Pazienti curati a terra all'Ospedale di Nola, il direttore sanitario: "afflusso eccezionale"

Aggiornamento ore 10.00 - Dopo il caso de pazienti curati a terra all'ospedale di Nola sono stati sospesi dal servizio il direttore sanitario dell'ospedale Andrea De Stefano, il responsabile del pronto soccorso Andrea Manzi e il responsabile della medicina d'urgenza, Felice Avella, nell'attesa che vengano svolte le indagini interne in merito a eventuali responsabilità. Così spiega stamattina la responsabile della Asl Napoli 3 Sud, Antonietta Costantini.

Dopo le immagini di pazienti sdraiati, sul pavimento dell'ospedale di Nola (Napoli) per mancanza di posti letto ma anche di semplici barelle, interviene il direttore sanitario del nosocomio Andrea De Stefano mentre il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha mandato sul posto i carabinieri del Nas.

"E' stato un caso eccezionale, abbiamo ripristinato la situazione e adesso viaggiamo con questi 150/160 pazienti al giorno che comunque rappresentano un afflusso eccezionale. Noi abbiamo un ospedale con 107 posti letto che deve far fronte a un bacino di utenza di circa 600mila abitanti" dice De Stefano che aggiunge: "abbiamo garantito comunque l'assistenza anche in una situazione di emergenza come quella che ci auguriamo di non dover più ripetere, abbiamo chiesto altre barelle, ci dovrebbero arrivare in giornata però il problema è l'eccessiva utenza che questo ospedale è costretto a affrontare".

"Il problema - continua il dirigente sanitario - non è organizzativo, ma strutturale però ci attrezzeremo per risolvere anche questi problemi". Fatto sta che sono stati i cittadini che diffondendo le immagini video di pazienti adagiati a terra su una coperta mentre viene prestato loro soccorso, a denunciare la situazione critica e lo stato in cui versava parte dell'utenza dell'ospedale nolano di Santa Maria della Pietà.

Il "caso eccezionale" secondo il direttore sanitario sarebbe stato causato da un picco dell'affluenza nella notte fra il 7 e l'8 gennaio con 300 accessi al pronto soccorso, il doppio del solito per un ospedale costretto a operare oltre quelle che sarebbero le sue possibilità strutturali.

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