Norvegia, processo d'appello a Breivik

L'estremista di destra norvegese Anders Behring Breivik, autore della strage di Utoya in Norvegia che causò 77 morti nel 2011, presentandosi in aula per il processo d'appello intentato dallo Stato sulle sue condizioni di detenzione ha scatenato durissime reazioni per il saluto romano fatto a giudici, avvocati e platea. I giudici lo hanno richiamato immediatamente all'ordine.

In una sentenza che aveva provocato lo stupore dei parenti delle vittime, lo Stato norvegese era stato condannato in primo grado lo scorso aprile per trattamento "disumano" e "degradante" dell'estremista, in violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani.

In carcere, il 37enne Breivik, detenuto in isolamento da cinque anni e mezzo per ragioni di sicurezza, dispone di tre celle dove può guardare la televisione, giocare ai videogiochi o utilizzare apparecchi ginnici, ma la giudice aveva posto l'accento sul suo isolamento prolungato e l'insufficienza delle misure adottate per compensare questo regime.

I magistrati dovranno pronunciarsi anche su un altro punto, sollevato questa volta dall'estremista. Ad aprile, la giudice aveva dato ragione allo Stato, che filtra la corrispondenza di Breivik per impedirgli di formare una rete in grado di perpetrare nuovi attacchi. Il terrorista sostiene che violi l'articolo 8 della Convenzione dei diritti umani che garantiscono il diritto a una vita privata.

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