Napoli: 17enne ucciso, vittima innocente dei clan: 4 arresti

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Sono quattro gli arresti eseguiti stamane a Napoli per l'omicidio di un 17enne vittima innocente di una "stesa" di camorra avvenuta a settembre 2015 in Piazza San Vincenzo, nel Rione Sanità del capoluogo partenopeo. Per "stesa" si intende un raid armato eseguito dai appartenenti ai clan per ribadire l'egemonia sul territorio.

Pochi giorni dopo l'omicidio il padre della vittima, aveva spiegato "il mio Genny stava solo realizzando i suoi sogni, non c'entra nulla con la camorra, lui era un angelo. E' capitato a lui ma sarebbe potuto succedere a qualcun altro. Perché quelle sparatorie sono cose gravissime ma per noi, in quel quartiere come in altri quartieri di Napoli abbandonati dallo Stato, sono cose normali".

Dopo aver rigettato con forza gli iniziali sospetti sul coinvolgimento del ragazzo con i clan, come appurato delle successive investigazioni, il genitore aveva rivolto un appello ai killer: "Costituitevi, è il minimo che potete fare per tutto il dolore che avete causato. Chi quella notte ha visto o ha sentito qualcosa deve andare in questura". Oggi a seguito degli arresti l'uomo ha commentato, in lacrime: "Finalmente, giustizia è fatta".

Alle indagini della polizia che hanno portato a chiudere il cerchio sui presunti responsabili dell'omicidio ha collaborato il boss pentito Carmine Lo Russo, dell'omonima organizzazione di camorra. Gli arresti odierni sono stati compiuti per le accuse di omicidio, tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, tutti reati aggravati dal metodo mafioso. L'inchiesta è stata coordinata dalla Dda di Napoli.

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