Scusateci

Sono un giornalista. Sono il direttore di Blogo.it. E volevo chiedervi scusa perché ieri ho sbagliato.

Stavo seguendo i fatti di Parigi per la cronaca che stiamo facendo su Blogo. La linea che abbiamo seguito in redazione è quella di evitare qualsiasi tipo di considerazione personale e limitandoci a tutto quel che era confermato, aggiornando il punto senza cedere a tentazioni di faciloneria. Abbiamo riassunto i fatti noti, le dinamiche secondo le ricostruzioni più acclarate e le bufale.

Ieri sera, tra le altre fonti, seguivo la lunga diretta di SkyTg24. Ad un certo punto hanno mandato in onda questa foto.

Foto Bufala Parigi SkyTg24

Mentre la mandavano in onda, l'inviato ha parlato del fatto che gli era stata inviata da fonti che non poteva rivelare e che si trovava su uno dei social più utilizzati da un "magazine" vicino all'Isis. Questa parte è stata più volte reiterata. Ho preso l'immagine, l'ho cercata su Google Images e su altri strumenti online, non ho trovato evidenze della bufala e dunque l'ho inserita nella nostra cronaca, citando regolarmente la mia fonte (SkyTg24).

Ora, è venuto fuori che era una bufala. Me l'ha scritto Giorgia Iovane, autrice di Blogo, che lo ha letto – pensate un po' – su Buzzfeed.

In realtà, la persona raffigurata nella foto non è affatto un terrorista. Si chiama Veerender Jubbal ed è – ironia della sorte – un giornalista freelance.


Sul suo profilo Twitter e sul pezzo di Buzzfeed c'è tutta la storia.


Questo, invece, è il confronto tra la foto originale (a destra) e quella photoshoppata e poi trasmessa (a sinistra).


Ecco, credo di dovervi chiedere scusa. Ho sbagliato, mi sono fidato e ho sbagliato. A mia discolpa potrei dire che in questi momenti concitati, quando si seguono storie che non si possono seguire direttamente, è difficile discriminare. Ma fino a quel momento ce l'avevamo fatta e non avrei dovuto fidarmi, avrei dovuto aspettare, dubitare ancora, fare una verifica in più. Mi sono lasciasto convincere, e non avrei dovuto farlo.

Scusatemi.

Anzi, se potete, scusateci tutti. Il plurale lo metto perché, umilmente, mi sento di doverlo fare a "nome" del giornalismo tutto. Sbagliamo anche noi. Sbagliamo spesso. A volte in mala fede. A volte in buona fede.

I giornalisti dovrebbero raccontare fatti: molte volte vengono mescolati a opinioni o propaganda. A volte si sbaglia. Quasi mai lo si ammette e si chiede scusa, troppo spesso ci si rende complici, offrendo un cattivo servizio ai nostri lettori o spettatori, del progressivo deterioramento della qualità di questo mestiere.

Ecco perché vi chiedo scusa.

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