New Mexico, proteste contro Trump: ad Albuquerque è guerriglia urbana

Scene di guerriglia urbana in occasione di un raduno elettorale a favore di Donald Trump

DALLAS, TX - SEPTEMBER 14:  Republican presidential candidate Donald Trump speaks during a campaign rally at the American Airlines Center on September 14, 2015 in Dallas, Texas. More than 20,000 tickets have been distributed for the event.  (Photo by Tom Pennington/Getty Images)

Più lo si attacca, più guadagna consenso. Come ogni populista che si rispetti, Donald Trump nutre la propria campagna elettorale con l’escalation dei toni. Ad Albuquerque, in New Mexico, il suo comizio ha scatenato una vera e propria guerriglia urbana con t-shirt in fiamme, bidoni della spazzatura rovesciati e barricate improvvisate nelle strade della città.

Il centro congressi nel quale si svolgeva il comizio del candidato repubblicano è stato semidistrutto, con vetrate in pezzi e arredi devastati.

Ovviamente Trump non ha fatto nulla per evitare le tensioni e durante il suo comizio, come riferito dall’Associated Press, ha risposto “Torna a casa da mamma!” a un manifestante e ne ha sbeffeggiato un altro dicendo che portava i pannolini.

A fare da contraltare a Trump i suoi sostenitori che hanno inneggiato alla costruzione dei muri e hanno scandito il mantra propagandistico del “fare ancora grande l’America”.

La polizia di Albuquerque ha detto che alcuni dei suoi agenti sono stati ricoverati per ferite.

A nutrire il populismo di Trump è la contrapposizione fra i suoi sostenitori che vogliono il muro e i suoi oppositori, immigrati regolari nel New Mexico che hanno un parente costretto a vivere clandestinamente accontentandosi di lavori saltuari e mal pagati.

Via | Cbs

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