Aereo russo esploso in volo, Mosca: "Sappiamo chi è stato"



25 dicembre 2015
- Il capo del Servizio di sicurezza federale russo Alexander Bortnikov ha annunciato in una conferenza stampa che Mosca ha individuato i gruppi che hanno organizzato l'attentato contro l'aereo russo in Egitto, esploso in volo lo scorso ottobre.

Bortnikov non ha fatto nomi, relativamente a quanto annunciato. Secondo l'agenzia Ria Novosti, che cita il vice ministro degli Esteri di Mosca Gennady Gatilov, Russia e Stati Uniti avrebbero trovato un accordo sui maggiori gruppi che devono essere considerati "terroristi" in Medio Oriente.

18 novembre 2015 - L’agenzia russa Interfax, citando non ben precisate fonti, ha reso noto questa mattina che a far esplodere l’aereo russo in Egitto sarebbe stata una bomba a orologeria fatta salire a bordo del volo, probabilmente posizionata sotto il sedile di uno dei passeggeri.

martedì 17 novembre, ore 09.30 - L'aero russo caduto nel Sinai è esploso a causa di un atto terroristico. A riferirlo con certezza, questa mattina, il presidente russo Vladimir Putin. Più dettagli sono stati dati dal capo della sicurezza russa, che ha spiegato che sono state ritrovate tracce di esplosivo, confermando così l'ipotesi che era ritenuta più probabile.

mercoledì 11 novembre, ore 14.30 - Il Governo egiziano cerca di respingere le ipotesi di un atto terroristico, per non spaventare i turisti, mentre continuano gli abbandoni di Sharm. "Sullo schianto dell'aereo russo in Sinai i media Usa e Gb hanno diffuso una immagine negativa dell'Egitto e hanno dipinto scenari che ancora non sono stati dimostrati - dice il ministro del Turismo egiziano Hisham Zaazou - quando scrivono di un atto terroristico o della possibile bomba a bordo dell'aereo. Il ministro spiega che le misure di sicurezza adottate sono conformi agli standard di sicurezza più elevati.

martedì 10 novembre, ore 11.30 - La Gran Bretagna continua a ritenere l'ipotesi Isis la più plausibile: "È altamente probabile che un membro o un simpatizzante dell'Isis abbia piazzato una bomba a bordo dell'Airbus russo. Tuttavia, non voglio dire che si è trattato di un attacco diretto dal quartier generale dell'Isis in Siria. Può essere che sia stato un individuo ispirato dall'Isis, che si è autoradicalizzato ed ha agito a nome dell'Isis senza che il gruppo lo abbia guidato", sono le parole di Philip Hammond, capo della diplomazia britannica.

lunedì 9 novembre, ore 10.05 - Secondo quanto riferiscono le agenzie stampa russe Ria Novosti e Itar Press nelle ultime 24 ore, con una serie di trasporti aerei speciali, Mosca ha rimpatriato 11.000 turisti russi che erano rimasti bloccati in Egitto.

Intanto l'ipotesi di una bomba a bordo prende sempre più spazio: una fonte anonima della commissione di inchiesta egiziana avrebbe rivelato che il “rumore registrato dalle scatole nere” dell’aereo è compatibile con “l’esplosione di un ordigno”, in linea con quanto già affermato da Stati Uniti e Gran Bretagna.

Il governo egiziano però respinge ogni ipotesi, sostenendo che è troppo presto per trarre conclusioni e mostrandosi irritato per la fuga di notizie e per la "scarsa collaborazione" tra intelligence internazionali.

domenica 8 novembre - Sarebbe l’egiziano Abu Osama al-Masri la mente dietro l’attentato compiuto sull’aereo russo decollato da Sharm el Sheik. Lo scrive il Sunday Times che cita informazioni riservate provenienti dall’intelligence britannica.

Al-Masri era già considerato come “persona di interesse” dai servizi segreti britannici in quanto leader degli Ansar al Beyt al Maqdis che operano da alcuni anni nel Sinai e che lo scorso anno si sono legati al Califfato di Abu Bakr al Baghdadi.

Secondo le fonti di intelligence, gravi mancanze nei sistemi di controllo e nelle telecamere di sorveglianza avrebbero facilitato il piano degli attentatori.

