Pugile accusato di terrorismo: "in Siria volevo aiutare i bambini non combattere con l'Isis"

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Abderrahim Moutaharrik, il cittadino marocchino e campione di kickboxing arrestato giovedì scorso con l'accusa di avere legami con l'Isis, si difende. Al gip Manuela Cannavale, l’operaio-pugile ha spiegato, insieme a sua moglie, che non era sua intenzione di organizzare un attentato terroristico in Italia. Semplicemente, ha dichiarato, voleva aiutare i bambini siriani:

"Vedendo le immagini di quei bambini martoriati sono rimasto impressionato. E' vero, volevo andare in Siria, ma per aiutare la popolazione, non certo per combattere con l'Isis"

Il presunto terrorista, dal carcere di San Vittore, ha ribadito di non aver fatto nulla di male. A sostenere la sua difesa anche il suo legale, Francesco Pesce. "Dalle intercettazioni è emersa la sua volontà di andare in Siria ma alla fine nulla sarebbe stato fatto", ha detto l'avvocato al termine dell'interrogatorio.

Moutaharrik ci ha tenuto anche a dire al gip che non ha nulla contro il nostro paese: "sono cresciuto in Italia, è da 16 anni che vivo in questo Paese e ho tanti amici. Non mi farei mai saltare in aria per fare del male alle persone con cui sono cresciuto".

Tuttavia, la difesa appare, per ora, debole. L'accusato e sua moglie erano comunque intenzionati a recarsi in Siria, nel territorio del "Califfato". Qui non avrebbero potuto non rapportarsi con i jihadisti, che certamente non ammettono stranieri neutrali. Rimangono poi da chiarire le intercettazioni, che al momento sembrano inchiodare il sospettato.

Per quanto riguarda i finanziamenti chiesti dalla coppia per recarsi in Siria, l'avvocato Pesce fa sapere: "hanno giustificato che servivano per coprire altri debiti e per l'acquisto di passeggino per un amico comprato online".

Ora Moutaharrik e la moglie potrebbero essere trasferiti nei carceri di massima sicurezza di Palmi o di Nuoro. L'avvocato presenterà istanza di scarcerazione al tribunale del riesame e fa presente che i suoi assistiti "sono disperati per i loro due figli che sono molto piccoli, 4 e 2 anni, e non sanno dove si trovano i loro genitori e di cosa devono rispondere".

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