Afghanistan, ucciso il leader dei talebani Mansour da un drone Usa

This photograph taken on May 21, 2016 shows Pakistani local residents gathering around a destroyed vehicle hit by a drone strike in which Afghan Taliban Chief Mullah Akhtar Mansour was believed to be travelling in the remote town of Ahmad Wal in Balochistan, around 160 kilometres west of Quetta. Afghan authorities scrambled May 22 to confirm the fate of Taliban leader Mullah Akhtar Mansour after US officials said he was likely killed in drone strikes -- a potential blow to the resurgent militant movement.  / AFP / -        (Photo credit should read -/AFP/Getty Images)

La morte del leader talebano, mullah Akhtar Mansour, è stata annunciata più volte, ma questa volta non dovrebbero esserci dubbi. Il successore del mullah Omar sarebbe stato ucciso da drone statunitense, mentre si trovava in Pakistan ai confini con l’Afghanistan. La conferma è arrivata da un comandante delle milizie islamiche.

Ad esprimere soddisfazione per la morte del capo dei talebani anche il Segretario di stato Usa, John Kerry. Dalla Birmania, dove è in visita, fa sapere: "Mansour rappresentava una minaccia imminente per il personale americano, per i civili afghani e per le forze di sicurezza afghane. Mansour si opponeva anche ai negoziati di pace".

I critici del mullah Mansour lo hanno sovente accusato di essersi preso impropriamente la guida del movimento e di essere una pedina nelle mani dell’intelligence pakistana, che gli avrebbe offerto protezione. Il capo talebano aveva inoltre espresso grandi perplessità sui colloqui di pace con Kabul. Proprio in occasione del suo insediamento come guida suprema ebbe a dire: “non dovremmo concentrarci sui colloqui di pace o su cose correlate. Dovremmo farlo sull’applicazione del sistema islamico”. Parole, queste, che non lasciavano intravedere nessuna volontà di rottura con Ayman al Zawahiri, il leader di Al Qaida.

Ricordiamo che dopo la morte del Mullah Mohammad Omar, i talebani si sono divisi in due fazioni. Quella capeggiata da Akhtar Mansour e quella di Fidai Mahaz (il fronte del sacrificio). Tuttavia, anche quest'ultima non ha espresso aperture reali sul processo di pace.

Di Mansour si sa poco. Per un breve periodo ha combattuto contro l'esercito sovietico in Afghanistan. Dopo l’ingresso nella formazione di Omar, ricoprì un ruolo nella sicurezza a Kandahar, e poi divenne ministro dell’Aviazione civile negli anni dei talebani al potere.

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