Milano, invalido muore da solo in casa: viveva con soli 186 euro al mese

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Una storia di abbandono ed esclusione sociale arriva da Nerviano, comune alle porte di Milano. Ieri è stato ritrovato il corpo senza vita di Giovanni Ceriani, uomo classe '55 che viveva da solo in una casa sita in via Pasubio. Il signor Ceriani era costretto sulla sedia a rotelle a causa di un incidente sul lavoro e viveva di un umiliante e vergognoso sussidio di appena 186 euro mensili che lo Stato gli riconosceva in ragione della sua invalidità, ai quali si aggiungeva un bonus annuale di 1000 euro da parte del Comune.

Ceriani viveva in una casa di proprietà del Comune, ma non poteva permettersi il riscaldamento. A ritrovare il suo cadavere è stata una vicina di casa che ha allertato i soccorsi dopo averlo trovato riverso sul pavimento accanto alla sua sedia a rotelle. Purtroppo i soccorritori hanno potuto soltanto constatare il decesso e far quindi trasportare l'uomo all'obitorio dell'ospedale di Legnano. Sul suo corpo non sono stati ritrovati segni di violenza quindi è probabile che il decesso sia avvenuto per cause naturali, anche se verosimilmente legate al modo di vita non adatto alla sua difficile condizione.

Proprio lo scorso 11 dicembre aveva denunciato la sua situazione esponendo un cartello in Piazza Italia a Nerviano, cercando la solidarietà dei suoi concittadini. Queste le sue parole: «Abito in via Pasubio, in un monolocale assegnatomi dai Servizi sociali e ad affitto calmierato. Non mi posso permettere un impianto di riscaldamento. Ho i fornelli elettrici ed ora mi è arrivata una bolletta della luce di 71 euro, ma non ho i soldi per pagarla. Oramai non so più come fare a risparmiare. Limito qualsiasi spesa. Ma non basta mai. Ed eccomi qui, per la prima volta in piazza, a rivelare pubblicamente la mia vita d’inferno, con una mano tesa e alla ricerca di un barlume di speranza. Tengo tutto conteggiato. La mia vita è un continuo contare, fino davvero all’ultimo centesimo. Basta un minimo errore di calcolo e mi si stravolge tutto il budget mensile, come quando qualche mese fa il bonifico (per colpa di un ente di Rho, ndr) fu spedito per sbaglio a un mio omonimo, un certo Giovanni Ceriani di Lainate. Spero solo che questa persona abbia soltanto il mio stesso nome e non anche la mia stessa disperazione».

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