internazionale - ai fatti di Charlie Hebdo e di unità. "Il popolo francese è unito" ha dichiarato Hollande. "Le vittime dell'attacco ha Charlie Hebdo, i feriti, le loro famiglie e chi è loro vicino sono oggi i nostri eroi. Sono morti per l'idea che avevano della Francia e cioè per la libertà. Il presidente ha annunciato che domani ci sarà lutto nazionale e alle 12 ci sarà un momento di raccoglimento", mentre le bandiere saranno a mezz'asta per tre giorni

ore 19.35 - Secondo il quotidiano L'Union - che è un quotidiano di Reims - sarebbero stati identificati i presunti killer e uno di loro sarebbe proprio della cittadina di Reims. La caccia all'uomo sarebbe nelle zone di Reims E Pantin.

ore 19.30 - "Abbiamo un livello di allerta elevatissimo anche senza tracce concrete di un segnale specifico organizzativo su un eventuale attentato": lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano a Porta a Porta, sottolineando che "tutti gli obiettivi sensibili sono presidiati. In primo luogo quelli francesi ma anche americani ed ebraici".

ore 19.22 - "Siamo tutti francesi". Così ha dichiarato il premier italiano Matteo Renzi in visita all'ambasciata di Francia, a Palazzo Farnese. Renzi, accompagnato dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha incontrato l'ambasciatrice francese Catherine Colonna. "Oggi piange tutta l'Europa, tutto il mondo libero", ha aggiunto Renzi."Tentare di colpire il simbolo della libertà è un gesto di orrore senza fine. L' intera Europa ha il dovere di reagire con tutte le istituzioni compatte. Dobbiamo muoverci dal torpore e combattere una battaglia per la libertà".

ore 19.20 -  Domani, 8 gennaio alle 18 a Roma si terrà una fiaccolata di solidarietà per le vittime dell’attentato terroristico nella redazione di Charlie Hebdo e a difesa della libertà di informazione in Francia, in Europa ed ovunque nel mondo. E' la Fnsi a dare notizia dell’iniziativa che si terrà in piazza Farnese, davanti alla sede dell’Ambasciata di Francia. Al momento i promotori dell'iniziativa sono, tra gli altri:  Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi), Ordine nazionale dei giornalisti, Se Non Ora Quando, Articolo 21, Acli, Arci, European Alternatives, Libera informazione, Ossigeno, Associazione Stampa Romana, Ordine dei giornalisti del Lazio, Sindacato giornalisti della Calabria, #giornaLista, Stampa Libera e Indipendente, giornalistitalia.it.

ore 19.17 - L'avvocato Richard Malka, che in questi anni ha seguito "Charlie Hebdo" nelle varie vicissitudini legali in cui il settimanale satirico è stato coinvolto, ha rilasciato una dichiarazione al quotidiano Libération. Dopo aver espresso il suo sgomento per i fatti di oggi ha assicurato che la rivista continuerà le sue pubblicazioni:

Mi sento come ci si sente quando la propria famiglia è decimata. Sono al loro fianco da ventidue anni. Ho combattuto con loro, non pensavo si potesse morire per questo in Francia. Eravamo degli umoristi. Non avrei mai immaginato che sarebbe finita così. La nostra vita non sarà più la stessa dopo questa giornata. Non ho parole. Aiutateci! Aiutateci a poter ridere ancora, affinché il silenzio e la paura non prendano il sopravvento. Bisogna potersi battere con le armi della democrazia: le risate, la solidarietà, le parole. Non bisogna lasciarsi impressionare. Charlie sarà in edicola mercoledì. Questa è una promessa.
ore 18.19

- Sono undici le persone rimaste ferite durante l'attentato di questa mattina.

ore 18.15 - Nel tardo pomeriggio Marine Le Pen ha parlato in un video della durata di circa due minuti. Ecco i passi principali del discorso della leader del Front National e della destra francese:

