Coisp, polemiche per il tweet che mette in dubbio la veridicità di un naufragio di migranti

Il Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia (Coisp), lo stesso che nel 2013 manifestò sotto l’ufficio della madre di Federico Aldrovandi a Ferrara, è finito nuovamente nella bufera per aver condiviso una bufala che gira da tempo su Internet, quella che mostra un gruppo di migranti dopo il naufragio del dicembre 2015 nel Mar Egeo, costato la vita a quattro bambini.

Lo scatto mostra un gruppo di migranti a galla grazie al giubbotto salvagente e, sullo sfondo, un migrante che sembra essere in posizione eretta. La foto, che gira da mesi sulle pagine di complottisti e non solo, è accompagnata dalla didascalia: “i casi sono tre: o è alto 7 metri, o cammina sulle acque come Mosè o ci stanno tirando per i fondelli”, sottintendendo quindi che si tratti di una bufala.

L’account ufficiale del COISP su Twitter ha condiviso ieri quella foto, continuando nelle ore successive a cavalcare l’onda retwittando chi è corso a dare manforte a quella teoria e attaccare chi, invece, ha fatto notare che si trattava di una bufala, a cominciare da La Repubblica, attaccata per aver “strumentalizzato la polemica”.



La polemica è montata in poche ore e sulla questione è intervenuto anche il senatore Luigi Manconi, che a La Repubblica ha così commentato:

Non era necessario quell'umorismo dozzinale per avere conferma che il Coisp è un sindacato necrofilo. Viene da dire: lasciate che i morti seppelliscano i morti.

Il sindacato, dopo le polemiche, non ha rimosso il tweet in questione, ma ha rilasciato un comunicato per difendere le proprie azioni. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, ha liquidato tutto così:

Abbiamo l’ennesima conferma di ciò che abbiamo sempre saputo: in Italia va tutto a rotoli perché di fronte a problematiche che stanno mettendo in ginocchio il Paese il vero ‘nodo’ da affrontare viene considerato il fatto che il Coisp pubblichi una fotografia che circola in rete da mesi,
senza aggiungere un commento, senza esprimere un giudizio, senza azzardare alcuna ironia o alcun sarcasmo, per ‘fotografare’ gli umori che, piaccia
o non piaccia, animano molti. Discutiamo da anni di questioni veramente importanti e fondamentali per la sicurezza connesse al fenomeno epocale
dell’immigrazione clandestina, ma l’unica cosa che viene presa in considerazione, con l’immancabile strumentalizzazione politica, è il fatto che
riprendiamo una foto che tutti già conoscono. Che pagliacciata!

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