Dacca, attentato in un ristorante: 7 italiani tra gli ostaggi. Le parole dell'ambasciatore Mario Palma

Le forze di polizia sono riunite per capire come agire.

Sabato 2 luglio 2016, ore 00:01 - A Dacca, capitale del Bangladesh, c’è stato un attacco terroristico in una caffetteria che si trova nella zona di Gulshan, quartiere in cui ci sono le ambasciate (a circa 100 metri da quella italiana). Secondo il Site (Search for International Terrorist Entities) si tratta di un attentato dell'Isis e ci sarebbero 24 morti e almeno 40 feriti. Il locale si chiama Holey Artisan Bakery.
L’attacco è avvenuto tra le 20:45 e le 21:15 locali di venerdì 1 luglio 2016, ossia intorno alle 17 circa italiane, ed è ancora in corso. Ma ecco il racconto di Mario Palma, ambasciatore italiano a Dacca, intervistato pochi minuti fa dal TG1:

“Quello che è successo, la ricostruzione che possiamo fare con gli elementi che abbiamo finora è che poco prima delle 21 un commando ha fatto irruzione nel ristorante con lancio di granate e con pistole, fucili e quant’altro. C’è stato subito un intervento della polizia che non aveva però avuto l’impressione che si trattasse di un commando e quindi le prime vittime sono stati poliziotti, due, mentre altri undici sono gravemente feriti. Dunque c’è stata l’irruzione nel ristorante, qualcuno è riuscito a fuggire, soprattutto parte del personale del ristorante, ma gli altri sono tutti dentro, in ostaggio. Gli italiani dell’ambasciata sono tutti al sicuro, perché l’attacco mirava a questo ristorante frequentato in maggioranza da stranieri. La malasorte ha voluto che un gruppo di imprenditori e commercianti italiani del settore dell’abbigliamento si ritrovasse a cenare proprio in quel ristorante. Si tratta di un gruppo di amici e noi abbiamo avuto conferma da un altro connazionale che era con loro e che pochi minuti prima dell’attacco era uscito nel giardino per fare un paio di telefonate. Questo connazionale si è acquattato tra i cespugli e da lì ci ha telefonato. La sua telefonata tempestiva ha fatto in modo che io e miei collaboratori potessimo venire subito qui e mettere in piedi un’unità di emergenza. L’autore della telefonata, che ha avuto il sangue freddo di chiamarci subito, siamo riusciti a tirarlo fuori con l’aiuto della polizia locale alla quale abbiamo indicato il punto preciso del giardino del ristorante in cui si trovava e ora sta collaborando con la sua testimonianza. Ci risultato sette italiani tra gli ostaggi, due coreani e un giapponese, più il personale del ristorante. Parliamo in tutto di una ventina di stranieri in ostaggio”

Buona parte degli italiani in ostaggio sono residenti a Dacca e fanno parte del settore dell’abbigliamento, sono buyers che fanno da intermediari tra le case di moda e i rivenditori, e con loro ci sono due non residenti in Bangladesh, loro amici.
Intorno al locale ci sono circa duemila agenti delle varie forze di polizia ed è in corso una riunione di emergenza dei capi delle diverse forze armate locali.

Sempre secondo quanto riferito dall'ambasciatore italiano, i componenti del commando non hanno voluto negoziare alcunché, quindi è una classica azione suicida e cruenta.

Al momento non ci sono informazioni precise e ufficiali sul numero di morti, né sul totale degli ostaggi. Secondo una fonte di polizia locale sarebbero nove i componenti del commando.

La Farnesina ha contattato le famiglie degli italiani tenuti ostaggio dai terroristi e non ha confermato notizie su connazionali morti. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha comunicato via Twitter che sta seguendo la situazione minuto per minuto. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi non ha commentato, ma ha solo re-twittato le parole di Gentiloni.

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