Il nostro Paese non aveva più conosciuto una tale barbarie da decenni. La nazione è unita per condannare questo attentato odioso e si associa al dolore delle famiglie. La nazione è unita per affermare il suo attaccamento viscerale alla libertà dell’informazione e della stampa. Ma la nazione è unita per dire anche che noi francesi, qualsiasi sia la nostra origine, non accetteremo che venga attentato alle nostre vite e alle nostra libertà. (…) Abbiamo abbastanza lucidità per sapere che questi attentati che sconvolgono il nostro Paese non sono conseguenza di fatalità ,ma sono fatti da uomini addestrati e agguerriti, sono il frutto di una ideologia mortifera che fa migliaia di morti nel mondo. L’obiettivo di questo atto barbaro è di terrorizzare, di paralizzare con la paura per sottomettere o censurare.

È mia responsabilità dire che la paura deve essere superata e che questo attentato deve, al contrario, liberare la nostra parola di fronte al fondamentalismo islamico. Non bisogna tacere cominciando con chiamare (con le giuste parole, ndr) quello che è successo. Non avere timore di dire che si è trattato di un attentato terroristico commesso nel nome dell’islamismo radicale.
Il tempo del diniego e dell’ipocrisia non è più possibile. Il rifiuto assoluto del fondamentalismo islamico deve essere proclamato alto e forte per coloro che hanno nella vita e nella libertà i valori più alti e preziosi.

Perché si è giunti a questo? Qual è stato il percorso degli assassini? Qual è l’estensione della rete degli affiliati all’Islam radicale sul nostro territorio? Quali finanziamenti? Quale Paese li sostiene? Le domande sono numerose e legittime. Questo dibattito deve avere luogo.

Mettere in atto i mezzi per proteggere il nostro Paese e i nostri compatrioti è un diritto per tutti i cittadini e un dovere per tutti i politici. Per quanto mi concerne, assumere imperativamente questa resposnabilità per pernmettere alla Francia di difendersi di fronte a questa guerra che le è stata dichiarata. Infine tengo a sottolineare che non deve essere fatta confusione fra i nostri compatrioti musulmani attaccati alla nostra nazione e ai suoi valori e fra coloro che credono di poter uccidere nel nome dell’Islam.


 

ore 18.05 - "L'attacco a Charlie Hebdo era teso a dividere, non dobbiamo cadere in questa trappola". Queste le parole del segretario generale dell'Onu, Ban Ki moon che ha definito l'episodio di oggi uno "spregevole attacco terroristico".

ore 18.02 - La Regina d'Inghilterra ha inviato una lettera al presidente Hollande e a tutto il popolo francese in seguito ai tragici fatti di stamani alla redazione di Charlie Hebdo.

Il Principe Philip e io mandiamo le nostre sincere condoglianze alle famiglie delle vittime e a coloro che sono rimasti feriti nell'attacco a Parigi di questa mattina.
Inviamo il nostro pensiero e le nostre preghiere a tutti coloro che sono rimasti coinvolti


Su Twitter è possibile leggere anche la lettera del presidente Usa Obama nella quale condanna l' "orribile sparatoria" che è avvenuta stamani nella redazione del settimanale satirico, inviando le sue preghiere ai familiari delle vittime e a tutti quelli che sono rimasti vittime dell'attentato.

Obama

ore 17.30 - Alcune centinaia di persone si stanno radunando in Place de la Republique per il sit in di protesta contro l'uccisione dei giornalisti di Charlie Hebdo.