Intanto sono rientrati nella notte tra sabato e domenica a Malpensa i primi turisti italiani che erano rimasti bloccati a Sharm el Sheik in seguito al disastro aereo. Si tratta dei passeggeri di un volo Easyjet che ha fatto scalo a Londra. Un’odissea durata, per alcuni, anche oltre 24 ore, con code interminabili all'aeroporto e controlli ripetuti.

L'aereo russo è esploso in volo: si indaga anche allo scalo di Sharm el Sheik

ore 19.55 -

Nell’ultimo secondo della registrazione della scatola nera si sente un rumore anomalo che potrebbe essere un’esplosione. Nella conferenza stampa organizzata dal Ministero dell’Aviazione civile egiziano, Ayman el-Mokaddem, il funzionario che coordina le indagini, ha detto che, allo stato attuale, non è ancora possibile dare una versione definitiva della questione. I resti del velivolo sono disseminati in un raggio di 13 chilometri e anche questo elemento potrebbe far pensare a un’esplosione in volo. I detriti sono stati trasportati al Cairo per essere analizzati.

Intanto è stata aperta un’indagine su tutto il personale dello scalo di Sharm el Sheik entrato in contatto con l’aereo russo caduto lo scorso sabato. Gli inquirenti hanno già cominciato gli interrogatori e stanno sorvegliando tutti coloro che hanno lavorato alla preparazione del volo della Metrojet.

Fra le varie ipotesi vi è anche quella dello scoppio di una bombola da sub.

Il volo è durato 23 minuti e 14 secondi, al momento dell’esplosione si trovava ancora nella fase di salita, guidato dal pilota automatico a una quota di 4 mila metri e a una velocità di 477 km/h.

Per capire meglio che cosa sia stato quel rumore occorrerà attendere l’analisi dello spettro delle onde fatta in un laboratori specializzato. Al momento la commissione che si occupa dell’inchiesta non sta scartando alcun tipo di scenario.

ore 18.15 -Due i voli della compagnia low cost EasyJet che nel tardo pomeriggio di oggi stanno riportando i passeggeri italiani a casa. La compagnia aveva fatto sapere all’inizio del pomeriggio che i turisti sarebbero stati trasferiti da Sharm el Sheik a Londra Luton, per poi raggiungere Milano Malpensa.

La compagnia ha contattato i 445 passeggeri in modo da consentire loro di partire al più presto, con i due voli che erano schedulati per le 17 e per le 18 (ora locale egiziana).

ore 13.40 - L’ipotesi dell’attentato terroristica è attualmente privilegiata nelle indagini sul disastro del sfortunato volo 7K9268 della Kogalymavia. Dalle analisi effettuate sulle scatole nere sarebbero infatti emersi elementi indicanti in maniera inequivocabili un’esplosione in volo. Sarebbe dunque da scartare l’ipotesi di un cedimento strutturale dell’aereo.

A riferirlo per prima è stata la televisione France 2 che ha citato una fonte investigativa anonima: nelle registrazioni si sentirebbe un rumore non attribuibile a un guasto al motore.

Intanto i primi turisti inglesi bloccati a Sharm el Sheik dopo lo stop ai voli sono atterrati all'aereoporto londinese di Gatwick, dopo aver affrontato diverse difficoltà logistiche.

7 novembre 2015, ore 9.56 - Due mesi e mezzo fa, il 23 agosto, un missile dell’esercito egiziano sfiorò un aereo in fase di atterraggio all’aeroporto di Sharm el Sheik e solamente l’abilità del comandante, accortosi del missile lanciato da terra, evitò che il Boeing 737 della Thomson con 189 passeggeri venisse abbattuto.

La notizia del Daily Mail è stata confermata dal ministero dei Trasporti di Londra: il comandante, vedendo un missile partire da terra e non essendo ai comandi, ordinò al co-pilota di mettere in atto una manovra evasiva verso sinistra, in modo da schivare il razzo che passò a 300 metri dall’aereo, un’inezia in termini aeronautici.

L’atterraggio del volo partito da Londra Stansted avvenne in sicurezza e, a quanto pare, senza che i 189 passeggeri si accorgessero della manovra evasiva.

Secondo i servizi segreti britannici sarebbe stato utilizzato uno Stinger (Usa) o uno Strela (Russia), due razzi con una gittata massima di 4000 metri, una tesi esclusa per l’Airbus A321 che volava a 9400 metri e dovrebbe essere stato fatto esplodere da una bomba a bordo.

