In prima pagina per errore, la storia di Andreas G.: "Scambiato per il copilota suicida"

La sua foto, presa dal profilo Facebook, scambiata per quella del copilota tedesco della Germanwings.

La storia di Andreas G. sarebbe paradossale se non fosse che in questi tempi, dominati dall'informazione mordi e fuggi e dai social media, risulta essere purtroppo drammaticamente comune. Andreas è un ragazzo tedesco originario di Bonn, lavora e vive a Berna per una società che opera nel campo dell'energia, e ieri ha ritrovato il suo volto sulle pagine di moltissime testate on line in giro per il mondo. La sua unica colpa è quella di avere il nome di battesimo, solo quello, in comune con il copilota della Germanwings ritenuto responsabile della sciagura aerea che ha avuto luogo sulle Alpi francesi.

A quanto pare tutto sarebbe partito da un tweet. Qualcuno ha erroneamente associato il profilo Facebook di Andreas a quello del pilota tedesco, la foto è stata quindi pubblicata si Twitter e in tantissimi hanno creduto fosse vera. Evidentemente nessuno si è posto il problema di fare un controllo più approfondito, il risultato è stato quello di sbattere in prima pagina il volto di un uomo assolutamente estraneo a questa terribile vicenda. In Italia ci sono cascati in molti tra cui Repubblica.it, Leggo.it e Leonardo.it. A raccontare l'equivoco ci ha pensato oggi il sito svizzero Ticinonline che ha intervistato l'involontario protagonista della storia e pubblicato una gallery con gli screenshot delle varie testate incorse nel clamoroso errore.

Ma se vogliamo c'è di peggio, pare infatti che la foto di Andreas sia arrivata fino in Sud America dove molti giornali l'hanno addirittura stampata sulle edizioni cartacee. Non sembra preoccuparsene più di tanto il diretto interessato:

Sembra che in Sud America i giornali siano già andati in stampa con la mia fotografia. La mia reazione? Non ho fatto nulla di particolare, ho pensato che in tempi brevi la cosa si sarebbe chiarita, anche perché il mio cognome non corrisponde con quello del copilota. Mi stupisce soltanto che i giornalisti di tutto il mondo prendano semplicemente le informazioni da un tweet.

Stupore più che giustificato, la verità però è che spesso la fretta di far uscire una notizia per arrivare prima degli altri fa perdere di vista alcune pratiche fondamentali nell'attività giornalistica, quali la verifica delle fonti. E se l'errore lo fa una grande testata automaticamente diventa la fonte di una notizia errata, La bufala allora si moltiplica e si propaga per la rete e diventa difficile metterle un freno.

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Foto via Ticinonline

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