Marò: Salvatore Girone potrà tornare in Italia. Gentiloni: "L'arbitrato ci darà ragione"

Il Tribunale dell’Aja ha accolto la richiesta dell’Italia, ma il governo indiano dice che l'ordinanza è stata male interpretata dalla Farnesina.

12:30 - Sul Times of India di oggi si trova un'intervista a una delle vedove dei due pescatori indiani uccisi all'inizio del caso Enrica Lexie. A parlare è Dora Jelastine, che al quotidiano indiano dice di non volere vendetta e di non essere contraria alla liberazione dei due militari:

"Quattro anni sono passati da quando ho perso mio marito e per me è stato difficile all'inizio accettare questa perdita improvvisa. Tuttavia l'appoggio che abbiamo ricevuto da più parti ci ha dato speranza e ci ha aiutati a far ripartire le nostre vite. Non insisto perché i marò vengano processati e puniti. Non sono contraria alla loro liberazione"

ha detto la donna commentando la notizia del rientro per Salvatore Girone, ringraziando anche il governo italiano per aver pagato il risarcimento danni per la morte del marito:

"Sono riconoscente per l'aiuto fornito dagli italiani, che mi ha permesso di pagare gli studi dei miei figli Derrick e Dean. Il governo dello stato mi ha anche aiutata con un lavoro nel settore del dipartimento della pesca a Kollam".

3 maggio 2016, ore 10:30 - Intervistato da Repubblica sul pronunciamento del Tribunale internazionale dell'Aja il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni si è detto fiducioso su un cambio di rotta nell'arbitrato che dipanerà una parte della diatriba tra Italia e India per la giurisdizione del caso Enrica Lexie.

"L'arbitrato ci darà ragione" dice Gentiloni "le diplomazie italiana e indiana si stanno già mettendo al lavoro per concordare le modalità del suo rientro e farle validare dalla Corte Suprema. Faremo poi valere le nostre ragioni nella fase di merito dell'arbitrato. Ed essendo ottime ragioni confido che verranno riconosciute".

Questa mattina invece il ministro dell'Informazione indiano Arun Jaitley ha ribadito che entrambi i fucilieri sono sotto la tutela della Corte Suprema indiana affermando che sia Girone che Latorre, implicati nella morte di due pescatori, restano sotto la tutela della Corte Indiana: "Ci batteremo per difendere il nostro diritto", ha detto.

18.30 - Nuova puntualizzazione del governo indiano sul caso di Salvatore Girone. Delhi ritiene che il tribunale dell' Aja abbia "riconosciuto le posizioni coerenti e le argomentazioni chiave espresse dal governo (indiano ndr.)". A dirlo è il portavoce dell'esecutivo.

La Farnesina, per parte sua, riferisce che Roma e Delhi concorderanno le modalità per il rientro del marò in Italia. E il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, scrive su twitter di aver sentito a telefono i due fucilieri di marina.


Aggiornamento ore 15:58 - Fonti del governo indiano hanno detto all'agenzia di stampa Pti che l'Italia non avrebbe interpretato correttamente l'ordine del Tribunale dell'Aja:

"Non è vero che il marò Girone è libero: le condizioni della sua libertà provvisoria devono essere stabilite dalla Corte Suprema"

Lunedì 2 maggio 2016, ore 13:35 - Il Tribunale dell’Aja ha deciso, in accoglimento della richiesta avanzata dall’Italia, che Salvatore Girone potrà stare in Italia durante l’arbitrato. Anche se l’ordinanza sarà resa pubblica domani, la Farnesina ha voluto subito diffondere la notizia con una nota ufficiale in cui spiega:

“Il Tribunale arbitrale istituito a L'Aja ha oggi anticipato la propria decisione che il Fuciliere di Marina Salvatore Girone faccia rientro in Italia fino alla conclusione del procedimento arbitrale, avviato dal Governo il 26 giugno 2015. Le condizioni del rientro saranno concordate tra Italia e India. Il Governo ha lavorato per sottoporre l'intera vicenda all'arbitrato internazionale e, in questo quadro, riportare a casa i due Fucilieri di Marina. L'ordinanza annunciata apre la strada a questo risultato”

Lo stesso Ministero degli Esteri nella nota commenta:

“Si tratta quindi di una buona notizia per i due Fucilieri, le loro famiglie e per le ragioni sostenute dal Governo e dai nostri legali. Il Governo conta su un atteggiamento costruttivo dell'India anche nelle fasi successive e di merito della controversia. La decisione del Tribunale de L’Aja recepisce le considerazioni legali e di ordine umanitario derivanti dalla permanenza di Girone in India da oltre quattro anni e che avrebbe potuto prolungarsi per altri due o tre anni, tenuto conto della prevista durata del procedimento arbitrale”

E ora che cosa succederà? Nella nota della Farnesina si legge:

“Il Governo avvierà immediatamente le consultazioni con l'India affinché siano in breve tempo definite e concordate le condizioni per dare seguito alla decisione del Tribunale arbitrale. Il Governo sottolinea che la decisione odierna del Tribunale relativa alle misure richieste dall’Italia in favore del Sergente Girone non influisce sul prosieguo del procedimento arbitrale, che dovrà definire se spetti all'Italia o all'India la giurisdizione sul caso della Enrica Lexie”

Intanto il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ha parlato con Salvatore Girone per telefono e ha detto:

“Ho parlato con il marò che potrà rientrare in Italia è una straordinaria notizia che viene dal Tribunale internazionale dell’Aja. È un risultato a cui abbiamo lavorato con determinazione. Per l’occasione lanciamo un messaggio di amicizia e collaborazione con il governo indiano”

Anche l’opposizione è felice per questo traguardo. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, ha commentato su Twitter:

“Decisione di Tribunale L’Aia primo barlume luce dopo 4 anni di buio pesto. Italia aspetta a braccia aperte Girone, certi della sua innocenza”

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