Le prime pagine di oggi, domenica 13 marzo 2016

Le polemiche tra maggioranza e minoranza Pd, la valanga in Val Pusteria, le "Gazebarie" del centrodestra a Roma, il summit dei socialisti europei a Parigi. Sono queste le notizie che riscuotono maggiore risalto sulle principali testate italiane, oggi domenica 13 marzo 2016.

Il Corriere della Sera titola "Strappo di Parigi sui migranti: 'Ankara si fermi'". L'articolo centrale è dedicato alla tragedia in Val Pusteria: "I sei scialpinisti sepolti dalla neve a tremila metri". Poi spazio alle polemiche nel Pd: "Lite tra Renzi e la minoranza: primarie o solo capibastone". L'articolo di fondo del quotidiano di Via Solferino è di Maurizio Ferrara: "Il rischio di non avere un'agenda".

La Repubblica apre con "Basta austerity Ora L'Europa deve investire", in relazioni alle posizioni assunte dai leader socialisti ieri a Parigi. Al centro, spazio al parto di una migrante nella tendopoli di Idomeni: "Quel bambino nato nel fango ai piedi del nuovo muro". L'articolo di fondo è di Eugenio Scalfari: "Tre anni fa Bergoglio decise di chiamarsi Francesco".

La Stampa apre con un'inchiesta: "Ogni tre giorni restituito un bambino. Così falliscono le adozioni in Italia". A centro pagina spazio alla questione libica: "Libia, tra i migranti in prigione". Il Fatto Quotidiano titola "Renzi vuole l'acqua privata" (occhiello: "Il governo dice sì alla cancellazione dell'obbligo della gestione pubblica"). E infine spazio ad un approfondimento sulla presunta "spy story" nel Movimento 5 Stelle: "Cos'è davvero successo nel caso delle mail del M5s".

Il Manifesto titola "La questione murale", in relazione alla protesta di Blu contro la privatizzazione dei murales a Bologna. Il titolo di taglio alto è focalizzato sull'intervento di Renzi di ieri: "Renzi, Italicum e Ulivo scintille fra opposti Pd".

Il Giornale titola "Berlusconi non molla", in rapporto alle dichiarazioni di ieri dell'ex premier che si è recato alle "Gazebarie" a Roma per sostenere Bertolaso. Libero apre con il mercato del lavoro: "Premi produzione più ricchi ma da oggi dimettersi costa".

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