 

ore 16.22 - Il caporedattore di Charlie Hebdo, Gérard Biard, in vacanza a Londra, è stato raggiunto da Le Monde, ecco che cosa ha dichiarato:

Sono distrutto e indignato allo stesso tempo. Ancora non sono riuscito a realizzare quello che è successo. Credo sia importante e normale che le reazioni siano unanimi in tutti i media francesi. Spero che questa volta non ci sia nessuno che dica che siamo dei laici integralisti o dei provocatori. In questi ultimi tempi, malgrado le minacce, non avevamo paura, non avevamo avuto nuovi avvisi di sicurezza particolari. Non ci pensavamo, di sicuro non pensavamo a una cosa del genere... Cos'altro potevamo fare? Cosa si può fare se in Francia, in Europa ci si ferma di fronte alle minacce. Hanno vinto loro? Che fa uno stato democratico in una situazione del genere?
ore 15:57

- Le Monde annuncia manifestazioni e marce di solidarietà in tutta la Francia, a partire dalle 18:00. Attualmente le manifestazioni non sono ancora state autorizzate per questioni di sicurezza

ore 15.49 - Il premier Matteo Renzi si recherà oggi pomeriggio alle 18:00 in visita all'Ambasciata di Francia. Lo rivela una nota di Palazzo Chigi

ore 15.46 - Scoperto il nome di un'altra vittima: Bernard Maris, economista, scrittore e giornalista francese. Sul settimanale usava lo pseudonimo di Oncle Bernard, zio Bernard

ore 15.43 - Obama condanna l'attacco. "Un terribile atto di violenza", così la Casa Bianca ha condannato l'attacco avvenuto stamane al giornale satirico francese Charlie Hebdo. "Il presidente Obama e la moglie sono vicini alle famiglie delle vittime", ha detto il portavoce Josh Earnest. ll dipartimento di Stato americano ha deciso di "blindare" l'ambasciata degli Stati Uniti a Parigi.

ore 15.40 - Il giornalista francese Thierry Puget ha lanciato un'iniziativa social su Twitter, hastag  #jesuischarlie, in solidarietà con le vittime dell'attentato. L'iniziativa è stata condivisa anche dal sindaco di Parigi, Anne Hidalgo

#jesuicharlie

Gli utenti di Twitter hanno sostituito i loro avatar profilo con un'immagine bianca su nero della frase - che si traduce come "siamo tutti Charlie" in inglese - in solidarietà con i morti

ore 15.33 - Sul sito del quotidiano Le Monde è stato pubblicato un video in cui gli attentatori, durante la fuga, direbbero "Abbiamo vendicato il Profeta Maometto, abbiamo ucciso Charlie Hebdo!"


Attentats au siège de Charlie Hebdo : images de... di lemondefr

ore 15.22 - Il Ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve ha dichiarato che gli attentatori sono tre. "C'è un allarme di massima sicurezza su tutto il territorio francese", ha dichiarato Cazeneuve  alla conclusione della riunione dei Ministri d'emergenza, indetta per prendere tutte le precauzioni necessarie per proteggere i luoghi culturali e gli edifici pubblici. "Sono state prese tutte le misure per neutralizzare questi tre criminali che hanno commesso questo atto barbaro", "tutte le risorse sono state mobilitate", ha aggiunto, citando la gendarmeria e le forze armate. "Le autorità si stanno muovendo il più velocemente possibile per trovare gli aggressori e arrestarli".

ore 15.15 - Allerta Italia. Potenziati i servizi di vigilanza agli edifici sensibili. A Roma, sotto monitoraggio le redazioni dei giornali

ore 15.08 - Il rettore della grande moschea di Parigi Dalil Boubakeur condanna a nome di tutti i musulmani l’attentato alla redazione di Charlie Hebdo.

ore15.01 - Allerta massima in Italia. Il ministro dell'Interno  Angelino Alfano ha convocato il Comitato di analisi strategica Antiterrorismo per oggi alle 16.30. Il Comitato, composto dagli esperti di antiterrorismo di forze dell’ordine e intelligence, esaminerà «con grande attenzione» la minaccia terroristica alla luce del gravissimo attacco avvenuto oggi a Parigi.

ore 14.56 - "Parlavano perfettamente francese, hanno rivendicato di essere di al Qaida". Questa la testimonianza della vignettista Coco, presente all'attacco contro Charlie Hebdo al sito web de L'Humanité. Secondo Rainews 24 - che ha ripreso la notizia da Le Parisien -  la vignettista ha inoltre dichiarato di essere stata costretta dai terroristi a digitare il codice segreto d'accesso alla sede. Il numero elevato di morti è dovuto al fatto che a quell'ora la redazione era completa di giornalisti e vignettisti per la riunione settimanale.