Aereo russo caduto, Putin ordina la sospensione dei collegamenti con l'Egitto

19:56

- Il volo EasyJet che sarebbe dovuto partire da Sharm El Sheik in serata per portare a Milano Malpensa gli italiani bloccati da giorni in Egitto è stato annullato. Il volo sarebbe dovuto atterrare alle 3:45 di questa notte.
EasyJet ha detto che nonostante gli sforzi portati avanti dalla compagnia aera con le autorità britanniche, italiane ed egiziane, "il piano di recupero dei passeggeri previsto per questa sera non è più attuabile". I turisti saranno ospitati in un hotel anche per questa notte.

15:39 - Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha annunciato che il Presidente russo Vladimir Putin ha ordinato di sospendere tutti i collegamenti aerei tra Russia ed Egitto fino a quando non saranno chiarite le cause del disastro dell'A321 caduto nel Sinai.

12:07 - Il governo britannico ha interrotto il blocco aereo dall'Egitto e verso l'Egitto e sta facendo tornare in patri i propri cittadini che erano rimasti bloccati a Sharm-el-Sheikh che però potranno tornare a casa solo senza bagagli. Sono infatti oltre 4mila i turisti britannici che si trovano in Egitto mentre sono solo 25 i voli devono bastare per tutti.

Intanto la Russia ha precisato che la possibilità che sull'areo precipitato nel Sinai ci fosse una bomba è solo una supposizione. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha ribadisti che "si sta conducendo un'inchiesta e per ora non si esclude alcuna ipotesi", poi ha aggiunto:

"Non sappiamo che dati usino i nostri colleghi britannici per supporre che il disastro aereo sui cieli del Sinai sia stato provocato da una bomba. Londra non ha condiviso queste informazioni con Mosca"
6 novembre 2015

- I governi britannico e americano sono convinti che l'Airbus A321 russo della Metrojet sia caduto a causa di una bomba dell'Isis. Le intelligence dei due Paesi sono arrivate a queste conclusioni in base alle comunicazioni via Internet tra i membri dello Stato Islamico tra Siria ed Egitto. A portare la bomba a bordo sarebbe stato un passeggero oppure, molto più probabilmente, un bagaglio fatto salire a bordo con la complicità di un addetto alla sicurezza o al servizio bagagli.

A Londra Cameron incontra al-Sisi

5 novembre 2015


12:20 - È in corso al numero 10 di Downing Street l'incontro tra il primo ministro del Regno Unito David Cameron e il presidente egiziano Abd al-Fattah al-Sisi. Il faccia a faccia è descritto come carico di tensione per la decisione dell'UK di sospendere in via precauzionale tutti i voli per Sharm el-Sheikh, l'ipotesi che a far cadere l'aereo russo possa essere stata una bomba si fa sempre più forte e ci sono riserve sulla bontà delle misure di sicurezza implementate nell'aeroporto della località turistica del Mar Rosso. La decisione è stata presa quando il capo di stato del paese africano era in volo verso l'Europa.

Intanto la polizia inglese ha arrestato 5 persone che manifestavano davanti ai cancelli di Downing Street proprio contro il presidente egiziano. Indossavano delle tute bianche e sulle spalle avevano scritto "Libertà" e "Diritti umani". Ufficialmente sono stati prelevati dalle forze dell'ordine poiché intralciavano la normale circolazione.

Intanto il Regno Unito si sta organizzando per portare a casa i cittadini rimasti bloccati in Egitto. All'inizio si pensava di affidare il compito a degli aerei militari, poi si è deciso che saranno i tour operator a gestire la vicenda poiché più attrezzati. Sono previsti decine di voli vuoti in partenza dall'Inghilterra e diretti verso Sharm el-Sheikh. Resta il blocco precauzionale dei voli, la compagnia low cost easyJet ha annunciato che tutti i clienti saranno rimborsati.

Piovono però critiche da parte del ministro per l'Aviazione Civile egiziano Hossam Kamal che ritiene infondata l'ipotesi di una bomba, almeno stando a quanto emerso fino a questo momento dall'indagine. Ha poi aggiunto che anche oggi 39 voli sono previsti per Sharm el-Sheikh: 23 dalla Russia, ma anche 9 dall'Ucraina, 3 dall'Italia, uno dalla Turchia, dal Belgio e dalla Giordania e due dall'Arabia Saudita.

