Cina: uccide tre funzionari che demoliscono il villaggio. A sorpresa la folla lo acclama 'eroe'

BEIJING, CHINA - OCTOBER 16:  A Chinese villager walks amongst demolished houses on October 16, 2015 in Gucheng Village, Tongzhou District, Beijing's municipal offices will be moved from the center of the city to outlying areas as part of an ambitious government blueprint to create an urban megacity in northern China.  The zone will eventually connect Beijing with the nearby port city of Tianjin and encompass a population of 130 million people.  China's decades-long development boom has seen villages demolished or moved to allow for new buildings and infrastructure.  While villagers often receive compensation for the loss of their homes and land, some will dispute and hold out in a bid for better terms.Beijing, China.  (Photo by Kevin Frayer/Getty Images)

Fan Huepei (36 anni) ha ucciso un operaio di un'azienda elettrica, il vicedirettore dell'amministrazione stradale della regione di Henan e un tecnico degli impianti di climatizzazione. Successivamente è stato freddato dalla polizia. Detta così sembrerebbe un caso di cronaca nera cinese, ma in realtà la vicenda, per quanto truculenta, ha assunto contorni decisamente politici, tanto da provocare l'imbarazzo del Partito Comunista della Repubblica Popolare.

A scatenare la furia omicida di Fan, è stato l'ordine delle autorità regionali di abbattere il villaggio rurale nel quale risiedeva, Xuegang. L'intento è quello di realizzare centri commerciali e grattacieli da mettere sul mercato. Quando il 36enne si è accorto che ci si apprestava alla demolizione dell'edificio in cui abitava ha perso la testa. Inoltre, evidenziano i parenti, gli indennizzi offerti dallo Stato (circa 2500 euro in tre anni per ogni membro della famiglia) sembravano una presa in giro. L'uomo, infatti, aveva appena speso più di 100 mila euro per ristrutturare l'abitazione.

Prima di morire, Fan ha postato un messaggio sul web, nel quale spiegava le sue ragioni ("non posso più vivere in questo modo...."). E la gente, dopo la sua esecuzione, si è schierata a sorpresa con l'assassino. Molti lo hanno acclamato come un "eroe", alcuni hanno offerto denaro alla famiglia, e su internet sono apparsi moltissimi messaggi in un suo sostegno. Ed ecco allora che il funerale si trasforma in una rivolta di massa contro l'urbanizzazione forzata.

Il governo cinese si è mostrato impreparato alla folla, che da più parti del paese, è andata a rendere omaggio a Fan. Così ha cercato di fare buon viso a cattivo gioco. Il Quotidiano del Popolo e il Global Times, pur condannando il triplice omicidio e ricordando che "case e terreni sono un bene collettivo", hanno comunque affermato che ci vuole un maggiore impegno da parte delle autorità verso chi perde la propria casa. E' evidente che il Partito, già alle prese con la crisi economica, teme che possano esserci altri atti di disobbedienza e rivolte.

Secondo i dati ufficiali, sgomberi forzati, demolizioni, confische di terreni e trasferimenti connessi all'urbanizzazione di Stato, negli ultimi 5 anni, hanno riguardato circa 500 milioni di cinesi e decine di migliaia di villaggi rurali.

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