Il Washington Post supera il New York Times nella battaglia sul web

WASHINGTON, DC - AUGUST 05:  A woman leaves the Washington Post building after the announced sale of the newspaper August 5, 2013 in Washington, DC. The Graham family has agreed to sell the flagship newspaper for $250 million to Amazon.com founder Jeff Bezos.  (Photo by Win McNamee/Getty Images)

Forse il New York Times rimarrà il giornale più influente a livello mondiale, ma ora ha un avversario temibile. Il Washington Post lo ha superato come numero di accessi giornalieri sul web, e nell'era del giornalismo di flusso è un segnale allarmante per la testata fondata nel 1851 da Henry Jarvis Raymond e George Jones.

Le prime avvisaglie del mutamento di tendenza, afferma la compagnia di statistica comScore, sono giunte ad ottobre scorso. In quell'occasione il Post ha superato il suo diretto concorrente, raggiungendo 67 milioni di visitatori e 770 milioni di pagine viste, pari ad un incremento del 95% in un anno.

Del grande successo ha parlato anche Jeff Bezos. Il proprietario del Post e fondatore e proprietario di Amazon, che a fine novembre, in una intervista televisiva alla CBS con il famoso giornalista Charlie Rose, ha dichiarato: "siamo sempre stati un giornale locale, ma abbiamo superato il New York Times per numero di visite on-line, ed è un grande risultato per tutta la nostra squadra".

Il vantaggio nel mese di ottobre accumulato sul New York Times non è stato una mera coincidenza, si è andando consolidando nell'ultimo periodo. Sempre secondo comScore, a dicembre il numero di visite al sito del giornale di Washington ha raggiunto quota 76 milioni. A seguire il Nyt con 70,2 milioni di visitatori, USA Today con 56,2 milioni e il Wall Street Journal con 34,8 milioni.

Così la nuova strategia di Bezos è stata premiata. Da quando è arrivato al giornale ha scelto di investire sulle piattaforme digitali e ha reclutato una serie di nuovi giornalisti web. Tutto ciò, attenzione, non ha però intaccato la qualità del quotidiano, che non ha dimenticato la sua missione investigativa che ebbe un ruolo fondamentale nelle dimissioni del presidente Richard Nixon per lo scandalo Watergate.

Marty Baron, direttore del Post, ha comunque spiegato che il più grande investimento è stato sulle competenze. Il suo giornale, infatti, ha meno assunti del New York Times, ma ha precisato: "scrivere per Internet è diverso perché richiede un tipo di scrittura diversa e poi serve una certa consapevolezza nell'impiego di strumenti video e nei collegamenti ipertestuali".

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