Raid Usa in Libia: colpita cellula tunisina legata agli attentati del 2015

Fighters from the Fajr Libya (Libya Dawn) militia fire shells from a tank during clashes with forces loyal to Libya's internationally recognised government, southwest of Sabratha, in the vicinity the Wetia military air base  some 87 kilometres west of the capital Tripoli, on April 28, 2015. AFP PHOTO / MAHMUD TURKIA        (Photo credit should read MAHMUD TURKIA/AFP/Getty Images)

L’aviazione americana ha colpito questa mattina un capo dello Stato Islamico situato a Sabratha, in Libia, facendo oltre trenta morti, secondo quanto riferisce il New York Times. Questa operazione aveva come obiettivo una cellula tunisina che sarebbe connessa agli attentati del museo del Bardo di Tunisi che fece 24 vittime (4 italiani) il 18 marzo 2015 e quello della spiaggia di Sousse in cui, lo scorso 26 giugno, morirono 38 persone.

Secondo il New York Times – che cita fonti del Pentagono – fra le vittime dell’attacco ci sarebbe anche Noureddine Chouchane, presunta “mente” dei due attentati che hanno causato un gravissimo danno d’immagine al turismo tunisino. La notizia della morte di Chouchane, però, non è ancora stata confermata. L’uomo è ritenuto una delle figure più influenti dello Stato Islamico nel Nord Africa.

Secondo quanto riferito da Jamal Naji Zubia, responsabile dei media stranieri a Tripoli, l’aviazione americana ha centrato una casa colonica situata a diversi chilometri da Sabratha.

La maggior parte degli jihadisti uccisi è di nazionalità tunisina.

La presenza dello Stato Islamico alle porte di Sabratha ha destato più di una preoccupazione negli ultimi mesi, anche a causa della vicinanza di un sito archeologico dichiarato Patrimonio dell’Unesco.

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