La bufala di Peppa Pig "bandita" dall'Inghilterra per colpa dell'Islam

Un nuovo esempio dei falsi miti creati dai giornalisti di casa nostra

Peppa Pig "bandita" dall'Inghilterra per non urtare i sentimenti dei musulmani. L'Islam cattivo che porta alla fine del cartone animato più amato dai bambini. Londra che censura la maialina dei cartoon. Sui quotidiani italiani di oggi la notizia fa bella mostra di sé, assieme a considerazioni più o meno opportune sull'Occidente che si piega ai dettami dell'Islam.

Ma è proprio così? Davvero Peppa Pig rischia di sparire dagli schermi per ossequio all'Islam? Ovviamente no, e si tratta della più classica delle bufale nate per cercare un titolo accattivante e che si autoalimentano. Cerchiamo quindi di fare chiarezza.

I fatti. Alla base di tutto c'è una notizia: la Oxford University Press, la casa editrice della celebre università, ha una serie di linee guida per i suoi autori tra cui c'è quella di evitare nei libri per bambini pubblicati riferimenti a "maiali", "salsicce" o qualsiasi altra parola collegabile ai maiali, per non urtare la suscettibilità degli islamici, ma anche degli ebrei. Un attacco di buonismo estremo? Può darsi, ed è criticabile quanto si vuole, ma si tratta della posizione di una singola casa editrice, e peraltro non stiamo parlando di colossi come Penguin o HarperCollins. Oltretutto queste linee guida non sono pubbliche ma sono state rivelate da un conduttore radiofonico, che ha letto la missiva della OUP a un autore. Ed è chiaro che una notizia del genere non avrebbe avuto seguito se non fossimo nei giorni successivi agli attentati di Parigi.

Come si arriva allora a Peppa Pig? Forse che Peppa sia pubblicata dalla Oxford University Press? Niente affatto, e se andiamo a leggere gli articoli dei giornali britannici sulla notizia possiamo trovare critiche, considerazioni, ironie ma nessun riferimento a Peppa Pig. Certo, in qualche caso il personaggio creato da Neville Astley è stato usato nelle immagini a corredo degli articoli (come sul Guardian), ma nient'altro.

Questo deve aver dato l'idea a qualche giornalista di casa nostra (ieri sera la notizia già circolava in alcune radio, poi il passaggio sul web e su carta è stato quasi immediato) di "abbellire" l'articolo con un riferimento più esplicito. Quindi la Oxford University Press ha "bandito" Peppa Pig, come se la OUP detenesse i diritti del personaggio o avesse potere di veto sulla sua pubblicazione (peraltro Peppa Pig nasce come cartone animato e non come libro). Da lì si è passati a generalizzare e quindi "L'Inghilterra censura Peppa Pig", come titolano oggi Libero o La Stampa, tanto per citare le prime due testate che appaiono in questo momento se si cerca "Peppa Pig" su Google News. Addirittura La Stampa arriva a spiegare:

Peppa Pig non è espressamente vietata, ma il bando ovviamente si stende (cit.) anche alla maialina dei cartoni animati più amata dai bambini.

"Ovviamente" si "stende" anche a un personaggio che non viene pubblicato da quella casa editrice. Un capolavoro di logica per poter dare una spiegazione a un articolo che altrimenti non avrebbe senso (e infatti non ce l'ha). Da notare poi che quasi tutti i giornali italiani hanno evitato di sottolineare che le linee guida anti-maiali sono state prese anche per rispetto alla religione ebraica, e non solo ai musulmani.

Perciò si rassicurino i fan della maialina, in Italia e non: Peppa Pig rimane al suo posto. Come, purtroppo, anche certi giornalisti.

Schermata 2015-01-15 alle 12.28.23

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 189 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO