Londra, Assange: la polizia interrompe la sorveglianza dell'ambasciata dell'Ecuador

Sono stati spesi 12 milioni di sterline in tre anni in attesa che l'attivista australiano, fondatore di Wikileaks, si consegnasse alle autorità.

L'ambasciata dell'Ecuador a Londra non sarà più sotto la sorveglianza continua del Metropolitan Police Service (MPS), lo ha annunciato Scotland Yard con un comunicato stampa. Oltre 1200 giorni, tanti ne sono passati, da quando Julian Assange, fondatore di Wikileaks, si è rifugiato nell'edificio di Knightsbridge, pieno centro della capitale inglese. In questi 40 mesi agenti di Scotland Yard hanno aspettato 24 ore su 24, 7 giorni su 7, il momento giusto per arrestare l'australiano. Invano, perché in tutto questo tempo non ha mai lasciato l'edificio, d'altra parte l'Ecuador gli aveva garantito ospitalità a tempo indeterminato.

L'altra faccia della medaglia è rappresentata dai costi di questa mastodontica, quanto inutile, operazione, il cui computo viene mantenuto con precisione dalla pagina govwaste.co.uk. In oltre tre anni il servizio di polizia metropolitana ha speso oltre 12 milioni di sterline, una cifra stimata qualche mese fa (basata sui salari dei poliziotti e altri dati diffusi pubblicamente) e in qualche modo confermata dagli stessi vertici di Scotland Yard. Un'enormità che non ha prodotto nessun risultato, tanto che l'MPS ha dovuto ammettere oggi che, nonostante l'arresto dell'attivista resti una priorità, non appare più proporzionato lo sforzo di mantenere una presenza costante di agenti presso l'ambasciata.

Il luogo in questi mesi è stato spesso meta di pellegrinaggio di molti sostenitori di Assange che lo vedono come una persona condannata alla reclusione senza aver subito nessuna condanna. In questi tre anni non sono mancati i progetti per aiutarlo ad evadere, si è pensato di farlo uscire dall'ambasciata sotto mentite spoglie oppure sfruttando l'immunità diplomatica di una vettura in dotazione agli ecuadoriani. Nulla che poi ha avuto un seguito.

Assange si era consegnato spontaneamente a Scotland Yard nel dicembre di 2010 dopo che su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale emesso dalla Svezia, in risposta alla denuncia di due sue ex amanti. Qualche giorno dopo è stato rilasciato su cauzione, poco la Gran Bretagna ha firmato l'estradizione e respinto il suo appello. Per paura che il passaggio in Svezia fosse solo un modo per essere consegnato agli Stati Uniti, dove è indagato per spionaggio, si è rifugiato nell'ambasciata ecuadoriana, il paese sudamericano aveva già espresso la sua disponibilità a ospitarlo sul proprio territorio. Da allora sono passati oltre tre anni e la situazione è chiaramente finita in una fase di stallo.

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