5 novembre 2015 - Perché l'aereo russo è caduto? Continuano a farsi ipotesi, ma quella al momento più probabile è la presenza di una bomba a bordo del velivolo.

Un articolo della BBC riporta dichiarazioni delle autorità britanniche e americane. Philip Hammond, segretario di stato degli esteri del Regno Unito, ha detto: "C'è una forte probabilità che lo schianto sia dovuto ad un esplosivo a bordo dell'aereo". Hammond ha aggiunto che lo stop dei voli tra UK e Sharm el-Sheikh è solo precauzionale ed è stata fatta a malincuore.

Un ufficiale statunitense, in forma anonima, ha detto all'Associated Press che probabilmente un gruppo affiliato all'ISIS ha messo una bomba sull'Airbus.

Airbus caduto, esplosione di un motore?

4 novembre 201519.20

- La Gran Bretagna ha annunciato oggi con una nota in arrivo da Downing Street che in attesa che venga fatta chiarezza sulle cause dell’incidente tutti i voli tra l’UK e Sharm el-Sheikh sono sospesi a partire da stasera.

Vogliamo sottolineare che si tratta di una misura precauzionale e che stiamo lavorando a stretto contatto con le compagnie aeree.
16.50

- Il quotidiano egiziano Al-Masri al-Yaum, citando non ben precisate fonti vicine alla commissione che si sta occupando di fare chiarezza sull’incidente aereo nel Sinai, anticipa che l’analisi delle scatole nere suggerirebbe l’esplosione di uno dei motori del velivolo:

La presenza di una potete esplosione, l’improvvisa perdita di potere ai motori, un incendio in parte della fusoliera e la distruzione di parte dell’aereo in aria.

É quanto sarebbe emerso finora, in linea anche con quanto riferito alla stampa britannica da uno dei medici che ha analizzato i resti delle vittime. Secondo il medico, infatti, circa un quinto delle vittime sarebbe rimasto seriamente ustionato poco prima della morte, forse a causa dell’incendio divampato nella fusoliera.

Mentre la commissione continua a fare il proprio lavoro, prosegue l’identificazione dei corpi. Ad oggi solo 44 delle 224 vittime sono state formalmente identificate e i corpi di tre di loro sono già stati restituiti alle famiglie.

Dalla Germania, intanto, arriva la conferma che le registrazioni vocali contenute nelle scatola nera sono state seriamente danneggiate nell’incidente e non è chiaro se si riusciranno a recuperare o se le indagini dovranno farne a meno.

4 novembre 2015, ore 9.10 - Le indagini sull’incidente dell’Airbus 321 della compagnia russa Kogalymavia proseguono senza sosta, condotte da Russia, Egitto e Irlanda, dove il velivolo era stato registrato. In queste ore, lo ha confermato il ministro dell’aviazione civile egiziana, Hossam Kamal, ci si sta concentrando sui registri di volo recuperati dalle scatole nere, ma è ancora presto per avere certezze sull’accaduto.

Quello che sembra certo è che le rivendicazioni da parte di elementi vicini allo Stato Islamico, l’ultima è di poche ore fa, non hanno alcun fondamento. Lo ha ribadito ancora una volta l’Egitto, definendo quelle rivendicazioni come semplice propaganda.

Intanto, mentre il ministro Kamal precisa che il rapporto finale sarà necessario diverso tempo, fonti ufficiali russe hanno confermato che 33 delle vittime dell’Airbus 321 sono già state identificate dai famigliari al Cairo.

Airbus russo precipitato nel Sinai: tutto normale nelle registrazioni delle scatole nere

3 novembre 2015, ore 09:30

- Filtrano le prime indiscrezioni sui dati contenuti nelle scatole nere, in particolare quella che registra l'audio in cabina di pilotaggio. L'agenzia di stampa russa Interfax, che cita una fonte del Cairo vicina all'inchiesta, riferisce che i piloti non avrebbero segnalato anomalie e che tutto procedeva regolarmente fino a quattro minuti prima che il velivolo sparisse dai radar. Se così fosse verrebbe smentita definitivamente la voce secondo la quale i piloti avrebbero chiesto di poter effettuare un atterraggio d'emergenza.