ore 14.47 - Il presidente Jean Claude Juncker ha commentato con una nota quanto accaduto questa mattina nella sede di Charlie Hebdo:

Sono profondamente scioccato dall'attacco brutale e inumano che ha fatto irruzione nei locali di Charlie Hebdo. Si tratta di un atto intollerabile, una barbarie che ci chiama in causa come esseri umani ed Europei. I miei pensieri vanno alle vittime e alle loro famiglie. Esprimo a titolo personale e anome della Commissione Europea la nostra più grande solidarietà alla Francia.

ore 14.35

- "Condanno fortemente l’attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo. È stato un atto di barbarie ed un atroce attacco alla libertà di stampa. I miei pensieri sono con le vittime e le loro famiglie. Siamo solidali con la Francia, nostro alleato", così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, in una nota. "Tutti gli alleati della Nato - prosegue - sono assieme nella lotta contro il terrorismo, che in tutte le sue forme e manifestazioni non può essere tollerato o giustificato".

ore 14.26 - Ecco le prime immagini d'agenzia sulla fuga degli attentatori, sui soccorsi e sull'intervento di François Hollande alla sede di Charlie Hebdo.

Attacco Charlie Hebdo 7 gennaio 2015

ore 14.15 - L'hashtag #charliehebdo con le ultime news sull'attacco terroristico in cui hanno perso la vita 10 giornalisti (fra cui il direttore della testata) e 2 poliziotti.


ore 14.02- Altro video amatoriale, diffuso sui social network, mostra un uomo che scappa per poi nascondersi dietro un auto, mentre si sentono degli spari. L'uomo che riprende urla "Abbassati!".

ore 13.50 - Tra le 12 vittime dell'attentato terroristico, anche il direttore del settimanale, Stephan Charbonnier, conosciuto come Charb. Morto anche Jean Cabut, meglio noto come Cabù, altra penna storica del settimanale e Tignous. I tre erano fumettisti storici del settimanale

ore 13.45 - Un altro video diffuso sui social network mostra due attentatori che uccidono un poliziotto e poi si danno alla fuga su un'auto nera, nella gallery di seguito alcuni fotogrammi (non pubblichiamo l'intero video in quanto le immagini sono molto forti).

Attacco a Charlie Hebdo, le foto

ore 13.34 - Secondo quanto riferito pochi minuti fa dal portavoce della polizia Rocco Contento le vittime sarebbero dodici: 10 giornalisti e 2 poliziotti. Sempre secondo il portavoce della polizia l'attacco sarebbe stato compiuto da tre terroristi con l'ausilio di un quarto uomo che avrebbe pilotato l'automobile nella fuga per le strade di Parigi.

ore 13.31 - L’ufficio dell'Eliseo ha comunicato che per le 14 è stata convocata una riunione d'emergenza del governo. Intanto il governo francese ha deciso l'immediato aumento del livello di allerta attentati terroristici in tutta l'Ile-de-France, la regione di Parigi, dopo l'attacco armato alla redazione di Charlie Hebdo. Polizia e gendarmi sono stati schierati davanti a scuole, edifici pubblici e redazioni di giornali.

ore 13.25 - Sulla copertina dell’ultimo numero di Charlie Hebdo, il giornale colpito oggi da un attacco terroristico a Parigi, campeggia una foto dello scrittore Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo in uscita oggi "Sottomissione", che racconta l'arrivo al potere in Francia di un presidente islamico. Inoltre, alcuni minuti prima dell'attacco, il settimanale satirico Charlie Hebdo aveva pubblicato sul profilo Twitter una vignetta su Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato islamico (Is).


