Migrante afghano ucciso dalla polizia bulgara

E' il primo caso di migrante ucciso dalla Polizia durante il transito in Europa

Ieri sera, giovedì 15 ottobre 2015, un migrante afghano che transitava dal confine turco in Bulgaria, è stato ucciso dalla polizia bulgara dopo che gli agenti di guardia al confine hanno sparato alcuni colpi di avvertimento per cercare di fermare il gruppo di 54 persone che stava tentando di entrare in Europa attraversando il confine vicino alla città di Sredets.

Secondo quanto spiegato da Georgi Kostov, un alto responsabile del Ministero degli Interni bulgaro all'agenzia AFP, l'uomo sarebbe stato colpito accidentalmente da un proiettile e morto poco dopo l'arrivo in ospedale.

"Nessun migrante era armato, ma comunque hanno fatto resistenza"

Stando a quanto ricostruito dal Ministero degli Interni gli agenti avrebbero in effetti sparato in aria e l'uomo sarebbe stato colpito da un proiettile in ricaduta

Secondo quanto ha riferito questa mattina la radio pubblica bulgara BNR il gruppo di migranti era stato individuato dagli agenti di stanza alla frontiera, che avevano intimato l'alt, non rispettato: dopo il rifiuto, racconta l'emittente, ci sarebbero stati dei piccoli scontri durante i quali sarebbero stati esplosi i colpi d'avvertimento.

Il portavoce dell'Alto commissario Onu per i rifugiati (Unhcr) in Bulgaria, Boris Cheshirkov, ha qualificato l'incidente come "estremamente deprecabile". Ha inoltre condannato la politica di respingimenti attraverso barriere poliziesche dei migranti.

Si tratta del primo caso noto di sparatoria mortale delle forze dell'ordine con obiettivo un migrante che tenta di entrare in Europa (anche se la Bulgaria è area non-Schengen): il primo ministro bulgaro Boyko Borisov è stato costretto a lasciare il vertice Ue a Bruxelles ed è rientrato in patria. In questi mesi il confine tra la Bulgaria e la Grecia ha visto passare migliaia di profughi, la maggior parte in fuga dalla guerra in Siria.

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