Ancora non si sa quindi perché l'Airbus A321 con 224 persone a bordo sia precipitato ma dall'America arriva una nuova pista, ne riferisce la CNN. Un satellite americano avrebbe rilevato un flash di calore nella zona nel momento in cui l'aereo sarebbe precipitato, ma serviranno ulteriori analisi per capire di cosa si potrebbe trattare. Non è possibile infatti al momento se quel segnale sia stato originato a terra o in aria. Un dato del genere potrebbe indicare un esplosione in cielo, ma potrebbe essere stato originato anche dall'impatto dell'Airbus con il suolo.

Airbus russo Kogalymavia: niente tracce di esplosivo, ma non si esclude terrorismo

Ore 18:25

- Una fonte del Cairo citata dall'agenzia russa Ria Novosti ha fatto sapere che per ora non sono state trovate tracce di esplosivo sui frammenti dell'aereo russo precipitato nella penisola del Sinai due giorni fa. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha ribadito tuttavia che per ora non si può escludere alcuna pista e resta dunque in piedi anche quella dei terroristi, per ora non resta che attendere i risultati delle indagini e in particolare l'esame delle scatole nere ritrovate in buone condizioni, evitando speculazioni. Anche il direttore della National Itelligence Usa, James R. Clapper, ha detto che non ci sono prove dirette di un coinvolgimento di terroristi, ma questa ipotesi non può ancora essere accantonata.

Ore 11:28 - Secondo l'agenzia Interfax il pilota dell'Airbus caduto in Egitto non avrebbe inviato l'Sos e non avrebbe chiesto di effettuare l'atterraggio di emergenza. Lo riferirebbero fonti investigative del Cairo secondo le quali non è esclusa l'ipotesi di una bomba, anche perché l'aereo si è rovesciato precipitando. Un dirigente della compagni aerea a cui apparteneva l'Airbus sostiene che la sciagura possa essere conseguenza solo di un "fattore esterno".

2 novembre 2015, ore 9:15 - Si continua a lavorare per cercare di fare chiarezza sulle cause che hanno portato al disastro aereo che è costato la vita a 224 persone. Ufficiali russi ieri hanno confermato che dalle prime indagini l'aereo, un Airbus A321 Kogalymavia/Metrojet, sarebbe esploso in volo, dettaglio che è stato dedotto dall'area molto ampia su cui sono sparsi i detriti. È però ancora presto per capire cosa sia potuto accadere. Le ipotesi possono essere diverse: si potrebbe trattare di una bomba a bordo, magari della presenza di un kamikaze, oppure di un problema tecnico che ha portato ad una rapida depressurizzazione.

L'aereo nel 2001 aveva subito un "tailstrake", era stata danneggiata la coda in fase di decollo, si tratta di un problema di poco conto per il velivolo ma la cui riparazione può essere molto costosa. Ci sono almeno due incidenti, nella storia dell'aviazione civile, che possono essere ricondotti ad un caso di "tailstrike" accaduto anni prima: nel 1985 un volo Japan Airlines precipitò a sette anni di distanza dalla riparazione, nel 2002 la stessa sorte è toccata ad un volo China Airlines, addirittura 22 anni dopo l'incidente precedente. In entrambi i casi si era scoperto poi che la riparazione non era stata effettuata in maniera consona.

Intanto, secondo quanto riferiscono fonti ufficiali, sono 163 i corpi recuperati, il dato è aggiornato al pomeriggio di domenica. Di questi, 144 sono arrivati con un volo militare russo questa mattina a San Pietroburgo, inizierà ora la fase del riconoscimento da parte dei familiari, operazioni che vedranno il via questo pomeriggio. Stasera è previsto l'arrivo di un altro volo con altre salme.

Egitto, precipita aereo di linea russo: si analizzano le scatole nere

16:30

- Un gruppo di esperti internazionali ha cominciato a studiare le scatole nere dell'aereo della Metrojet precipitato ieri in Egitto. Il gruppo è composto da egiziani e russi, a loro si aggiungono anche gli uomini dell'agenzia per la sicurezza francese (BEA) e due loro colleghi tedeschi, questo perché l'aereo in questione è stato progettato in Francia e assemblato in Germania. Il presidente egiziano al-Sisi ha chiesto cautela nel formulare ogni tipo di ipotesi.