 

ore 13.16 - Secondo le immagini girate dalk giornalista Martin Boudot e trasmesse da France Television gli uomini armati sarebbero entrati nella sede di Charlie Hebdo, avrebbero gridato “Allah Akbar” (Allah è grande) aggiungendo di voler vendicare il profeta.

ore 13.14 - Durante la fuga dal luogo dell'attacco contro il settimanale Charlie Hebdo, gli autori dell’attacco hanno investito un pedone a porte de Pantin, nel 19esimo arrondissement nella zona nord di Parigi. Lo riferisce la radio France Info.

ore 13.11 - I due uomini che stamane hanno assalito la sede di Charlie Hebdo, in pieno centro di Parigi, sono poi fuggiti su un’auto, abbandonandola poco dopo per impossessarsi di un’altra. Lo riferisce France Info, ipotizzando dunque che il piano fosse ben organizzato. Ci sono testimonianze che riferiscono inoltre che i due conoscevano i nomi di alcuni dipendenti del periodico. La zona, in boulevard Richard-Lenoir, XI arrondissement, è stata ovviamente tutta bloccata: nell'edificio al momento possono entrare solo agenti, polizia e magistrati. Il procuratore di Parigi è già arrivato insieme al sindaco, Anne Hidalgo, il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve e a Jean-Paul Huchon, il presidente del Consiglio regionale. Sul posto ci sono sia il presidente, François Hollande che il premier Manuel Valls.

ore 13.05 - Una foto di Elise Barthet di Le Monde mostra i due terroristi di fronte a un'automobile della polizia.


 

ore 12.56 - Il presidente francese François Hollande ha raggiunto la sede di Charlie Hebdo. E sta commentando a caldo:

Quello commesso quest’oggi a Parigi contro i giornalisti è un atto di eccezionale barbaria. Al momento è in corso una caccia all'uomo per prendere i responsabili, giudicarli e condannarli. La Francia è scioccata: Charlie Hebdo era minacciato ma era protetto. Sapremo reagire con fermezza. Ho già detto ai francesi che è un momento delicato: altri attentati sono stati sventati.


ore 12.47 - Non è ancora stato fatto un primo bilancio dei feriti, mentre da boulevard Richard-Lenoir arrivano le prime immagini dei soccorsi di Philippe Dupeyrat di AFP.


 

ore 12.38 - Sale ad almeno 11 morti, tra cui due agenti, il bilancio provvisorio di un attacco alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo sul boulevard Richard-Lenoir, in pieno centro di Parigi. Due uomini incappucciati e vestiti di nero sono entrati nella redazione e hanno cominciato a sparare con kalashnikov, successivamente gli autori dell’assalto sono fuggiti aggredendo un automobilista e impossessandosi della sua auto. Posti di blocco sono stati organizzati in tutta Parigi.

ore 12.30 - La redazione del periodico satirico Charlie Hebdo è stata oggetto di un attacco terroristico da parte di due uomini incappucciati che hanno iniziato a sparare ai redattori e ai collaboratori del giornale presenti nella sede questa mattina. Secondo i primi elementi i due uomini incappucciati e vestiti di nero sarebbero penetrati nel giornale e avrebbero fatto fuoco con dei kalashnikov. L'agenzia di stampa AFP ha confermato che dieci persone avrebbero perso la vita durante l'attacco.

Vincent Vantighem di 20 Minutes è riuscito per primo a contattare un dipendente del giornale telefonicamente e l’uomo gli avrebbe comunicato che ci sarebbero dei morti. Successivamente un lancio Ansa annunciava dieci vittime, mentre per la catena I Télé ci sarebbe stato “almeno un ferito”. Nei primi minuti dopo l'attacco Le Figaro parlava di un poliziotto ferito. C'è stata molta incertezza fino a quando AFP non ha confermato il decesso di dieci persone.

Alcuni redattori e dipendenti di Charlie Hebdo si sarebbero rifugiati sul tetto dell'edificio che ospita il periodico per sfuggire all’attacco terroristico. In passato la pubblicazione era stata al centro di polemiche per avere pubblicato una vita di Maometto a fumetti.

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