Salah Abdeslam vuole essere estradato per collaborare con le autorità francesi

Salah Abdeslam starebbe iniziando a prendere coscienza di quello che ha fatto. Questo è quello che sostiene suo fratello Yazid che va regolarmente a trovarlo nel carcere di Bruges dove è detenuto. Salah avrebbe raccontato a Yazid di essersi fatto coinvolgere negli attentati da Brahim, altro fratello dei due, morto da kamikaze a Parigi durante gli attentati dello scorso 13 novembre. Salah sostiene di non aver partecipato all'organizzazione degli attentati bensì di essere stato informato del piano solo poco prima della messa in pratica e quindi, anche per questo motivo, avrebbe poi deciso di tirarsi indietro e di non farsi saltare in aria allo Stade de France. Secondo quanto riferisce Yazid, Salah sarebbe ansioso di essere estradato in Francia per iniziare a collaborare con gli inquirenti transalpini; "lo devo alle famiglie delle vittime" avrebbe detto a Yazid.

Salah Abdeslam: "Se fossi andato fino in fondo ci sarebbero state molte più vittime"

10.10 - Il processo di estradizione per Salah Abdeslam potrebbe essere più veloce di quanto ipotizzato in un primo momento. Lo ha precisato il ministro della Giustizia francese Jean-Jacques Urvoas, secondo il quale tutto si potrebbe concludere nell’arco di una decina di giorni:

In base alla legge belga, il consenso del sospetto a viaggiare per affrontare la giustizia francese è ormai irrevocabile. La procedura è breve, in assenza di circostanze eccezionali, l'estradizione sara' effettuata entro 10 giorni.

2 aprile 2016 - Salah Abdeslam avrebbe deciso volontariamente di non farsi esplodere durante gli attentati di Parigi dello scorso novembre. É quanto ha rivelato alla stampa francese il fratello del giovane, Mohamed Abdeslam, a cui è stata data la possibilità di incontrare Salah nel carcere belga in cui è detenuto dal momento dell’arresto.

Ci sarebbero state molte più vittime. Per fortuna non sono riuscito ad arrivare fino alla fine.

É quanto riferito da Salah a Mohamed nel breve colloquio. Quest’ultimo, riferendo alla tv francese BFMTV, ha anche ribadito l’intenzione del fratello di farsi estradare in Francia, spiegando di voler collaborare con la polizia francese per il suo ruolo nella strage di Parigi. Il motivo sarebbe proprio da ricercare nel ruolo ricoperto da Salah, che si è detto del tutto estraneo a quanto accaduto in Belgio.

Salah Abdeslam potrò essere estradato in Francia. Il legale: "Vuole collaborare"

19.20 - Il tribunale di Bruxelles ha deciso di permettere l’estradizione in Francia di Salah Abdeslam, sospettato di aver avuto un ruolo negli attacchi di Parigi del novembre scorso.

Le autorità francesi e quelle belga hanno spiegato oggi che ora valuteranno come procedere con l’estradizione. La sentenza, infatti, si limita a stabilire che il giovane potrà essere estradato, ma questo non significa che lo sarà né che lo sarà in tempi brevi.

31 marzo 2016 - Salah Abdeslam ha annunciato di voler collaborare con le autorità francesi. A riportarlo è il suo avvocato belga, Cédric Moisse. L'uomo, accusato di aver avuto un ruolo centrale negli attentati a Parigi del 13 novembre, non si è opposto all'estradizione.

Oggi pomeriggio si tiene l'udienza del tribunale di Bruxelles sulla richiesta di estradizione in Francia, la successiva udienza è prevista il 7 aprile.

25 marzo 2016 - Salah Abdeslam, nel breve interrogatorio di sabato scorso, poche ore dopo il suo arresto nel quartiere Molenbeek di Bruxelles, avrebbe sminuito il proprio ruolo negli attentati di Parigi dello scorso novembre. É la stampa belga e francese, citando BFMTV, a dare conto di quelle poche parole pronunciate dal giovane, che avrebbe sì ammesso di aver avuto un ruolo logistico nella preparazione degli attentati di Parigi, ma avrebbe addossato gran parte della responsabilità su Abdelhamid Abaaoud, deceduto nel raid della polizia alle porte di Parigi il 18 novembre scorso.

Abdeslam avrebbe ammesso di aver affittato le auto usate dal commando il 13 novembre scorso:

L’ho fatto su richiesta di mio fratello Brahim. La sera degli attacchi ero a bordo della Renault Clio insieme a Bilal Hadfi e altre due persone. Io guidavo, ho dovuto raggiungere lo Stade de France per farmi saltare in aria insieme ai miei complici.

Il giovane, sempre secondo quanto riferisce BFMTV, avrebbe rinunciato all’ultimo minuto, subito dopo aver lasciato gli altri attentatori nei pressi dello stadio.

Abdeslam avrebbe anche confermato che il commando era composto da dieci persone in totale, compreso sé stesso. Di questi, però, lui conosceva soltanto Bilal Hadfi Chakib, deceduto insieme ad Abaaoud a Saint-Denis, e suo fratello Brahim:

Ogni volta che c’era da pagare qualcosa per questi attentati, i soldi arrivavano da Brahim.

Dopo aver rinunciato a farsi esplodere, Abdeslam avrebbe raccontato di essersi messo in contatto con una sola persona, Mohamed Abrini, attualmente latitante e ricercato in tutta Europa.

Rinviata la prima udienza di Salah Abdeslam

Non è la prima volta che Sven Mary - l'avvocato che difende Salah Abdeslam, l'uomo accusato di aver preso parte agli attentati di Parigi - riceve minacce, insulti e lettere minatorie. Questa volta, però, sarebbe stato aggredito fisicamente, da un uomo che l'ha accusato di voler difendere un terrorista.

Il fatto sarebbe avvenuto ieri sera, secondo quanto raccontato da Le Soir, ma l'avvocato avrebbe addirittura avuto la meglio sull'aggressore; salvo poi dover chiudere lo studio legale allo scopo di difendere i suoi collaboratori.

Nel frattempo, iniziano a sorgere i primi dubbi sulla effettiva collaborazione di Salah, che lo stesso Sven Mary aveva assicurato. Alcune testate spiegano che l'avvocato potrebbe essere sul punto di abbandonare l'incarico, mentre altri analisti sottolineano come l'attentato a Bruxelles, anticipato rispetto ai tempi, potrebbe aver avuto lo scopo sì di ritorsione, ma anche di minaccia nei confronti di Salah (anche se non è chiaro per quale ragione dovrebbe funzionare).

Sven Mary ha respinto queste indiscrezioni, ma di fatto dal giorno prima degli attentati e fino a oggi non aveva più visto il suo assistito. L'incontro alla camera di consiglio di Bruxelles che dovrà decidere se estendere la sua detenzione, intanto, è stato rinviato al 7 aprile. Estensione del fermo che è comunque scontata, tanto più che Sven Mary non ne chiederà nemmeno la liberazione.

Sempre l'avvocato, parlando con i media, ha fatto sapere che Salah gli ha confermato di non aver saputo nulla degli attentati di Bruxelles e di voler tornare in Francia il prima possibile (mentre fino a poco fa sembrava che volesse opporsi all'estradizione).

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