Intanto l'agenzia federale dei trasporti russi Rostransnadzor ha imposto alla compagnia aerea Metrojet di tenere a terra tutti gli Airbus A321 in loro dotazione, finché non sarà fatta chiarezza sulle cause dell'incidente. La Russia ha spedito sul luogo del disastro due aerei, a bordo una squadra di investigatori, una di uomini deputati al recupero dei corpi, oltre al ministro dei Trasporti Sololov e a quello delle Emergenze Puchkov. Sono almeno 163 i cadaveri che sono già stati trasportati nei vari ospedali del Cairo. Puchkov ha dichiarato in televisioe che almeno 120 corpi sono pronti ad essere trasportati in Russia, arriveranno a San Pietroburgo già oggi o al massimo lunedì mattina.

1 novembre 2015, ore 10:00 - La scatole nere dell'Airbus A321 appartenente alla compagnia aerea Kogalymavia, conosciuta anche come Metrojet, sono state recuperate e saranno analizzate dall'autorità dell'Aviazione Civile per far luce sulle cause che hanno portato alla sciagura area che ha causato la morte di 224 persone, tra cui 17 bambini. Prevedibilmente gruppi terroristici legati all'Isis ieri hanno rivendicato la paternità dell'attacco, sostenendo di aver abbattuto l'aereo con un missile. La versione però è stata ritenuta altamente improbabile dalle autorità egiziane e da quelle russe che hanno aperto un'inchiesta. Il ministro dell'aviazione civile egiziano Hossam Kamal smentisce anche le voci secondo le quali il pilota avesse fatto richiesta per un atterraggio d'emergenza, non sarebbero dunque stati segnalati problemi tecnici a bordo.

Per ora la causa più probabile è quella del guasto tecnico. Campioni di carburante con cui è stato fatto l'ultimo rifornimento a Samara sono stati prelevati e analizzati per capire cosa possa aver fatto precipitare l'aereo che aveva 18 anni di vita, da una prima analisi non sarebbero emerse irregolarità. Alcune compagnie intanto hanno fatto sapere che modificheranno le loro rotte per evitare l'area del Sinai fino a quando non emergeranno nuovi dettagli, a Lufthansa e Air France si sono aggiunte anche KLM e Emirates, una scelta puramente precauzionale che invece non hanno ritenuto opportuna altri come British Airways e easyJet.

Egitto, aereo di linea russo precipita sul Sinai: 224 morti

18.40

- British Airways e EasyJet, dopo la posizione presa da AirFrance e Lufthansa, hanno precisato che non modificheranno le rotte in seguito all’incidente odierno.

Mentre si avvicina la notte, intanto, le autorità egiziane hanno reso noto che fino ad ora sono stati recuperati 129 corpi e che le operazioni di identificazione tramite DNA sono già in corso nella città del Cairo. Sarà necessario identificare i cadaveri prima di poterli far tornare in Russia.

17.40 - In attesa che venga fatta chiarezza sulla dinamica dell’incidente, Lufthansa e Air France hanno annunciato che eviteranno di far sorvolare ai loro aerei la penisola del Sinai.

15.52 - Anche la Russia ha prontamente confutato la rivendicazione dello Stato Islamico. É stato il ministro dei trasporti Maxim Sokolov a spiegare alla stampa che “questi rapporti non possono essere considerati veri. Siamo in stretto contatto coi nostri colleghi egiziani e al momento non hanno alcun elemento che possa supportare queste menzogne.

15.52 - Era lecito aspettarsi, vista l’area della tragedia, che lo Stato Islamico si facesse vivo. E così è stato: un gruppo jihadista legato all’IS ha provato ad attribuirsi la responsabilità del tragico incidente di oggi, ma le forze di sicurezza egiziane hanno categoricamente esclusa questa possibilità, sostenendo che i missili Manpad in possesso del gruppo terroristico presente nella provincia di Sinai non hanno la portata necessaria per raggiungere gli oltre 9 mila metri di altezza, che è dove si trovava l’area quando ha iniziato a precipitare.

14.45 - L’Association of Tour Operators of Russia ha pubblicato l’elenco di tutti i passeggeri e dei membri dell’equipaggio che si trovavano a bordo del velivolo precipitato.

