Incidente Germanwings, i medici prescrissero a Lubitz il ricovero in una clinica psichiatrica

Il 24 marzo 2015 Andreas Lubitz fece schiantare un areo Germanwings uccidendo 149 persone.

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13 marzo 2016 - A quasi un anno dallo schianto dell’Airbus A320 della Germanwings gli investigatori francesi hanno diffuso oggi il loro rapporto, frutto delle indagini avviate subito dopo la tragedia, e confermato quanto già emerso nelle ultime settimane.

Il co-pilota Andreas Lubitz, responsabile dello schianto costato la vita a 150 persone, soffriva di gravi problemi psichici e nelle due settimane che hanno preceduto la tragedia aveva incontrato diversi medici, tutti concordi nell’esprimere preoccupazione sulla salute mentale del giovane, ma nessuno pronto ad avvisare la compagnia aerea. E non lo fece neanche lo stesso Lubitz, come ribadito più volte.

Quello che ci riferisce il rapporto è che la situazione era così grave che in almeno un caso al co-pilota fu prescritto un ricovero in una clinica psichiatrica. Questo avvenne due settimane prima del tragico incidente.

Incidente Germanwings, il co-pilota Lubitz soffriva di “psicosi minacciosa”

27 gennaio 2016 - I media francesi hanno rivelato oggi i primi risultati dell’inchiesta sul disastro aereo provocato il 24 marzo 2015 dal giovane co-pilota di un areo Germanwings Andreas Lubitz, che fece schiantare il volo Barcellona-Dusseldorf sulle Alpi provocando la morte di 149 persone.

Agli atti dell’inchieste ci sono i rapporti dei medici che lo avevano visitato e le e-mail scambiate con un psichiatra fino a due settimane prima del tragico schianto.
Al dottore Lubitz scrive che era esausto, che non riusciva a dormire più di due ore a notte e tutto questo perché era tormentato dalla paura di diventare cieco e dunque di perdere il lavoro.

Come racconta Le Parigine, Lubitz diceva di avere un velo sull’occhio e di vedere degli aloni intorno ai puntini luminosi. Tra gennaio e marzo aveva visto addirittura trenta esperti per capire quale problema avesse alla vista, ma i medici si erano resi conto che il suo problema dipendeva dalla testa.

Lubitz, infatti, già nel 2009 aveva attraversato una grave depressione, curata grazie alla psicoterapia, ma nel 2015 aveva ricominciato a sentirsi a disagio e incompreso, preoccupato per i problemi alla vista.

I medici erano arrivati alla conclusione che il giovane soffriva di una psicosi minacciosa, tanto che due diversi dottori gli avevano prescritto dei giorni di riposo, incluso quello, maledetto, in cui ha provocato lo schianto.

A casa di Lubitz c’erano certificati strappati e mai consegnati al datore di lavoro. L’ultima visita medica era del 20 marzo, quattro giorni prima dell’incidente, e aveva dato un quadro positivo: il paziente dormiva meglio e sembrava più sereno, diceva di essere in buoni rapporti con gli amici, i genitori e la fidanzata.

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