Omicidio Luca Varani, confermata la condanna a 30 anni Manuel Foffo

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I giudici della Corte d’Assise d'Appello di Roma hanno confermato la condanna a 30 anni di carcere per Manuel Foffo, responsabile con Marco Prato dell'omicidio di Luca Varani, ucciso il 4 marzo 2016. I giudici hanno così accolto le richieste della Procura, che aveva chiesto appunto la conferma della condanna già emessa in primo grado per omicidio volontario con l'aggravante della crudeltà. La sentenza è arrivata alla fine del rito abbreviato chiesto dallo stesso Foffo, mentre Prato aveva optato per il rito ordinario.

Prato, però, non pagherà con il carcere per il terribile omicidio di Luca Varani; l'altro imputato si è infatti tolto la vita nel carcere di Velletri il 20 giugno 2017, ancora prima dell'inizio del suo processo. L'avvocato di Foffo ha tentato di sostenere che il suo assistito era in realtà "una pedina del ‘sistema Marco Prato’, da cui era manipolato e il cui fil rouge erano l’alcol, la droga e l’abuso sessuale". Il tentativo di scaricare il grosso delle responsabilità su Prato non ha però convinto i giudici. Il padre di Luca Varani, Giuseppe, ha urlato tutto il proprio dolore mentre i giudici rientravano in Camera di consiglio per prendere una decisione: "Ricordate che qui non c'è la vittima, mio figlio non c'è più. L'hanno crivellato, gli hanno rotto il cranio, quei due bastardi infami e vigliacchi".

Manuel Foffo: chiesti 30 anni in appello

La Procura Generale di Roma ha chiesto una condanna a 30 anni per Manuel Foffo, a processo con il rito abbreviato per l'omicidio di Luca Varani. Foffo è l'unico imputato per l'omicidio dopo il suicidio di Marco Prato, che aveva scelto il rito ordinario prima di togliersi la vita nel carcere di Velletri.

Il Pg ha dunque chiesto che venga confermata la sentenza di primo grado per Foffo, già condannato nel febbraio del 2017 per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. La tesi della Procura è infatti chiara: ad uccidere Luca Varani il 4 marzo del 2016 furono Foffo e Marco Prato in concorso tra loro, che accoltellarono e presero a martellate la vittima nel corso di un festino a base di sesso e droga.

La premeditazione da parte dei due assassini sarebbe emersa già due giorni prima dell'omicidio, quando Prato chiese ad un amico, Giacomo Donati, di "portargli tutti i tranquillanti" che aveva. Secondo l'accusa i due, in quei giorni, stavano scegliendo la loro vittima. In due si sono salvati dall'intento omicida rifiutandosi di assumere droga e alcol ed entrambi vennero cacciati dall'appartamento al Collatino, teatro successivamente dell'omicidio di Varani. Proprio dopo questi due "tentativi" i due invitarono Varani, che tra le loro mani morì dopo ore di agonia.

La sentenza d'appello è attesa per il prossimo 10 luglio.

Manuel Foffo condannato a 30 anni di carcere

21 Febbraio 2017

30 anni di carcere. É questa la pena inflitta dal gup Nicola Di Grazia a Manuel Foffo, uno dei due giovani accusati dell’omicidio di Luca Varani, il ragazzo di 23 anni torturato e massacrato in un’abitazione in zona Collatino a Roma nel marzo dello scorso anno.

La sentenza è arrivata oggi al termine del processo celebrato oggi a Roma con rito abbreviato, come scelto dallo stesso Foffo poche settimane fa. La pena tiene conto dello sconto di un terzo previsto dalla scelta del rito e dispone il pagamento di una provvisionale di 200 mila euro ai genitori di Luca Varani, in attesa del processo che servirà a stabilire l’esatto risarcimento da destinare loro.

Nel corso dell’udienza odierna è stato disposto anche il rinvio a giudizio dell’altro imputato, Marco Prato, che sarà processato con rito ordinario a partire dal 10 aprile prossimo davanti ai giudici della Corte d’Assise.

Il padre di Luca Varani, subito dopo la sentenza, ha così commentato:

Sono amareggiato, non è giustizia piena. Questi omicidi non possono essere giudicati col rito abbreviato.

Foffo, infatti, scegliendo il rito abbreviato - che dà diritto allo sconto di un terzo della pena in caso di condanna - ha evitato il rischio di venir condannato all’ergastolo. I 30 anni di carcere rappresentano il massimo della pena prevista nei processi celebrati con rito abbreviato.

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