Intanto dall’Egitto arriva la conferma che circa 150 corpi sono già stati recuperati nel raggio di 5 chilometri dal luogo dell’impatto. Le ricerche proseguono mentre i corpi sono in viaggio verso Il Cairo.

13.40 - La stampa russa scrive oggi che sono in corso perquisizioni negli uffici di Kogalymavia, la compagnia proprietaria del velivolo precipitato. Dall’Egitto, invece, arriva qualche informazione sui passeggeri: almeno 214 erano russi, 3 erano invece originari dell’Ucraina.

13.13 - Fonti ufficiali egiziane hanno confermato pochi istanti fa che nessuna delle 224 persone a bordo dell’Airbus 321 è sopravvissuta all’impatto.

12.24 - Secondo fonti egiziane il velivolo sarebbe precipitato a circa 50 chilometri dall’aeroporto di El Arish, dove il pilota sperava di riuscire a fare un atterraggio di emergenza. Sembra infatti che il pilota, la cui identità non è ancora stata diffusa, abbia chiesto l’autorizzazione per atterrare in seguito a un emergenza, ma sarebbe riuscito nell’intento.

12.10 - Fonti non ancora ufficializzate danno per ritrovata la scatola nera del velivolo.

11.50 - L’agenzia di stampa russa RIA Novosti ha comunicato poco fa che i soccorritori hanno già recuperato i cadaveri di circa un centinaio di persone. E mentre la Russia si sta già operando per indagare sulla vicenda, il ministro dell’aviazione civile egiziano ha già precisato che “è troppo presto per determinare le cause”.

11.28 - Il primo ministro russo Dmitry Medvedev ha ordinato al ministro dei trasporti Maksim Sokolov di volare in Egitto per seguire da vicino tutte le operazioni.

11.26 - Il comitato investigativo della Russia ha già annunciato di aver aperto un’inchiesta per “violazione delle regole di volo e della preparazione delle stesse”, mentre fonti egiziane confermano che il velivolo si è diviso in due parti nell’impatto e che sono già stati recuperati i cadaveri di almeno 5 bambini.

11.20 - Uno degli agenti presenti sul posto ha rivelato che diversi corpi sono già stati recuperati. Tra questi ci sarebbero anche alcuni bambini.

11.10 - Le autorità egiziane hanno già raggiunto il luogo dell’impatto e, secondo le ultime indiscrezioni in arrivo dalla stampa locale, i soccorritori starebbero sentendo delle voci in arrivo dai rottami, segno che alcune delle persone a bordo del velivolo potrebbero essere ancora in vita.

Le operazioni di soccorso e di recupero delle vittime sono già state avviate e i primi resti dei passeggeri sono stati recuperati e trasferiti in altri siti dove saranno analizzati per l’identificazione.

10.05 - Le autorità egiziane hanno confermato l’identificazione del luogo dell’impatto del velivolo e precisato che almeno 20 ambulanze sono state inviate sul posto. Il primo ministro egiziano Sharif Ismail ha già annunciato di aver formato una commissione che si occuperà di affrontare questo momento di crisi.

Fonti russe, intanto, precisano che la maggior parte dei passeggeri presenti sul volo era rappresentata da turisti di nazionalità russa..

9.00 - Un aereo di linea della compagnia russa Metrojet (Kogalymavia fino al 2013), decollato alle 7.21 di oggi dall’aeroporto di Sharm el Sheikh, è precipitato pochi minuti dopo nell’area del Sinai.

La tragedia è stata confermata dall’aviazione militare egiziana, che avrebbe già identificato il luogo in cui il velivolo, un Airbus 321 diretto a San Pietroburgo, si sarebbe schiantato. A bordo, secondo quanto precisano le principali agenzie di stampa russe, c’erano 217 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio, per un totale di 224 persone.

Del velivolo si erano perse le tracce 23 minuti dopo il decollo, intorno alle 8.00, ma solo pochi istanti fa è arrivata la conferma della tragedia. Al momento non sono ancora state avanzate ipotesi sulle cause, si dovrà attendere il recupero della scatola nera per avere informazioni più precise sull'accaduto.

kogalymavia-airbus-321.jpg

(in aggiornamento)

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 48 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

0 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO