Usa donano un milione e 185mila dollari alla famiglia di Giovanni Lo Porto

Il cooperante fu ucciso da un drone Usa nel gennaio 2015

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È di un milione e 185mila euro la cifra che gli Stati Uniti ha deciso di donare alla famiglia di Giovanni Lo Porto per evitare qualsiasi assunzione di responsabilità giuridica relativamente alla morte del cooperante ucciso nel gennaio 2015 da un drone statunitense.

Il 37enne ricercatore palermitano fu ucciso nel corso di una di quelle operazioni che l’esercito statunitense è solito etichettare come “antiterrorismo”, ma che colpiscono puntualmente la popolazione civile.

I dati del Bureau of Investigative Journalism relativi al solo Pakistan parlano chiaro: dal 2004 a oggi sono state uccise fra le 2499 e le 4001 persone. Durante il secondo quadriennio della presidenza di George W. Bush sono state compiute 51 operazioni, mentre nei primi sette anni dell’amministrazione Obama le operazioni sono state ben 373. In questi attacchi sono morti fra i 424 e i 966 civili, uno di questi era Giovanni Lo Porto.

Nelle operazioni “antiterrorismo” sono stati uccisi fra i 172 e i 207 bambini. I feriti stimati dal Bureau of Investigative Journalism sono stati fra i 1161 e i 1744.

Questi sono i dati relativi al Pakistan, ma nello stesso periodo gli attacchi dei droni Usa hanno fatto migliaia di vittime in altre “guerre occulte” condotte in Somalia, Yemen e Afghanistan.

Giovanni Lo Porto era stato rapito nel 2012 mentre stava aiutando le popolazioni pakistane colpite da delle inondazioni. Lavorava per una ong tedesca. Venne sequestrato assieme a un altro collega tedesco, ma l’identità dei rapitori non è mai stata resa nota.

Nel gennaio 2015, Lo Porto fu colpito da un drone statunitense in un signature strike, un tipo d’operazione militare che prevede il bombardamento di un’area sospetta, senza che vi sia la certezza che siano presenti i terroristi.

In quell’occasione, oltre a Lo Porto, fu ucciso anche Warren Weinstein, dal 2011 ostaggio di Al Qaeda.

Poco dopo arrivarono le scuse formali di Barack Obama, accettate da Matteo Renzi senza battere ciglio. Fra Stati Uniti e Italia non si è creato alcun attrito e gli organi d’informazione italiani hanno messo la sordina con un approccio ben diverso rispetto a quello riservato per altre vittime italiane all’estero.

Obama aveva promesso che le informazioni relative all’attacco sarebbero state desecretate, cosa che non è avvenuta.

Il documento firmato lo scorso 8 luglio in uno studio notarile romano rappresenta un unicum: mai pima d’ora gli Stati Uniti avevano siglato un accordo con i famigliari di una vittima innocente degli attacchi con i droni. Gli Stati Uniti tengono a sottolineare come non si tratti di un risarcimento ma di una concessione a titolo “di favore”, una “donazione in memoria del Sig. Giovanni Lo Porto”.

Nelle trattative che hanno portato alla donazione, i famigliari hanno insistito affinché venga fatta maggiore chiarezza sui dettagli dell’operazione che ha portato all’uccisione del cooperante.

“Ci è stata offerta una cifra di un milione e 200 mila dollari. A luglio i nostri legali hanno incontrato a Roma un rappresentante del governo americano e ci hanno proposto questa somma, che abbiamo accettato. Obama ha mantenuto l’impegno assunto pubblicamente quando è stata resa nota la notizia della morte di mio fratello”,

ha spiegato Daniele Lo Porto aggiungendo che gli Stati Uniti hanno voluto formalizzare la transazione come una donazione, non come un risarcimento, tanto che, sulla somma ricevuta, i famigliari hanno dovuto pagare le tasse.

Via | Il Fatto Quotidiano | Bureau of Investigative Journalism

Foto | Facebook

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