Siria: uccisa a Raqqa la reporter che ha sfidato l'Isis

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Ruqia Hassan, meglio nota in rete come Nissan Ibrahim, è stata uccisa a settembre dai miliziani dello Stato Islamico. La ragazza, 30 anni, sarebbe stata accusata dai miliziani del Califfato di essere una spia, legata a gruppi che si battano contro il regime di Bashar al-Assad, ma in competizione con l'autorità di Abu Bakr al-Baghdadi.

A dare la notizia all’associazione giornalistica Syria Direct sono stati degli attivisti locali. Ieri, poi, i media del Regno Unito hanno rilanciato l'informazione, evidenziando che dal mese di ottobre 2015 sono almeno cinque i giornalisti scomodi assassinati dall'Isis.


Raquia aveva acquisito una certa credibilità in rete per la sua coraggiosa attività di citizen journalism. Non si era mai risparmiata nel denunciare le aberrazioni del sistema sociale del Daesh. Un attivista, per ricordarla, ha twittato anche i suoi ultimi messaggi su Twitter. Uno di questi recita: "Ho ricevuto minacce di morte ma quando l’Isis mi arresterà e mi ucciderà sarà ok perché loro mi taglieranno testa e io ho la dignità".


L’Independent ha tradotto anche l'ultimo aggiornamento su Facebook della giornalista, pubblicato a luglio. Come sempre, Raquia ha mostrato molta ironia davanti alle censure degli islamisti, scrivendo "avanti tagliateci internet, i nostri piccioni viaggiatori non se ne lamenteranno".

Ricordiamo che nel mese di dicembre l'Isis ha ucciso anche l'attivista Naji Jerf, il cui ultimo lavoro è stato un documentario di denuncia sulle violazioni dei diritti umani commessi ad Aleppo.

Credit Photo | Twitter

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