Foreign Fighters europei: quanti sono e da dove arrivano

Solo nel Vecchio Continente circa 3mila i combattenti arruolati dallo Stato Islamico, in Italia una cinquantina.

Dopo l'attentato a Charlie Hebdo torna d'attualità il tema dei foreign fighters europei, ovvero quei cittadini di Francia, Inghilterra e non solo che si arruolano nelle fila dello Stato Islamico e volano in Siria e in Iraq per combattere assieme agli estremisti islamici. E che spaventano le intelligence europee che non hanno strumenti per impedire il loro ritorno in patria, che - come si è visto dopo quanto avvenuto a Parigi - può diventare il nuovo terreno di scontro.

Ma quanti sono i foreign fighters? Stando alle statistiche circolate negli ultimi mesi si parla di tremila europei volati a combattere per l'Isis e provenienti soprattutto da Francia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Finlandia, Norvegia, Irlanda, Danimarca. Un fenomeno difficile da mappare e anche da controllare, per il semplice fatto che il reclutamento di costoro non avviene più attraverso il canale tradizionale della frequentazione di alcune moschee, ma soprattutto attraverso il reclutamento "online", via forum, chat e via dicendo.

Canali che sono comunque sotto osservazione da parte delle intelligence, ma che per ovvie ragioni richiedono mezzi ancora superiori, rendono complesso distinguere diverse situazioni e soprattutto non possono essere monitorati con la capillarità che necessiterebbero. Si sa comunque, come detto, quanti siano e in quali paesi abitino. Secondo le statistiche più accurate, Francia e Inghilterra dovrebbero avere tra Siria e Iraq rispettivamente 930 e 600 cittadini. Il che significa che questi due soli paesi forniscono la metà dei combattenti islamici europei (e si sa che gli inglesi si sono fatti una certa temibile reputazione anche tra gli arabi appartenenti allo Stato Islamico).

Meno numerosi i miliziani provenienti da altri paesi, ma comunque si tratta di cifre molto importanti: circa 200 arriverebbero dalla Germania, 300 dal Belgio (che è il secondo paese europeo con l'incidenza maggiore di Foreign Fighters). 150 arriverebbero invece dall'Olanda, 95 dalla Spagna, 87 dalla Svezia (che è il paese con la maggiore incidenza in Europa), 84 dalla Danimarca, 60 dall'Austria, 53 dall'Italia, circa 40 dalla Norvegia.

Si tratta di numeri da prendere con le pinze, ma che possono dare un'idea di quali siano i paesi maggiormente esposti al richiamo dello Stato Islamico e soprattutto quali siano i paesi con la maggiore incidenza di foreign fighters (a tal proposito è utile uno schema di Radio Free Europe. Come detto, la situazione spaventa non poco i paesi europei, che stanno tutti prendendo misure per evitare il rientro in patria di questi potenziali terroristi, addestrati direttamente sul campo di battaglia in Iraq e Siria.

Anche l'Italia sta studiando delle contromisure, per il momento si parla soprattutto della possibilità che ai sospetti di ritorno dagli stati coinvolti venga ritirato il passaporto.

SYRIA-CONFLICT-KURDS-IS

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