Israele, raid in casa: soldati uccidono un palestinese

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Dei soldati delle forze israeliane hanno fatto irruzione in una casa nei territori occupati del West Bank e hanno ucciso un uomo. La vittima si chiama Falah Abu Maria, aveva 52 anni, secondo quanto riferito dai medici palestinesi l'uomo morto a causa di due colpi di arma da fuoco al petto sparati da distanza ravvicinata. I militari israeliani avevano fatto irruzione nell'abitazione, che si trova nel villaggio di Beit Hummar a nord di Hebron, per arrestare il figlio ventiduenne della vittima, Mohd, lo stesso sarebbe rimasto ferito ad una gamba. Secondo la ricostruzione offerta dai media israeliani qualcuno, presumibilmente la stessa vittima, aveva reagito provando a strangolare un militare da cui la reazione fatale.

Secondo Al Jaazera il bilancio finale del raid è di un morto e due feriti, i figli dell'uomo colpito a morte sono ricoverati in ospedale in condizioni non gravi. Tanto Falah Abu Maria quanto i suoi figli erano già stati arrestati in precedenza e avevano trascorso un periodo di detenzione nelle carceri israeliane. Lo scorso anno un fratello della vittima era stato protagonista di un prolungato sciopero della fame, mentre un cugino era stato ucciso sempre dai militari israeliani nel corso di una manifestazione di solidarietà per i territori sotto assedio della Striscia di Gaza.

Secondo le Nazioni Unite sono almeno sedici i palestinesi che hanno perso la vita, uccisi dai militari israeliani nel 2015, mentre sono oltre 1000 i feriti. L'associazione dei prigionieri palestinesi riferisce che soltanto a Beit Ummar, una cittadina di 17 mila abitanti spesso teatro di tensioni, almeno 100 persone sono attualmente in carceri israeliani, l'età media delle decine di prigionieri palestinesi varia in genere dai 18 ai 20 anni.

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