Afghanistan, bomba Nato su ospedale di Kunduz: "É stato un errore umano, si sarebbe potuto evitare"

25 novembre 2015 - Il generale dell’esercito degli Stati Uniti John Francis Campbell, a poco più di un mese dal bombardamento della clinica di Medici Senza Frontiere a Kunduz, ha spiegato oggi che quell’attacco si sarebbe potuto evitare, ma che la fatica e i ritmi senza sosta delle operazioni hanno portato a un errore umano che è costato la vita ad almeno 30 civili.

Il generale Campbell ha precisato che l’equipaggio dell’AC-130 che ha condotto l’attacco ha confuso la clinica col vicino edificio governativo che era stato sequestrato dai Talebani.

Obama si scusa con i vertici di MSF

7 ottobre 2015 - Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha telefonato al Presidente di medici Senza Frontiere per scusarsi pe ril tragico errore che ha portato alla morte di 22 persone a causa di una bomba della Nato sull'ospedale di Kunduz. Obama ha espresso le sue condoglianze ai vertici dell'organizzazione che intanto ritiene che sia stata violata la convenzione di Ginevra sui diritti umani.

MSF abbandona l'ospedale bombardato


15.00

- MSF ha annunciato stamattina che tutto lo staff ha lasciato l’ospedale colpito dai raid nella città di Kunduz:

L’ospedale di MSF non è più funzionale. Tutti i pazienti in condizioni critiche sono stati trasferiti in altre strutture e nessun membro di MSF è attualmente al lavoro nel nostro ospedale. Non posso confermare in questa fase se il nostro ospedale di Kunduz riaprirà oppure no.

A parlare all’agenzia AFP è stato un portavoce di MSF, che ha precisato come alcuni membri dello staff dell’organizzazione stanno dando il proprio aiuto in queste ore in altre strutture mediche della città.

4 ottobre 2015 - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato oggi che gli USA hanno avviato un’indagine approfondita sui raid aerei che hanno portato alla morte di 19 persone e spiegato che si aspetta un resoconto dettagliato dei fatti, fondamentale per arrivare a un giudizio definitivo.

Intanto anche Medici Senza Frontiere ha diffuso un lungo comunicato in condanna nel modo più assoluto quando accaduto, fornendo qualche dettaglio in più:

Dodici operatori di MSF e almeno 7 pazienti, tra cui 3 bambini, sono stati uccisi; 37 persone, tra cui 19 operatori di MSF, sono rimasti feriti. Per MSF questo attacco rappresenta una grave violazione del Diritto Internazionale Umanitario. Tutti gli elementi in questo momento portano ad attribuire i bombardamenti alle forze della Coalizione internazionale. MSF chiede alla Coalizione un resoconto completo e trasparente sui bombardamenti effettuati a Kunduz sabato mattina. MSF chiede inoltre un’investigazione indipendente per garantire la massima chiarezza e trasparenza.

E, ancora:

Il bombardamento è stato perpetrato nonostante MSF avesse fornito (l’ultima volta il 29 settembre) le coordinate GPS dell’ospedale agli ufficiali militari e civili Afghani e della Coalizione, per evitare che venisse colpito. Come è prassi ordinaria nei contesti di guerra, MSF aveva comunicato la posizione esatta dell’ospedale a tutte le parti del conflitto. Subito dopo l’attacco, l’equipe di MSF ha cercato disperatamente di salvare la vita dei colleghi e dei pazienti feriti, allestendo una sala operatoria di fortuna in una stanza risparmiata dai bombardamenti. Alcuni dei feriti più gravi sono stati trasferiti in un ospedale a Puli Khumri, a due ore di auto di distanza.

Afghanistan, Nato bombarda ospedale di MSF. Kabul: "Nascondeva terroristi"

14.30 - Dopo le accuse di Msf alla Nato e alle autorità afghane, arriva la replica del governo di Kabul. Il ministero dell'Interno rende noto che al momento del bombardamento nell'ospedale di Medici senza frontiere "si nascondevano 10-15 terroristi".

In una conferenza stampa, il portavoce del ministero, Siddiq Siddiqi, ha dichiarato che "tutti i terroristi sono stati uccisi, ma fra le vittime ci sono stati anche dottori". Siddiqi ha puntualizzato che circa 80 membri dello staff dell'ospedale, fra cui 15 stranieri, sono stati messi in salvo.

I 9 morti confermati sono medici dell'organizzazione (al momento non è stata resa nota la loro nazionalità), ma non c'è un bilancio delle vittime tra i pazienti.

Ovviamente, la dichiarazione del governo afghano andrà valutata e approfondita. Il fatto che ci fossero miliziani talebani nella struttura, anche se l'ipotesi è tutta da verificare, non giustificherebbe il bombardamento. E, inoltre, tali affermazioni mettono in dubbio "l'errore" della Nato, o meglio "i danni collaterali" del bombardamento, così come sono stati definiti dal colonello Tribus.

13.00 - L'"errore" dei caccia-bombardieri Nato a Kunduz sta provocando forti polemiche. Mentre è stato accertato che le vittime tra il personale sanitario di Msf è salito a 9, l'organizzazione umanitaria accusa la Nato su Twitter di gravi negligenze: "Il bombardamento è andato avanti per più di 30 minuti dopo che gli ufficiali militari americani e afghani ne sono stati informati".

Ed ha aggiunto in un successivo Tweet: "Vogliamo chiarire che tutte le parti in conflitto,comprese Kabul e Washington, avevano coordinate dell'ospedale"

Emergency, la Ong di Gino Strada, ha espresso solidarietà a Msf

3 ottobre 2015 - In Afghanistan, a Kunduz, dei caccia-bombardieri della Nato hanno colpito per errore un ospedale di Medici Senza Frontiere. A renderlo noto, dopo una denuncia della stessa organizzazione umanitaria, è stato il comando dell'Alleanza Atlantica. Nell'attacco sono rimasti uccisi tre medici e risultano esserci almeno 30 dispersi.

"Alle 2.15 ora locale il centro traumi di Msf a Kunduz è stato colpito ripetutamente volte durante un intenso bombardamento ed è stato gravemente danneggiato", si apprende da un comunicato stampa diffuso da Msf. Mentre il colonnello americano, Brian Tribus, ha ammesso che l'attacco su Kunduz: "potrebbe avere causato 'danni collaterali' ad una struttura medica della città".

La propaganda talebana, intanto, prova subito a monopolizzare l'accaduto, parlando di "selvaggio attacco" in cui sono stati "martirizzati decine di medici, infermiere e pazienti".
L'Emirato islamico dell'Afghanistan, sostiene attraverso il suo portavoce, Zabihullah Mujahid, che si tratta "di crimine americano". E aggiunge che l'attacco della Nato mostra agli afghani e al mondo "la natura spietata ed ipocrita degli invasori e dei loro mercenari".

Kunduz è sta parzialmente rioccupata dai talebani il 28 settmbre scorso. Ciò rivela ancora una volta la fragilità delle truppe del Presidente afghano, Ashraf Ghani, e la loro dipendenza dalle forze Nato. Di fatto, il paese è ancora in guerra e molto probabilmente Obama sarà costretto a rivedere la riduzione delle truppe americane oltre il 2016.

I talebani considerano Kunduz uno dei luoghi "sacri" della propria organizzazione, da qui il mullah Omar stabilì legami politico-amministrativi e teologico-culturali. L'area in cui è ubicata la città, inoltre, è l’unica via d’accesso alle province di Badakhshan e Takhar.

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