Novara, incassava la pensione della madre morta

È stato condannato per truffa a 8 mesi.

An lawyer of Milan's court walks in a corridor before the verdict of a trial involving four Google executives over an Internet video showing the bullying of a teenager with Down's Syndrome on January 27, 2010. The verdict was postponed to February 24 due to strike of Italian lawyers.  AFP PHOTO / GIUSEPPE CACACE  (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Cosa fareste se scopriste che sul conto in banca della madre defunta continua a venir accreditata la pensione? Sicuramente segnalereste la cosa a chi di dovere per chiedere di smettere di regalare soldi che non spettano più a nessuno. Nel mondo reale, a volte, le cose vanno un po' diversamente: Gaspare Prelli, 65 anni, è stato condannato a 8 mesi di reclusione e 300 euro di multa, con i benefici di legge per aver intascato la pensione della mamma defunta per 4 anni.

Il totale dei soldi di cui si è indebitamente appropriato ammonta a 67mila euro. Non poco, anche se lui spiega di averli usati per saldare i debiti che aveva contratto a causa della malattia della mamma. "Quando ho visto che i soldi continuavano ad arrivare ho pensato di sfruttarli, ma adesso sono pentito".

La vicenda ha origini abbastanza lontane, che risalgono al 2007, quando la madre ottantenne muore per cause naturali. La segnalazione viene inviata dal comune all'agenzia dell'entrate che blocca come prassi il conto corrente. Dopo un paio di mesi, però, viene riattivato a favore degli eredi.

A un certo punto, sul conto iniziano ad apparire 1.200 euro al mese: è la pensione della mamma. La cosa continuerà a capitare per circa 4 anni, finché l'ente non si rende conto di quanto avviene e fa partire le indagini. Ma com'è potuto accadere? Lo racconta La Stampa:

In aula la funzionaria dell’Inps ha spiegato chiaramente come ciò sia potuto accadere. Un errore, in sostanza: la comunicazione della morte della donna era sì arrivata, ma non era stata considerata perché una lettera del codice fiscale non coincideva con quello in possesso dell’istituto previdenziale: «Pertanto abbiamo continuato a versare l’assegno di accompagnamento e la pensione».

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