Atene, caso Aegean Airlines: israeliani costringono due palestinesi a scendere dall'aereo

An Airbus A-321 of the Greek airline Aegean uses taxiways prior to take off at Paris Roissy Charles de Gaulle airport in Roissy-en-France, north of Paris on July 18, 2012. AFP PHOTO / ALEXANDER KLEIN        (Photo credit should read ALEXANDER KLEIN/AFP/GettyImages)

E' noto, almeno ai commentatori più onesti, che i palestinesi sono costretti a vivere in un regime di "semi"-apartheid ad Israele e nei territori occupati. Ma è sbalorditivo che la discriminazione possa proseguire anche altrove, magari con l'avallo di una compagnia aerea europea.

Ad Atene, secondo quanto riporta il quotidiano progressista Haaretz, è successo qualcosa di veramente insolito. Il 4 gennaio scorso, dei passeggeri israeliani, imbarcati su un volo della Aegean Airlines (la più grande compagnia greca) diretto a Tel Aviv, hanno praticamente fatto scendere dall'aereo due arabi che avevano superato regolarmente i controlli. E la cosa incredibile è che lo hanno fatto con il sostegno della stessa Aegean Airlines.

Ma ecco precisamente come si è svolta la vicenda. Alle 22,30 di lunedì, l'aereo stava per decollare alla volta della capitale israeliana. Ma ad un certo punto i passeggeri si sono accorti che a bordo c'erano due persone dall'aspetto arabo, che, a parer loro, avrebbero potuto essere terroristi.

Così i passeggeri si sono alzati e si sono disposti lungo il corridoio, impedendo il decollo. Al comandante hanno posto un vero e proprio aut aut: "O i due sospetti scendono o non si parte". A questo punto, si è scelto di procedere con ulteriori controlli sui due arabi, che di fatto avevano già superato le ispezioni all'imbarco. I loro nomi non comparivano su nessuna lista di sicurezza, semplicemente, e forse era proprio questo il problema, erano arabi, o meglio palestinesi, di Gerusalemme Est: uno di nazionalità israeliana e l’altro dotato di permesso di soggiorno ad Israele.

Il comandante, messo alle strette, li ha invitati a scendere e a prendere un volo per il giorno successivo. I due, pur non avendo alcun obbligo a farlo, hanno deciso di lasciare l'aereo e di passare la notte in un hotel offerto dalla compagnia aerea. La Aegean Airlines, attraverso un comunicato, li ha ringraziati per aver consentito la partenza, che altrimenti sarebbe stata impraticabile.

Non paghi, i passeggeri israeliani, prima di partire, hanno insistito nella loro sceneggiata, chiedendo un'ispezione ulteriore del velivolo. A quel punto, il comandante spazientito ha reso noto che chi aveva ulteriori dubbi sulla sicurezza del volo era libero di scendere, perdendo il diritto al rimborso. In questo modo, la questione sicurezza è improvvisamente finita in secondo piano e le proteste si sono spente.

Come riporta Michele Giorgio su Il Manifesto, il caso non poteva non provocare reazioni politiche. L’Autorità nazionale palestinese (Anp) ha chiesto l’apertura di una indagine e ha rivolto accuse di apartheid al premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Inoltre, il Segretario generale dell’Olp, Saeb Erekat, ha dichiarato:

"E'stata una decisione ingiusta e vergognosa siamo indignati, due palestinesi sono stati discriminati dal personale di bordo. Chiediamo al governo greco di adottare misure forti contro questo atto razzista e di risarcire i due passeggeri palestinesi. Il comportamento dei passeggeri israeliani ricorda i peggiori anni dell’apartheid in Sudafrica"

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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