Marò, la Farnesina su Latorre: "Deve restare in Italia per tutta la durata dell'arbitrato"

La Corte Suprema indiana ha stabilito che Massimiliano Latorre può restare in Italia fino al 30 aprile 2016.

Aggiornamento ore 12:45 - La Farnesina è prontamente intervenuta sulla notizia della decisione della Corte Suprema indiana sul caso di Massimiliano Latorre e ha scritto in una nota ufficiale:

"Il Governo ha preso atto della decisione odierna della Corte Suprema indiana di aggiornarsi al 13 aprile per esprimersi sulla vicenda del Fuciliere di Marina Massimiliano Latorre, in attesa di acquisire la posizione del Governo di New Delhi.

Il Governo conferma di riconoscersi nell’Ordine del Tribunale Internazionale per il Diritto del Mare del 24 agosto 2015, che aveva stabilito la sospensione da parte di India e Italia di tutti i procedimenti giudiziari interni. Sulla base di tale Ordine, il Governo ritiene che sia preclusa ogni decisione da parte della Corte Suprema indiana relativamente al Fuciliere Latorre e che pertanto egli possa restare in Italia per tutta la durata del procedimento arbitrale internazionale avviato dal Governo il 26 giugno 2015"

Aggiornamento ore 12:15 - La Corte Suprema indiana ha preso la sua decisione: Massimiliano Latorre potrà restare in Italia fino al 30 aprile 2016.

Il governatore del Kerala rivuole Latorre in India


Oommen Chandy, governatore del Kerala, Stato dell'India meridionale, ha comunicato che oggi chiederà al primo ministro Narendra Modi di far tornare in India Massimiliano Latorre, che è in Italia ancora convalescente per l'operazione subita al cuore. Chandy vuole che il fuciliere ritorni nei tempi previsti dalla sua licenza perché, ha detto, "i marò italiani hanno commesso un crimine in territorio indiano e quindi devono rispondere alle leggi indiane".

Ricordiamo che l'incidente in cui rimasero uccisi due pescatori indiani è avvenuto a circa 20,5 miglia nautiche al largo delle coste del Kerala e inizialmente furono proprio le autorità di quello Stato indiano a processare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, poi, però, la Corte Suprema ha stabilito che il Kerala non ha i poteri per farlo e ha trasferito il processo nella capitale New Dehli.

Intanto il il presidente della Commissione Difesa del Senato Nicola Latorre ha detto che non solo Massimiliano Latorre non tornerà in India, ma che si stanno approfondendo le possibilità per chiedere che anche Salvatore Girone rientri in Italia.
La licenza del marò in convalescenza scade venerdì prossimo e oggi la Corte Suprema dovrà esprimersi proprio su questo argomento, condizionata dall'ordinanza del Tribunale del Mare di Amburgo che ha imposto a India e Italia di "sospendere ogni iniziativa giudiziaria".

La Corte Suprema indiana ha che fare con tre diversi fascicoli su questo caso:
- uno riguarda la causa madre con la richiesta dell'Italia di rimuovere dall'indagine la polizia antiterrorismo Nia per escludere dal processo il SUA Act, la legge indiana per la repressione del terrorismo marittimo
- un altro riguarda l'istanza di Latorre e Girone che sollevano una eccezione di giurisdizione
- il terzo fascicolo ha a che fare con il ricorso firmato da un membro dell'equipaggio di nome Kilsariyan che chiede di reintrodurre nel processo "le principali disposizioni" del SUA Act e dell'Admiralty offences (Colonial Act).

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